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Caso R. Marine Group, Rosmini rassicura: ‘Azienda sana’. E sulla Giunta Cannizzaro: ‘Approccio diverso’

Le precisazioni dell'amministratore unico dopo il presidio dei lavoratori, da mesi senza stipendio: "La nuova amministrazione? Ho visto un approccio diverso e una concreta volontà di affrontare una vicenda irrisolta da anni”

rosmini R Marine Group

A due giorni dal presidio dei lavoratori della R. Marine Group davanti alla sede Inps di Reggio Calabria, Federico Rosmini, amministratore unico dell’azienda, interviene per chiarire la posizione dell’impresa e ribadire l’urgenza di una risposta per i dipendenti.

La manifestazione del 6 luglio ha portato a un confronto con l’ente previdenziale calabrese. Al centro della vertenza c’è la procedura relativa alla Cassa integrazione guadagni ordinaria, richiesta dopo i ritardi amministrativi legati allo spostamento del cantiere nautico dall’area del porto di Reggio Calabria a Pentimele.

Uno spostamento collegato alla realizzazione del Museo del Mare, nell’area in cui per anni ha operato la R. Marine Group.

Lavoratori senza stipendio da gennaio

La situazione resta critica. I dipendenti non percepiscono lo stipendio da gennaio e, nel frattempo, attendono lo sblocco delle mensilità arretrate.

Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil avevano lanciato un appello alle istituzioni per chiedere la definizione urgente della pratica Cigo. Secondo quanto emerso nel confronto con la direzione aziendale, a oltre due mesi dalla presentazione della domanda l’azienda non aveva ancora ricevuto comunicazioni sull’istruttoria.

Da qui la richiesta all’Inps provinciale di Reggio Calabria: completare l’iter nel più breve tempo possibile, consentire il pagamento delle indennità e dare una risposta concreta ai lavoratori e alle loro famiglie.

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Rosmini: “Non cerchiamo lo scontro, ma risposte”

Rosmini chiarisce come il presidio davanti all’Inps non nasce come atto di rottura.

“Non c’è stata la volontà di creare uno scontro – spiega – ma l’esigenza di affrontare con trasparenza le preoccupazioni dei lavoratori. Il percorso è stato condiviso con i dipendenti, con le organizzazioni sindacali e con Confindustria, che ringrazio per aver favorito un confronto serio”.

Per l’amministratore unico, la trasparenza è il primo dovere di un imprenditore, soprattutto quando dentro l’azienda crescono incertezza e difficoltà economiche.

“Quando i lavoratori pongono domande e vivono una situazione di forte preoccupazione – aggiunge – è necessario dare risposte chiare, coinvolgere tutti i soggetti interessati e assumersi le proprie responsabilità”.

“Il problema non è il Museo del Mare”

Rosmini tiene a distinguere il tema dell’opera pubblica da quello dei ritardi amministrativi.

“Il problema non è il Museo del Mare, che considero un’opera importante per la città. Il problema sono i ritardi che hanno impedito alla nostra azienda di trasferirsi nell’area aggiudicata con bando pubblico e di lavorare a pieno regime”.

Secondo Rosmini, la sospensione dell’attività non dipende da una crisi aziendale, né da una mancanza di commesse.

“La nostra azienda è sana. Non abbiamo perso lavoro, non abbiamo perso mercato e continuiamo a ricevere richieste che oggi non riusciamo a soddisfare pienamente per cause indipendenti dalla nostra volontà”.

Il nodo, spiega, riguarda l’impossibilità di operare in spazi adeguati. La sede storica poteva ospitare circa 80 imbarcazioni, dai 5 ai 25 metri. Oggi quella capacità è azzerata.

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“Abbiamo preso in locazione un capannone, sostenuto nuovi costi e continuato a investire. Lo abbiamo fatto per garantire continuità ai servizi e tutelare il lavoro dei nostri dipendenti”.

L’apertura alla nuova amministrazione comunale

Nel suo intervento Rosmini evidenzia anche un cambio di passo da parte dell’attuale amministrazione comunale.

“La vicenda nasce da una gestione amministrativa che per troppo tempo non ha garantito risposte certe, tempi definiti e una programmazione adeguata. Tuttavia devo riconoscere che l’attuale amministrazione comunale ha mostrato un approccio diverso”.

Rosmini precisa di non avere ancora avuto un confronto ufficiale con la nuova Giunta, ma afferma di aver colto una volontà concreta di affrontare una situazione rimasta aperta per anni.

“È un segnale importante. Chi fa impresa ha bisogno di interlocutori presenti, competenti e responsabili”.

L’imprenditore guarda quindi con maggiore fiducia alla ripresa dell’attività, anche perché le procedure per il trasferimento sarebbero finalmente definite.

“Reggio può diventare un polo della nautica”

Il caso R. Marine Group non riguarda soltanto una singola azienda. Il rischio è quello di colpire un’intera filiera.

“Il danno non riguarda solo la nostra impresa, ma tutto il comparto economico legato alla nautica. Reggio Calabria, per posizione geografica e vocazione naturale, può diventare uno dei principali poli del Mediterraneo”.

E ancora.

“L’imprenditore accetta il rischio d’impresa. Ciò che scoraggia è l’incertezza prodotta da ritardi eccessivi su decisioni che potrebbero essere assunte in tempi molto più rapidi”.

Rosmini rivendica anche il percorso dell’azienda, fondata sulla passione familiare per il mare e oggi impegnata in rapporti consolidati con operatori pubblici e privati, tra cui Piloti dello Stretto, Capitanerie di Porto, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Ormeggiatori, agenzie nautiche e diportisti.

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“Non chiediamo corsie preferenziali”

“Non abbiamo mai chiesto scorciatoie. Abbiamo sempre rispettato gli obblighi verso lo Stato, versato contributi, investito in strutture, attrezzature e personale. Oggi chiediamo soltanto che lo stesso senso di responsabilità richiesto a chi fa impresa trovi corrispondenza nell’azione amministrativa”.

Poi il passaggio finale, rivolto alle istituzioni e al territorio.

“Continuo ad avere fiducia nelle istituzioni. Uno Stato autorevole non è quello che pretende soltanto il rispetto delle regole, ma quello che rispetta con la stessa puntualità i tempi e gli impegni assunti verso cittadini e imprese”.

Rosmini ringrazia la Direzione Inps, le organizzazioni sindacali, Confindustria e l’attuale amministrazione comunale per l’attenzione dimostrata e per il percorso avviato.

“Le imprese capaci non chiedono corsie preferenziali. Chiedono di poter competere, investire e lavorare in un contesto in cui le decisioni arrivino nei tempi giusti. Quando un’impresa cresce, cresce anche il territorio”.

La vertenza resta aperta. Ma dopo il presidio del 6 luglio e il confronto con l’Inps, l’obiettivo rimane sempre uno: sbloccare la Cigo, garantire le indennità ai lavoratori e permettere alla R. Marine Group di tornare a lavorare a pieno regime.

Nella foto in alto una visita dell’Istituto “E. Fermi” del 2015 quando la R Marine Group ospitò gli studenti degli indirizzi ITTL (Istituto Tecnico Trasporti e Logistica) delle sedi di Villa San Giovanni e Bagnara Calabra, nell’ambito dell’iniziativa promossa da Confindustria “PMI DAY”. Un momento di confronto e apertura verso il mondo della scuola e del lavoro, avvenuto a pochi giorni dallo sgombero previsto per il 04/12/2025.

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