Proiettato alla Mediterranea il documentario di Claudio Cordova
31 Ottobre 2018 - 10:52 | di Vincenzo Comi

Grande successo alla Mediterranea per il documentario del giornalista Claudio Cordova.
Si è svolto lo scorso 29 ottobre, presso il Dipartimento di Giurisprudenza, Economia e Scienze Umane dell’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, uno degli incontri di Cineforum del Movimento “Contaminiamo i saperi”, organizzato dalle responsabili del laboratorio, le laureande Mariacarmela Parisi e Simona Costantino, e dal prof. Angelo Viglianisi Ferraro, che ha portato i saluti e le parole di apprezzamento per l’iniziativa del Direttore del DiGiES, prof. Massimiliano Ferrara (assente per motivi istituzionali).
L’evento, che – nonostante il cattivo tempo – ha radunato in un’aula gremita tanti studenti, ma anche laureati e professionisti, ha visto come protagonista il coraggioso giornalista calabrese Claudio Cordova, autore del documentario “La terra degli alberi caduti”, una video-inchiesta che racconta la cruda e difficile realtà Messicana.
I temi affrontati dal giovane Calabrese spaziano dal narcotraffico al femminicidio, reati che si susseguono a causa della totale assenza del sistema governativo e della corruzione che dilaga tra gli agenti di polizia. Il Messico, infatti, risulta essere lo stato con il più alto livello di corruzione e di impunità; tasso che supera il 90% a seguito di una debole magistratura dipendente da una politica fuorviata.
Il documentario mette in evidenza la complicata condizione in cui riversano i cittadini messicani, costretti a convivere tra angherie e abusi da parte dei “malavitosi” e la mancata tutela dei diritti inviolabili dell’uomo.
Secondo quanto pubblicato dalla segreteria di governo, sono 33 mila i “desaparecitos”, il doppio delle persone scomparse nel corso delle dittature Argentine e Cilene degli anni Settanta; per alcuni esperti non si tratterebbe di un dato certo, poiché i “desaparecitos effettivi” arriverebbero a superare i 40 mila.
Secondo quanto pubblicato dalla segreteria di governo, sono 33 mila i “desaparecitos”, il doppio delle persone scomparse nel corso delle dittature Argentine e Cilene degli anni Settanta; per alcuni esperti non si tratterebbe di un dato certo, poiché i “desaparecitos effettivi” arriverebbero a superare i 40 mila.
Come testimonia il reportage, a pagare è chiunque, senza alcuna distinzione: studenti, attivisti e giornalisti che tentano di raccontare e descrivere il tallone d’Achille del Messico. Tutti abusano della popolazione Messicana, ed è vero: «Quando cade un albero, tutti fanno legna». Dopo la visione del documentario, l’autore del docu-film si è confrontato con i presenti, chiarendo i motivi che lo hanno spinto a vivere in prima persona questa triste e scioccante realtà.
(Dott.ssa Miriam Calautti e Michela Rombolà, Dipartimento DiGiES).
(Dott.ssa Miriam Calautti e Michela Rombolà, Dipartimento DiGiES).
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