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Magalli offende un paese reggino: ‘In Calabria scippano le vecchiette’. Poi si scusa

Il conduttore Giancarlo Magalli in un'immagine del 16 settembre 2013, a Roma. ANSA/CLAUDIO ONORATI


Giancarlo Magalli trova il modo per farsi ‘ben volere’ dai calabresi. Il celebre conduttore Rai, in diretta durante
la trasmissione “I Fatti Vostri” ha apostrofato in modo elegante gli abitanti di Casignana, paese della provincia di Reggio Calabria.

Nel consueto momento delle telefonate a casa per coinvolgere il pubblico, Magalli ha detto in diretta ‘A Casignana non rispondono al telefono perché sono impegnati a scippare le vecchiette. A quest’ora sono impegnati anche in altre attività criminali’, come ‘giustificazione’ ad una telefonata che non aveva trovato la risposta del pubblico.

Pronta e giustificabile la reazione dei cittadini di Casignana, con tanto di esposto alla Rai inoltrato dal sindaco Vito Antonio Crinò. ‘Il sig. Giancarlo Magalli, si è reso responsabile di un gravissimo quanto gratuito attacco perpetrato nei confronti dell’intera comunità casignanese. Nello specifico, il sig. Magalli nel corso della predetta trasmissione ha leso gravemente la dignità delle persone che compongono la comunità casignanese.
Tale comportamento è inaccettabile, avendo il sig. Magalli gratuitamente offeso l’intera comunità casignanese, i cui appartenenti mai sono stati collegati ad attività di tale becera natura’.

‘Pertanto, la popolazione casignanese -si legge nel comunicato- non può accettare supinamente la vile lesione della propria dignità operata dal sig. Magalli, figlia di un attacco del tutto immotivato posto in essere dallo stesso presentatore, il quale, prima di oggi, non era nenache a conoscenza della posizione geografica di Casignana. Per tale motivo, la comunità casignanese tutta esige, senza ritardo, le scuse ufficiali da parte del sig. Giancarlo Maglli oltre che dagli organi della Rai preposti alla vigilianza sulla trasmissione “I fatti vostri”.
L’amministrazione, in ogni caso, in relazione ai fatti suesposti si riserva di adire le competenti Autorità Giudiziarie’.

A qualche ora di distanza del polverone fatto alzare con le proprie frasi, Magalli ha fatto parziale retromarcia attraverso un post su Facebook. ‘Era solo una battuta, riferita alle persone che si lamentano perchè non chiamiamo e poi non sono in casa. Nessun riferimento a quel paesino o i suoi abitanti che sono sicuramente brave persone. Chi cerca pubblicità non avrà il mio aiuto e mi quereli pure se ha soldi da buttare’.

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