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Tragedia di Pietralata, Gangeri: ‘Prendersi cura di chi si prende cura è un dovere di civiltà’

"La vera presa in carico significa che lo Stato e i servizi sociali si fanno carico della famiglia nella sua totalità" la riflessione della presidente di A.ge.di. odv

Mirella Gangeri Agedi

“La tragedia della famiglia di Pietralata ci mette di fronte a una realtà che spesso chi governa o gestisce i servizi tende a ignorare: quando la disabilità entra in una casa, cambia irrimediabilmente la vita di tutto il nucleo. Inizia il lungo, tortuoso, difficile, doloroso percorso verso l’Accettazione”.

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La riflessione di Mirella Gangeri

Inizia con queste parolela riflessione di Mirella Gangeri, Presidente dell’A.ge.di. odv, che prosegue:

“È doveroso e ammirevole che le famiglie si facciano carico dei propri cari con un amore e una dedizione enormi. Ma l’errore fondamentale delle istituzioni è pensare che il proprio compito finisca qui, o che si esaurisca in un contributo economico.

Invece, la vera svolta culturale e sociale sta proprio nell’importanza della presa in carico.

“Non parliamo di una semplice pratica burocratica o dell’erogazione periodica di un contributo. La vera presa in carico significa che lo Stato e i servizi sociali si fanno carico della famiglia nella sua totalità:

  • Accompagnandola giorno dopo giorno;
  • Monitorando il livello di stanchezza e di esaurimento delle forze;
  • Offrendo percorsi d’ascolto, supporto psicologico e momenti reali di respiro”.

“Il lato economico non basta”

“La disperazione che porta a gesti drammatici non nasce mai dal disamore, ma dal senso di isolamento totale e da una stanchezza infinita. E su questo dobbiamo essere chiari: il lato economico non basta! I soldi sono importanti, ma da soli non danno sollievo. I sussidi non curano la solitudine, non restituiscono le energie mentali, non alleggeriscono il peso schiacciante di un’assistenza h24 senza pause“.

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Senza una vera presa in carico da parte dei servizi territoriali, la risposta economica rimane un tampone freddo che lascia le persone sole nella propria sofferenza. Prendersi cura di chi si prende cura – conclude la Gangeri – non è una concessione, ma un dovere di civiltà: l’unico modo per evitare che il carico della disabilità si trasformi in una solitudine insostenibile e, infine, in tragedia”.

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