Dante Alighieri, prove di rilancio tra Piano strategico e nuova sede. Ma restano aperti i fronti giudiziari
L’Ateneo reggino prova a lasciarsi alle spalle una lunga fase di instabilità. Il 2 dicembre l’udienza sulla nomina del rettore Casula. Un’altra controversia riguarda la scelta del direttore generale Francesco Dattola
07 Ottobre 2026 - 10:25 | di Pasquale Romano

Mentre resta aperta la partita giudiziaria sulla nomina del Rettore Carlo Felice Casula, l’Università per Stranieri “Dante Alighieri” prova a guardare avanti.
Il prossimo passaggio davanti al Tar Calabria è fissato per il 2 dicembre, quando sarà discusso nel merito il ricorso presentato dal Ministero dell’Università e della Ricerca. Nell’attesa, l’Ateneo tenta di lasciarsi alle spalle una lunga stagione di instabilità e di gettare le basi per una possibile rinascita.
I segnali arrivano dal nuovo Piano strategico 2027-2029, attualmente in fase di definizione e avviato verso l’approvazione degli organi competenti, e dalla ricerca di un immobile da destinare a nuova sede universitaria.
Un piano per ripartire
Secondo quanto apprende CityNow, il nuovo Piano strategico dovrebbe tracciare il percorso dell’Università per i prossimi tre anni, individuando obiettivi, priorità e azioni per consolidare e rilanciare l’Ateneo. L’indirizzo generale, però, sembra chiaro: superare una gestione condizionata dalle emergenze e tornare a programmare il futuro della “Dante Alighieri” con una prospettiva di medio periodo.
Dopo anni segnati da contrasti interni, ricorsi e cambiamenti negli organi di governo, l’Università prova dunque a riportare l’attenzione sulle proprie attività istituzionali e sul ruolo che può svolgere per la città e per il territorio.
La vera sfida sarà trasformare gli indirizzi programmatici in risultati concreti, accompagnando il rilancio con una struttura stabile e con risorse adeguate. Il Piano rappresenterebbe, in questo senso, il tentativo della nuova governance di dare ordine e continuità alle scelte dei prossimi anni.
La ricerca di una nuova sede
In questo percorso rientra anche la ricerca di una nuova sede universitaria nel territorio comunale di Reggio Calabria. Lo scorso agosto la “Dante Alighieri” ha pubblicato un avviso esplorativo rivolto a soggetti pubblici e privati proprietari di immobili situati nell’area urbana, disponibili alla vendita o, eventualmente, alla locazione.
L’Università cerca una struttura con una superficie lorda compresa tra 3 mila e 5 mila metri quadrati, in grado di offrire spazi più moderni, funzionali e adeguati alle esigenze della comunità universitaria.
Il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse è scaduto il 4 settembre. Le proposte pervenute dovranno essere valutate dall’Ateneo, che potrà richiedere ulteriori approfondimenti prima di sottoporre agli organi competenti l’eventuale soluzione ritenuta più idonea.
Al momento non è stato reso noto l’esito della ricognizione. La scelta di avviare la ricerca di un nuovo immobile rappresenta comunque un segnale della volontà di rafforzare la presenza dell’Università in città e di dotarla di spazi coerenti con le prospettive di sviluppo.
La nuova sede potrebbe diventare uno dei passaggi più visibili del rilancio della “Dante Alighieri”. Molto dipenderà dalle manifestazioni di interesse ricevute, dai costi dell’operazione e dalle successive decisioni degli organi di governo.
La città attende segnali concreti
La “Dante Alighieri” rimane una realtà importante per Reggio Calabria, non soltanto sul piano universitario e culturale. La presenza degli studenti e le attività dell’Ateneo possono produrre ricadute positive anche per il tessuto economico e sociale della città.
Per questo la nuova programmazione e la possibile individuazione di una sede diversa saranno osservate con attenzione. Dopo una lunga fase dominata dalle vicende giudiziarie e dagli scontri sulla governance, la comunità accademica e il territorio attendono segnali di normalizzazione.
L’approvazione del Piano strategico e il percorso avviato per la nuova sede possono rappresentare primi passaggi in questa direzione. La prova decisiva sarà però quella dell’attuazione, verificando la capacità dell’Ateneo di trasformare gli annunci in risultati.
Il nodo del Tar
Sul percorso di rilancio continua a pesare però il contenzioso relativo alla nomina del Rettore. Il Tar non ha sospeso il regolamento elettorale né il provvedimento con il quale Carlo Felice Casula è stato nominato alla guida dell’Università. I giudici hanno ritenuto necessario approfondire le contestazioni avanzate dal Ministero e hanno fissato per il 2 dicembre l’udienza pubblica di merito. Fino a una nuova pronuncia, Casula continua quindi a esercitare le proprie funzioni.
Il 2 dicembre non coinciderà necessariamente con la pubblicazione della sentenza, che potrebbe essere depositata successivamente. Quella data rappresenterà comunque un passaggio decisivo per comprendere quale potrà essere il futuro della governance accademica.
La “Dante Alighieri” si trova così a programmare i prossimi anni e a cercare una nuova sede mentre resta in attesa di una decisione destinata ad avere un peso rilevante sulla stabilità dell’Ateneo.
Un altro fronte sulla nomina di Dattola
Quello relativo al Rettore, tuttavia, non è l’unico fronte aperto. Si aggiunge infatti la controversia avviata da Francesco Perrelli contro la nomina di Francesco Dattola a direttore generale dell’Università.
Come anticipato da CityNow lo scorso maggio, Perrelli e Dattola erano i due profili in lizza per assumere la guida della macchina amministrativa dell’Ateneo. La scelta è poi ricaduta su Dattola.
Perrelli, commercialista e revisore dei conti, aveva già ricoperto l’incarico di direttore amministrativo della “Dante Alighieri” tra il 1995 e il 1997. Dattola, avvocato ed ex capo di gabinetto della Città Metropolitana, è stato invece individuato dalla nuova governance per ricoprire il ruolo di direttore generale.
La controversia apre un ulteriore capitolo, distinto dal giudizio sulla nomina del rettore. La sua presentazione non consente naturalmente di anticipare alcuna valutazione sulla fondatezza delle contestazioni, che dovranno essere esaminate nelle sedi competenti.
La “Dante Alighieri” si trova così davanti a un passaggio delicato: da una parte il tentativo di ripartire attraverso una nuova programmazione e la ricerca di una sede più adeguata; dall’altra le controversie che interessano i vertici accademici e amministrativi.
Il futuro dell’Ateneo si gioca su entrambi i terreni: quello giudiziario, ancora aperto, e quello della programmazione, sul quale la città attende risultati concreti e la definitiva uscita da un tunnel che sembra infinito…
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