Bollo auto, Meloni chiarisce: ‘L’abolizione non vale solo per il 2027, sarà strutturale’ – VIDEO
"Per la copertura dei prossimi anni ci serve la legge di bilancio" le parole della Premier intervenuta al programma 10 minuti
17 Settembre 2026 - 16:48 | di Redazione

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni torna sull’abolizione del bollo auto e chiarisce uno dei punti che nelle ultime ore ha alimentato il dibattito: nelle intenzioni del Governo lo stop alla tassa non dovrà limitarsi al 2027, ma diventare strutturale.
A spiegarlo è stata la premier nel corso di un’intervista a Nicola Porro, durante la trasmissione Dieci Minuti.
Il provvedimento approvato dal Consiglio dei ministri prevede per il 2027 l’esenzione dal bollo per un veicolo, con riferimento alle auto fino a 80 kW. La misura coinvolge anche motocicli e ciclomotori secondo le condizioni stabilite dal decreto. Il costo stimato è di circa 2,3 miliardi di euro, con risorse destinate a compensare il minore gettito delle Regioni e delle Province autonome.
Meloni: “Quasi 14 milioni e mezzo di veicoli interessati”
Meloni ha illustrato innanzitutto i numeri dell’intervento.
“Abbiamo cancellato il bollo auto oggi nel Consiglio dei Ministri per tutte le macchine di piccola e media potenza. Parliamo cioè di tutte le macchine che hanno una potenza fino a 80 kilowatt, il 70% circa delle macchine degli italiani”.
Secondo quanto riferito dalla presidente del Consiglio, si tratta di “oltre 13 milioni di veicoli”, ai quali si aggiungono moto e motocicli.
“Abbiamo cancellato il bollo anche per le moto e per i motocicli. Tutto complessivamente è una misura che riguarda quasi 14 milioni e mezzo di veicoli”.
Il provvedimento stabilisce però che l’esenzione spetti per un solo veicolo per ciascun beneficiario. Per le auto il limite è fissato a 80 kW; in presenza dei requisiti previsti, la norma individua automaticamente il mezzo al quale applicare l’agevolazione.
“Non vale solo per il 2027”
Il passaggio principale dell’intervista riguarda la durata della misura. Il decreto interviene formalmente sui pagamenti dovuti nel 2027, ma Meloni ha assicurato che l’obiettivo dell’esecutivo è rendere l’abolizione permanente.
“Rispetto ad alcune polemiche che leggo, che sono in questo caso anche comprensibili, che è una misura che non vale solo per il 2027, per come noi la immaginiamo”.
Porro ha quindi fatto notare alla premier che nel decreto viene indicato proprio il 2027.
“Esatto, c’è scritto perché per la copertura dei prossimi anni ci serve la legge di bilancio e quindi lo faremo con la legge di bilancio”, ha risposto Meloni.
La presidente del Consiglio ha quindi ribadito il punto:
“La misura noi la consideriamo strutturale”.
Anche il quadro illustrato dal Governo dopo il Consiglio dei ministri indica il 2027 come primo anno di applicazione, nella prospettiva di una successiva abolizione a regime da finanziare attraverso la prossima legge di bilancio.
Meloni ha respinto anche l’interpretazione secondo cui la scelta sarebbe legata alla scadenza elettorale del prossimo anno.
“Lungi dall’essere, come si dice, un provvedimento che vale adesso perché nel 2027 ci sono le elezioni, è banalmente una delle tante tasse che questo governo ha abolito o abbassato”.
I 2,3 miliardi e il rapporto con le Regioni
Un altro tema affrontato durante l’intervista riguarda il mancato gettito per le Regioni, alle quali è destinata la tassa automobilistica.
Meloni ha quantificato l’intervento in 2,3 miliardi di euro e ha spiegato che il Governo dispone delle risorse necessarie per finanziare la misura.
“Noi l’abbiamo annunciato oggi e lo abbiamo fatto oggi per una misura che vale nel 2027 perché ci serve un tempo tecnico per fare l’accordo con le Regioni a statuto speciale, perché vogliamo che la misura sia immediatamente operativa al primo gennaio”.
Il decreto prevede una compensazione a favore di Regioni e Province autonome per la riduzione del gettito derivante dall’esenzione.
Dal bollo auto alle accise sui carburanti
Nel corso dell’intervista Meloni ha collegato la scelta sul bollo anche agli interventi adottati dal Governo per fronteggiare l’aumento dei prezzi dei carburanti.
La premier ha spiegato che l’esecutivo ha deciso di concentrare una parte delle risorse su una misura ritenuta più stabile rispetto agli interventi temporanei sul prezzo alla pompa.
“Abbiamo fatto una scelta che è una scelta politica”, ha spiegato, ricordando gli interventi sulle accise adottati dopo l’aumento del costo dei carburanti.
“Abbiamo preso tutte le risorse che abbiamo per fare una misura che è facile, che è utile per i cittadini e che impatta su chi ha maggiormente bisogno”.
Il decreto approvato dal Consiglio dei ministri prevede anche la prosecuzione, con una progressiva riduzione, dello sconto sulle accise del gasolio fino al 5 ottobre 2026. Successivamente tornerà operativo il meccanismo delle accise mobili.
Meloni ha inoltre confermato la prosecuzione delle misure rivolte agli autotrasportatori e al gasolio agricolo, settori che, secondo la presidente del Consiglio, richiedono particolare attenzione per evitare ulteriori ricadute sui prezzi dei prodotti.
L’indicazione politica fornita dalla premier è dunque netta: il 2027 rappresenta l’anno coperto dal provvedimento appena approvato, mentre per gli anni successivi il Governo punta a trovare le risorse nella prossima legge di bilancio per rendere l’abolizione del bollo una misura permanente.
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