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Reggio, processo ‘Revolvo’: assolti dalle accuse di mafia i nove imputati del rito abbreviato

Il Gup del Tribunale ha pronunciato sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste per le principali contestazioni dell'inchiesta della Dda. Assolti i tre fratelli Gironda

tribunale cedir

Si chiude con nove assoluzioni dalle principali accuse di mafia il giudizio abbreviato nell’ambito del procedimento penale denominato “Revolvo”, scaturito da un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.

Nell’udienza di oggi, il Gup del Tribunale di Reggio Calabria, dott.ssa Cinzia Tropea, ha pronunciato sentenza di assoluzione con formula piena, “perché il fatto non sussiste”, accogliendo le tesi sostenute dalle difese. Una decisione che, per quanto riguarda gli imputati giudicati con rito abbreviato, fa cadere le contestazioni relative all’associazione di tipo mafioso, al concorso esterno e alle altre ipotesi accusatorie comprese nei capi oggetto di assoluzione.

Processo Revolvo, le accuse e gli imputati assolti

Il procedimento coinvolge nove imputati, chiamati a rispondere, a vario titolo, di associazione mafiosa, concorso esterno, turbata libertà degli incanti, corruzione e falsità materiale in atto pubblico.

Tra gli assolti figurano Serena Assumma, difesa dall’avvocato Francesco Abate, Antonio Mazzone, assistito dagli avvocati Giulia Dieni e Alessandro Billè del Foro di Messina, e Surinder Singh, conosciuto anche come “Giovanni”, difeso dall’avvocato Giuseppe Morabito.

La decisione riguarda anche Francesco Gironda e Giovanni Gironda, entrambi assistiti dagli avvocati Carlo Morace e Giuseppe Alvaro, e Filippo Gironda, classe 1959, difeso dagli avvocati Pasquale Foti e Amalia De Paola.

Assolti dalle rispettive contestazioni anche Vincenzo Cuzzola, difeso dall’avvocato Emanuele Genovese, Giancarlo Cutrupi, assistito dagli avvocati Carmelina Pangallo e Anna Germanò, e Alfredo Maria Mesiano, difeso dagli avvocati Sergio Laganà e Giuseppe Zampaglione.

Esclusa l’aggravante mafiosa, prescritti gli altri reati

La sentenza ha riguardato anche le ulteriori contestazioni formulate nei confronti di alcuni imputati.

In particolare, il Gup ha escluso l’aggravante mafiosa prevista dall’articolo 416-bis.1 del Codice penale nei confronti di Francesco Gironda, Filippo Gironda e Alfredo Maria Mesiano.

Una decisione che ha inciso sulla definizione degli altri capi d’imputazione.

Per Francesco Gironda, oltre alle assoluzioni, è stato dichiarato il non doversi procedere per intervenuta prescrizione in relazione ai capi d), f) e i), riguardanti la turbata libertà degli incanti e la corruzione per atti contrari ai doveri d’ufficio.

Per Filippo Gironda, la prescrizione ha riguardato il capo d), relativo alla turbata libertà degli incanti.

Per Alfredo Maria Mesiano, invece, il giudice ha dichiarato il non doversi procedere per prescrizione in relazione al capo l), riguardante la falsità materiale in atto pubblico.

L’esclusione dell’aggravante mafiosa ha dunque determinato un esito favorevole agli imputati anche rispetto alle contestazioni residue, per le quali non è intervenuta una pronuncia di assoluzione nel merito, ma una dichiarazione di prescrizione.

Le motivazioni della sentenza entro 90 giorni

La pronuncia del Gup rappresenta un passaggio significativo nell’ambito del procedimento “Revolvo”, con il venir meno, nel giudizio abbreviato, delle principali accuse di natura associativa mafiosa formulate dalla Dda reggina.

Il giudice si è riservato 90 giorni per il deposito delle motivazioni, che consentiranno di conoscere nel dettaglio le ragioni giuridiche e probatorie alla base della sentenza.

Il provvedimento riguarda gli imputati che hanno scelto il rito abbreviato e non equivale, allo stato, a una decisione definitiva sull’intero procedimento penale.

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