‘Ndrangheta, tentata estorsione ad un’impresa edile nel reggino: un arresto
La tentata estorsione era finalizzata ad ottenere dai vertici aziendali la corresponsione del 3% dell'ammontare dell'appalto
23 Settembre 2026 - 15:24 | Comunicato stampa

A Marina di Gioiosa Ionica, in provincia di Reggio Calabria, i militari della Compagnia Carabinieri di Roccella Jonica hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione della custodia cautelare in carcere, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della locale Procura della Repubblica.
Il provvedimento riguarda un soggetto ritenuto gravemente indiziato di una tentata estorsione aggravata dal cosiddetto “metodo mafioso” ai danni di un’impresa edile aggiudicataria di un appalto pubblico per la riqualificazione di aree verdi urbane nei comuni della Valle del Torbido.
La richiesta del 3% sull’importo dell’appalto
L’attività investigativa, condotta dalla Sezione Operativa della Compagnia Carabinieri di Roccella Jonica, avrebbe consentito di raccogliere gravi indizi in merito alla tentata estorsione finalizzata a ottenere dai vertici aziendali la corresponsione del 3% dell’ammontare complessivo del valore dell’appalto relativo al cantiere di Gioiosa Ionica.
Secondo quanto emerso dalle indagini, la richiesta sarebbe stata accompagnata dall’evocazione della forza intimidatrice riconducibile alla ‘ndrangheta.
Indagini tecniche e provvedimento cautelare
Le investigazioni, sviluppate anche attraverso attività tecniche e ulteriori riscontri, hanno permesso di delineare il quadro investigativo posto alla base del provvedimento cautelare.
L’operazione si inserisce nell’ambito della più ampia attività di prevenzione e contrasto alle dinamiche criminali nella Locride, con particolare attenzione alla tutela delle realtà imprenditoriali operanti nel settore dell’edilizia.
La misura cautelare è stata eseguita dai militari della Compagnia Carabinieri di Roccella Jonica, sotto la direzione e il coordinamento della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, pertanto, l’indagato deve ritenersi non colpevole fino a eventuale sentenza definitiva.
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