MuSaBa: intervista a Nik Spatari e Hiske Maas
Il MuSaBa di Mammola si racconta: Nik Spatari e Hiske Maas parlano di volontari, fondi che mancano, opere da salvare e nuovi progetti per la Calabria
27 Settembre 2017 - 10:43 | di Vincenzo Comi
CityNow.it al MuSaBa – Parco Museo Santa Barbara, il parco-museo-laboratorio di straordinaria bellezza situato a Mammola, nel cuore della provincia di Reggio Calabria. L’intervista esclusiva a Nik Spatari e Hiske Maas.
CityNow ha incontrato Nik Spatari e Hiske Maas al MuSaBa, il parco-museo-laboratorio di Mammola, nel cuore della provincia di Reggio Calabria. Nell’intervista i due artisti raccontano come è nato il parco e quali sono oggi le difficoltà e i progetti.
Un laboratorio vivo aperto ai volontari
Hiske Maas ricorda la scelta di lasciare Milano e le grandi città per costruire in Calabria, pezzo per pezzo e nel corso di decenni, quello che oggi è il MuSaBa. Il parco viene descritto come un laboratorio vivo, dove si continua a creare, e nel tempo è diventato anche una scuola per giovani architetti e non solo: ci lavorano volontari internazionali, studenti di varie facoltà e professionisti. Dopo i primi anni di partecipazione gratuita dei calabresi, la presenza locale si è ridotta e si è puntato sui volontari stranieri, mentre ora anche l’università calabrese comincia a muoversi.
Pochi fondi e un’opera a rischio
Dall’intervista emerge la mancanza di finanziamenti: in tanti anni sono arrivati pochissimi contributi. L’appello è rivolto alla Regione, perché sostenga il lavoro di Spatari, mentre viene riconosciuto un maggiore impegno dell’ente parco con cui esistono convenzioni. C’è poi un’opera del parco a rischio, per la quale occorre rifare la copertura appena il tempo lo permette.
Progetti e turismo culturale
Tra i progetti c’è una proposta per Reggio Calabria città metropolitana: altre due grandi sculture colorate, una accanto al museo e una a collegare la Locride con Reggio. Si parla inoltre di nuove strutture museali per ospitare le collezioni, che raccontano la Calabria dal Novecento a oggi, perché restino unite in regione. Secondo gli intervistati, il territorio dovrebbe puntare su un turismo culturale e paesaggistico, anche in primavera e autunno, rivolto a chi cerca una terra autentica e non i luoghi del turismo di massa.
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