Rivoluzione della rete idrica a Reggio, Naccari (Sorical): ‘Trent’anni di ritardi, ora cambiamo tutto’
Il presidente di Sorical fotografa le criticità del sistema idrico reggino. Al via il programma da 25 milioni di euro: digitalizzazione, attivazione delle nuove reti e interventi da Pellaro a via Veneto
03 Novembre 2026 - 19:08 | di Redazione

Una rete idrica rinnovata tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, ma mai completamente utilizzata. Condotte vecchie e nuove che convivono sotto le stesse strade, serbatoi ancora soggetti a chiusure notturne e un sistema di distribuzione che necessita di una profonda riorganizzazione.
È il quadro tracciato dal presidente del Consiglio di amministrazione di Sorical, Demetrio Naccari Carlizzi, nel corso della conferenza stampa di oggi, martedì 3 novembre, a Palazzo Alvaro, dedicata alla presentazione del programma strategico di modernizzazione e digitalizzazione del sistema idrico di Reggio Calabria.
Un intervento che ha messo in evidenza le difficoltà ereditate dal passato, ma soprattutto le azioni già avviate per superarle, nell’ambito del piano da 25 milioni di euro annunciato dal sindaco Francesco Cannizzaro.
Un programma articolato in due fasi che punta a modernizzare gli impianti, ridurre le perdite, digitalizzare serbatoi e reti, dismettere progressivamente le vecchie condotte e migliorare la continuità del servizio. Interventi che dovranno confrontarsi anche con la particolare conformazione del territorio reggino: circa 32 chilometri di costa, uno sviluppo di circa 30 chilometri verso l’interno montuoso dell’Aspromonte e una rete di distribuzione alimentata da 48 serbatoi.
“Trent’anni di ritardi nella gestione dell’acqua in Calabria”
Carlizzi ha ricordato il lungo percorso che ha portato Sorical all’attuale modello di gestione, sottolineando il ritardo accumulato dalla Calabria nell’organizzazione del servizio idrico.
“La legge Galli è del 1994. Dal ’94 ad oggi noi non abbiamo in Calabria una gestione industriale della risorsa idrica. Di conseguenza abbiamo un ritardo di trent’anni, con una frammentazione del servizio, con una gestione economica da parte dei Comuni, spesso inadeguata perché molto spesso non avevano le competenze”.
Una situazione che, secondo il presidente, richiede un cambiamento radicale.
«Vogliamo colmare questa distanza e questi ritardi velocemente, arrivando finalmente ad avere una gestione adeguata, una gestione smart di questa risorsa».
Il paradosso di Reggio: una rete idrica nuova mai completamente utilizzata
Tra gli aspetti più significativi illustrati da Carlizzi c’è quello relativo alle infrastrutture realizzate negli anni passati.
“Noi abbiamo il colmo di Reggio Calabria: avere una rete idrica che negli anni ’90, fine anni ’90 e primissimi anni 2000, è stata completamente rifatta e che però non è stata collegata integralmente. Le utenze non sono collegate integralmente alla nuova rete idrica, tanto che la rete è sottoutilizzata”.
Il risultato è la presenza, sotto le stesse strade, di numerose condotte che continuano a funzionare contemporaneamente.
“Abbiamo la coesistenza di vecchie reti all’interno degli stessi sottoservizi e delle stesse strade. Se lo stesso quantitativo di acqua arriva a essere immesso in quattro o addirittura in otto reti differenti, in otto tubazioni differenti, abbiamo chiaramente uno spreco di questa risorsa”.
A complicare ulteriormente la situazione ci sono tubazioni deteriorate, collegamenti realizzati con materiali non idonei e l’assenza di un’organizzazione della rete in distretti, che consentirebbe di circoscrivere maggiormente i disservizi in caso di guasti.
Le immagini mostrate durante la conferenza stampa documentano la complessità dei sottoservizi cittadini: fasci di condotte sovrapposte, tubazioni degli allacci, camere di manovra e persino posa di cavi non conforme.
Tra le principali criticità individuate da Sorical figurano inoltre l’elevato numero di guasti giornalieri, l’assenza di sistemi di telecontrollo e le difficoltà nel monitoraggio dei parametri di funzionamento delle condotte.
Per questo il programma prevede anche la suddivisione della rete in distretti idraulici delimitati, denominati DMA (District Metered Areas), attraverso i quali controllare più efficacemente la distribuzione e individuare le anomalie.
Chiusure notturne, ancora 11 serbatoi coinvolti in inverno e 17 in estate
Il presidente del CdA Sorical ha fornito anche numeri sulle difficoltà che ancora interessano la distribuzione dell’acqua.
Il sistema cittadino conta oggi 48 serbatoi, rispetto ai circa 100 utilizzati in passato. Una riduzione resa possibile anche dall’immissione dell’acqua proveniente dalla diga sul Menta.
Nonostante i miglioramenti già ottenuti, restano però diverse zone soggette a interruzioni programmate.
“Durante il periodo invernale abbiamo 11 serbatoi ancora sottoposti a chiusura notturna, mentre nel periodo estivo questi 11 serbatoi arrivano ad essere 17”.
Nel dettaglio, durante l’inverno le manovre di chiusura notturna interessano i serbatoi di Alfieri, Trabocchetto, Modena, San Sperato, Sala di Mosorrofa, Mosorrofa, Gallina, Puzzi, Candico-Cilea, Paterriti e Santa Venere.
In estate il numero sale a 17, coinvolgendo anche le aree servite dai serbatoi di Casalotto, Salice, Gallico Comunale, Mattarossa, Gallina Campo Sportivo e Vinco.
Carlizzi ha ricordato che gli interventi effettuati negli anni precedenti hanno già consentito di eliminare le chiusure giornaliere di altri dieci serbatoi.
Si tratta, nello specifico, di Archi, Santa Caterina, Saracinello, Mortara, Pellaro Ribergo, Nocille, San Filippo, Bocale, Campoli e Lazzaretto.
Un risultato ottenuto grazie alla realizzazione del potabilizzatore e della nuova condotta dello schema idrico del Menta, che hanno consentito di ottimizzare l’approvvigionamento di una parte della città.
A San Sperato e Modena, invece, l’apporto dell’acqua del Menta ha ridotto la durata delle sospensioni, senza tuttavia garantire una fornitura continua. In queste zone permangono ancora manovre di chiusura parziale.
Il problema è legato anche all’assenza di sistemi di monitoraggio in tempo reale, che costringe gli operatori a intervenire manualmente sulle valvole, spesso quando i livelli dell’acqua sono già scesi eccessivamente.
Serbatoi digitalizzati entro marzo: “Le prime operazioni sono già iniziate”
La risposta di Sorical passa attraverso l’automazione e il controllo digitale dell’intera infrastruttura.
Un processo che, secondo quanto annunciato dal presidente, è già entrato nella fase operativa.
“I serbatoi li stiamo digitalizzando proprio in queste ore e in questi giorni. Puntiamo a finire entro dicembre la prima parte per poi passare alla seconda parte dei pozzi, che entro febbraio-marzo saranno completamente digitalizzati”.
L’obiettivo è consentire agli operatori di conoscere in tempo reale i livelli dei serbatoi e i flussi dell’acqua, intervenendo da remoto senza dover ricorrere sistematicamente alle manovre manuali.
“Il telecontrollo dei serbatoi ci dà l’opportunità di sapere esattamente il flusso dell’acqua e di conseguenza di poter effettuare le manovre in digitale e da remoto, in maniera tale da poter prevenire degli interventi e ottimizzare questa gestione”.
Il programma prevede la realizzazione di un modello digitale di gestione, supportato da una cabina di regia per il monitoraggio delle infrastrutture.
Gli interventi comprenderanno anche la messa in sicurezza e l’efficientamento delle opere idrauliche e civili dei serbatoi, il miglioramento degli impianti e l’ammodernamento dei sistemi di approvvigionamento.
L’automazione dovrebbe tradursi anche in una progressiva riduzione delle chiusure notturne.
“Dalla digitalizzazione dei pozzi a quella dei serbatoi, fino a quella finale delle reti, tutto questo ci consentirà di eliminare, ma all’inizio di ridurre in maniera significativa, in maniera apprezzabile per gli utenti, queste chiusure notturne”.
Pellaro: “Solo il 20% delle utenze sulla nuova rete”. Si parte anche da Gallina
Un altro passaggio centrale dell’intervento ha riguardato Pellaro, dove Sorical ha individuato una delle prime aree sulle quali sperimentare il nuovo modello di distribuzione.
Il dato illustrato dal presidente evidenzia quanto sia ancora limitato l’utilizzo delle infrastrutture già realizzate.
“In tutto il quartiere abbiamo un collegamento alla nuova rete di appena il 20%. Quindi abbiamo una nuova rete sottoutilizzata, il che è realmente uno spreco dell’infrastruttura incredibile”.
Per questo Sorical ha avviato un primo intervento pilota nella zona di Pellaro, con l’obiettivo di trasferire progressivamente le utenze sulla nuova rete.
Il programma presentato durante la conferenza individua due interventi prioritari nella prima fase: l’attivazione della nuova rete a Pellaro Ribergo e quella di via Baraccone, nel quartiere Gallina.
Accanto a queste operazioni saranno completate le indagini sulle reti di distribuzione esistenti, con l’acquisizione dei dati necessari a individuare i punti critici e programmare gli interventi successivi.
Si tratta dei primi passaggi di un progetto più ampio che punta a dismettere progressivamente le condotte obsolete, evitando di continuare ad alimentare contemporaneamente infrastrutture vecchie e nuove.
Via Veneto, una delle sfide più complesse del programma
Dopo i primi interventi sperimentali, il programma entrerà in una seconda fase che interesserà aree più vaste della città.
Tra queste figura via Veneto, una delle principali arterie del centro urbano, che collega la zona del ponte della Libertà al Museo Archeologico Nazionale.
“È una strada centrale, quindi un impegno gravoso, importante, perché comporta dei problemi in termini di gestione della mobilità. Lì dovremo essere allenati, perché la prima fase ci dovrà aver allenato a questo processo”.
L’intervento sarà particolarmente delicato per la presenza di sottoservizi molto datati, che dovranno essere verificati e progressivamente riorganizzati.
Nella programmazione degli investimenti già calendarizzati figura la sostituzione parziale della condotta idrica di via Veneto.
La seconda fase prevede inoltre la progressiva transizione alla nuova rete a Pellaro, l’estensione degli interventi all’intera città, il completamento dell’automazione di serbatoi e reti e la sostituzione della condotta del Vecchio Tuccio.
Tra le opere previste figura anche un nuovo sistema di approvvigionamento per i quartieri Aretina, Armo e Puzzi-Sant’Andrea, collegato all’impianto di potabilizzazione del Menta nell’area Bazzia-Armo.
In programma anche interventi di recupero funzionale ed elettromeccanico di alcuni pozzi comunali, attraverso operazioni di ritubaggio e ammodernamento.
L’obiettivo finale è arrivare a una gestione integrata della distribuzione, con minori dispersioni, tempi di intervento ridotti e una maggiore regolarità nell’erogazione dell’acqua.
Il precedente del telecontrollo mai entrato in funzione
Carlizzi ha richiamato anche un precedente significativo nella storia del sistema idrico reggino.
Si tratta della centrale di telecontrollo del Lazzaretto, sopra Condera, realizzata tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila e inaugurata alla presenza di Silvio Berlusconi.
Un’infrastruttura che, secondo quanto riferito dal presidente di Sorical, non è mai stata realmente messa a regime.
“Quel sistema di telecontrollo, di fatto, non è mai entrato in funzione”.
Per Carlizzi, questo precedente dimostra che l’innovazione tecnologica deve necessariamente essere accompagnata da competenze organizzative e gestionali, oltre che dalla manutenzione continua degli impianti.
Cantieri e ripristini stradali: un tavolo tecnico con il Comune
Particolare attenzione sarà riservata anche al coordinamento dei lavori sulla rete idrica con quelli programmati dall’amministrazione comunale.
Sorical intende istituire un tavolo tecnico per la programmazione degli interventi, con l’obiettivo di evitare, per quanto possibile, lavori sulle tubazioni immediatamente successivi alla posa del nuovo asfalto.
“Sulle direttrici principali e in coordinamento col Comune cercheremo di minimizzare quel meccanismo odioso dove uno vede che prima c’è l’asfalto e il giorno dopo si va a rompere”.
Il presidente ha comunque chiarito che l’elevato numero di perdite rende impossibile prevedere ogni guasto e impedire completamente gli interventi d’emergenza.
Tra le altre iniziative annunciate figurano l’ampliamento e l’adeguamento dello sportello Sorical al Ce.Dir., con una riorganizzazione degli spazi destinati alle attività di front e back office, e la preparazione di un accordo strategico sperimentale con il Comune per migliorare la qualità del servizio.
“Prima iniziamo a lavorare, poi ne parliamo”
Nel concludere il suo intervento, Carlizzi ha ribadito che il programma illustrato non rappresenta soltanto una dichiarazione di intenti.
Una parte delle attività è già stata avviata, mentre altri interventi sono stati calendarizzati.
“Noi oggi parliamo di un percorso e di un programma che abbiamo voluto già iniziare, perché il metodo Sorical è prima iniziare un percorso e un programma e dopo iniziare a parlare”.
Reggio Calabria, ha ricordato il presidente, è stata la prima grande città calabrese ad aderire alla gestione Sorical. Un’esperienza che oggi consente alla società di disporre di un quadro più approfondito delle criticità e di programmare gli interventi.
La sfida sarà trasformare una rete frammentata e in parte sottoutilizzata in un sistema moderno, capace di ridurre le perdite, limitare le interruzioni e garantire progressivamente una distribuzione più regolare dell’acqua ai cittadini.
Un cambiamento che, dopo decenni di ritardi, passerà non soltanto dagli investimenti economici e dalle nuove tecnologie, ma soprattutto dalla capacità di completare le infrastrutture già esistenti e renderle finalmente operative
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