Naccari elogia Cannizzaro e scuote il Csx reggino: ‘È come un malato che deve decidere di curarsi’
Il presidente di Sorical parla del rapporto con il sindaco e analizza le sconfitte del centrosinistra reggino: "Apprezzo il suo dinamismo. Il csx deve interrogarsi sulle ragioni delle sconfitte"
07 Novembre 2026 - 18:49 | di Pasquale Romano

Due storie politiche differenti, due percorsi che arrivano da schieramenti opposti, ma un obiettivo comune: lavorare per Reggio Calabria. Ha suscitato una certa curiosità, nel corso della conferenza stampa di martedì scorso a Palazzo Alvaro, vedere seduti allo stesso tavolo Francesco Cannizzaro e Demetrio Naccari Carlizzi.
Da una parte il sindaco di Reggio Calabria, coordinatore regionale di Forza Italia e tra i principali protagonisti del centrodestra calabrese. Dall’altra il presidente di Sorical, storico esponente del centrosinistra reggino, già vicesindaco e sindaco facente funzioni durante l’ultima fase dell’amministrazione di Italo Falcomatà, oltre che ex consigliere e assessore regionale.
L’occasione era la presentazione del piano da 25 milioni di euro per la modernizzazione della rete idrica cittadina, un investimento che punta a superare problemi e disservizi che da decenni accompagnano la quotidianità dei reggini.
Ma, al di là dei contenuti tecnici, non è passato inosservato il clima collaborativo tra i due protagonisti. Parole di reciproco apprezzamento, disponibilità al dialogo e la volontà dichiarata di mettere da parte le appartenenze politiche quando si tratta di affrontare questioni fondamentali per la città.
Un’immagine sulla quale è tornato proprio Naccari Carlizzi, intervenuto nel corso della trasmissione di RTV “Reggio Politik”, affrontando sia il rapporto con Cannizzaro sia la difficile condizione politica del centrosinistra reggino.
Naccari su Cannizzaro: “Ottimo rapporto, apprezzo il suo dinamismo”
Naccari ha espresso parole di stima nei confronti di Cannizzaro, sottolineando come il rapporto tra i due sia improntato al dialogo e alla collaborazione.
“Io innanzitutto ho un ottimo rapporto, ho sempre avuto un dialogo molto trasparente e anche molto proficuo con il sindaco Cannizzaro. Apprezzo anche questo suo dinamismo, perché è una caratteristica che lui ha e che credo serva nelle amministrazioni pubbliche”.
Una valutazione significativa, considerando la provenienza politica di Naccari e il ruolo di primo piano ricoperto da Cannizzaro nel centrodestra regionale. Il presidente di Sorical ha chiarito come il suo incarico imponga di andare oltre le appartenenze partitiche.
“Io rispondo al Codice civile, nel senso che le società lavorano sulla base di quelle che sono le regole codicistiche. Io lavoro per Reggio Calabria. Sono stato nominato dal sindaco Battaglia e la maggioranza dei Comuni che avevano aderito, che non era di centrosinistra, mi ha sostenuto come presidente, perché la regola era che dovesse andare al Comune più importante”.
Naccari ha quindi ricordato i primi contatti istituzionali successivi alla sua nomina. “Fra le prime telefonate ho ricevuto quella del presidente della Regione e del sindaco Cannizzaro. È evidente che il mio impegno è fare il massimo, tutto ciò che è nelle mie possibilità, per far sì che i progetti abbiano successo”.
“L’acqua non ha colore, è trasparente”
Per spiegare il significato della collaborazione istituzionale, Naccari ha utilizzato una battuta che sintetizza il suo approccio alla gestione del servizio idrico. “L’acqua non ha colore, è trasparente. Al massimo potremmo abbinarla al blu, e dopo quanto successo in America alle Midterm avrebbe anche un preciso significato…”, ha affermato il presidente Sorical con un sorriso.
Il presidente ha poi richiamato la natura pubblica di Sorical e il progressivo trasferimento delle quote societarie dalla Regione ai Comuni calabresi. “Noi dobbiamo badare al risultato, non guardiamo in faccia le amministrazioni, non guardiamo il colore politico. Puntiamo a dare il servizio migliore che siamo in condizioni di mettere in campo e io, per quanto mi riguarda, da questo punto di vista sono contento di lavorare per Reggio Calabria”.
Se sul rapporto con Cannizzaro le parole di Naccari sono di apprezzamento, più severa è l’analisi di Naccari quando il discorso si sposta sul futuro del centrosinistra reggino e calabrese, reduce da sconfitte in serie tra elezioni comunali e regionali.
Il quadro elettorale è noto. Alle comunali del maggio 2026, Cannizzaro ha conquistato Palazzo San Giorgio con il 65,68% dei voti, contro il 24,74% ottenuto da Domenico Battaglia, candidato del centrosinistra. Un risultato maturato dopo le sconfitte nelle competizioni regionali, l’ultima delle quali, nell’ottobre 2025, ha visto Roberto Occhiuto prevalere nettamente sul candidato del campo largo Pasquale Tridico.
Interrogato sulle prospettive di ricostruzione dello schieramento progressista in riva allo Stretto, Naccari ha risposto con una metafora particolarmente efficace.
“Il centrosinistra reggino deve decidere di ricostruirsi perché è come un malato che può curarsi e può guarire nel momento in cui decide di andare dal medico. Ha dei problemi di natura essenzialmente elettorale, che però sono il riflesso probabilmente di una mancata organizzazione, di una mancata accettazione della sfida politica e amministrativa”.
Parole che aprono una riflessione sulla struttura e sulla capacità di competizione del centrosinistra, chiamato a fare i conti con i risultati delle ultime consultazioni. Naccari non indica nomi, non propone nuove leadership e non entra nelle dinamiche interne dei singoli partiti. Individua piuttosto nella necessità di un’autocritica il punto da cui ripartire.
“Io penso che, se vuole competere, il centrosinistra deve interrogarsi in maniera molto attenta. Spero che lo faccia. Se non lo fa, chiaramente dà l’opportunità all’altro polo politico di avere maggiore facilità nel vincere le elezioni”.
Il messaggio di Naccari è chiaro: senza una riflessione sulle cause delle sconfitte e senza una riorganizzazione politica, il centrosinistra rischia di continuare a incontrare difficoltà nel confronto elettorale. Un messaggio rivolto a una coalizione che, secondo l’ex esponente del Pd, deve innanzitutto riconoscere le proprie difficoltà prima ancora di individuare le possibili soluzioni.
Nell’analisi del presidente di Sorical, le sconfitte elettorali della coalizione non sarebbero soltanto il risultato di una minore capacità di raccogliere consensi, ma il sintomo di criticità più profonde che andrebbero analizzate presto e a fondo, per non continuare a lasciare strada libera al centrodestra.
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