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Donne d’ingegno, ritratti dal mondo dell’Ingegneria e dell’Architettura: le storie di Maria Artini e Nanda Vigo

Per la rubrica a cura dell'AIDIA RC, la storia di due donne le cui idee brillanti sono ancora capaci di ispirare e “illuminare” le generazioni di oggi e quelle future

Donne ingegno Maria Artini e Nanda Vigo


Maria Artini e Nanda Vigo, due donne le cui idee brillanti sono ancora capaci di ispirare e “illuminare” le generazioni di oggi e quelle future.

Maria Artini, protagonista dell’ingegneria elettrotecnica

Ing. Caterina Fortebuono, socia AIDIA RC

Maria Artini nacque a Milano nel 1894, in una famiglia votata alle scienze. Suo padre, Ettore Artini, era direttore del Museo civico di storia naturale e professore di Mineralogia al Politecnico di Milano.

maria artini

Nel 1912, si iscrisse al Politecnico di Milano, scegliendo Elettrotecnica, fu compagna di corso dello scrittore Carlo Emilio Gadda, un segno della vivacità intellettuale del suo ambiente.

Nel 1918 si laureò con 90/100, divenendo così la seconda donna a laurearsi al Politecnico di Milano e la prima donna in Italia ad ottenere una laurea in Elettrotecnica.

Dopo la laurea intraprese una carriera brillante nel settore industriale, entrando nella Società Officine Ing. Giampiero Clerici e successivamente entrò nel Gruppo Edison dove ricoprì importanti incarichi. Partecipò anche alla realizzazione della linea elettrica ad altissima tensione Brugherio-Parma e si occupò dello studio della rete elettrica a 200 kV.

Maria Artini non si dedicò soltanto al lavoro. Negli ultimi anni della sua vita immaginò un sodalizio che avrebbe potuto sostenere e rafforzare le donne nelle professioni scientifiche e tecniche creando una rete di collaborazione tra le donne laureate in Ingegneria e Architettura, in modo che potessero sostenersi e confrontarsi in un ambiente ancora di difficile accesso alle donne.

Maria morì nel 1951, senza riuscire a vedere realizzato il suo progetto. Alcune sue colleghe, però, continuarono il suo lavoro e nel 1957 fu Emma Strada, prima donna a laurearsi in Ingegneria Civile in Italia, a raccoglierne l’eredità e a fondare l’AIDIA – Associazione Italiana Donne Ingegneri e Architetti, il 26 gennaio 1957, assumendo anche il ruolo di prima presidente.

La storia di Maria Artini ci insegna che le idee brillanti possono diventare un’eredità capace di ispirare le generazioni future.

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Nanda Vigo, “l’artista della luce”

Arch. Selenia Talia, Consigliera AIDIA RC

Nanda Vigo, figura di rilievo dell’arte e del design italiano, è stata definita “l’artista della luce”.

Nanda Vigo

Fin da bambina sviluppò un forte interesse per la luce e lo spazio, ispirata dall’architettura di Terragni. Dopo la laurea al Politecnico di Losanna e uno stage a San Francisco, nel 1959 aprì il proprio studio a Milano, avviando una ricerca fondata sull’armonia e sul contrasto tra luce, spazio e materia.

Amica di Lucio Fontana e compagna di Piero Manzoni, collaborò con Gio Ponti tra il 1965 e il 1968 alla realizzazione della Casa Sotto la Foglia a Malo. La sua attività fu profondamente interdisciplinare, intrecciando arte, architettura, design e ambiente.

Nelle sue opere utilizzò luce, colore, trasparenze, superfici specchianti, vetro e materiali industriali, ricorrendo spesso a forme geometriche essenziali come triangoli, quadrati e cerchi e a volumi semplici quali cubi, prismi e coni. La sua ricerca mirava a coinvolgere la percezione e a trasformare lo spazio in un’esperienza visiva e sensoriale.

Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti spicca il New York Award for Industrial Design per la celebre Lampada Golden Gate. Nel 2020 le fu conferito il XXVI Compasso d’Oro alla Carriera. Cosmopolita e sensibile anche alle culture africane, Nanda Vigo ha lasciato un’impronta originale nel panorama artistico internazionale, unendo rigore formale, ricerca spaziale e una personale esplorazione della luce.

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