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Riforma elettorale, via libera definitivo. Meloni: ‘Siamo uniti, compatti e determinati’

Via libera definitivo dell'Aula della Camera con il voto a scrutinio segreto. I sì sono stati 227 e i no 164

giorgia meloni

Tra applausi, “vedette”, accuse, foto mostrate, citazioni e proteste con tanto di cartelli in Aula, la riforma elettorale targata centrodestra supera anche l’ultimo scoglio del voto segreto e diventa legge. Il proporzionale con premio di maggioranza, capolista bloccati senza obbligo di parità di genere e la possibilità di dare fino a tre preferenze incassa 227 voti favorevoli e 164 voti contrari. Pochissime le assenze in entrambi gli schieramenti, banchi del governo al gran completo (assenti, ma giustificati perché in missione, solo la premier Meloni e il titolare dell’Economia Giorgetti), mentre le opposizioni schierano i leader (da Schlein a Conte, entrambi iscritti a parlare in dichiarazione di voto). I numeri del voto e la tenuta della maggioranza

I numeri del voto e la tenuta della maggioranza

Nessun “brivido” sul voto segreto: come era già nell’aria da alcuni giorni, il centrodestra si presenta compatto e i franchi tiratori si contano sulle dita di una mano (tra 5 e 6 i voti “mancanti”, sicuramente non più di 8, anche se i dem arrivano a contarne almeno una decina, e sempre 8 sono i voti in più guadagnati dal fronte del no alla riforma). Insomma, numeri che – sulla carta – non consentono di parlare di divisioni o segnali, dall’una e dall’altra parte.

La reazione della premier Meloni e del governo

La prima ad esultare è proprio la presidente del Consiglio che, alla vigilia del rush finale sulla riforma, aveva avvisato alleati e deputati: se la legge elettorale non passa si va tutti a casa. E la maggioranza risponde presentandosi compatta all’ultimo appuntamento. “A chi sperava di vedere il centrodestra diviso, oggi rispondiamo con i fatti: siamo uniti, compatti e determinati a portare avanti gli impegni presi con i cittadini. Avanti così”, scrive sui social Giorgia Meloni una manciata di minuti dopo il voto.

“Quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare. Il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent’anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta. Governi stabili e maggiore partecipazione significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani”, rivendica ancora la premier. Poi, nel pomeriggio, da un evento ad Ascoli Piceno, ammette: “Sono soddisfatta”. Ironizza il ministro di FdI Tommaso Foti: “L’opposizione è finalmente unita, nella sconfitta”.

Fonte: AGI

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