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L’agente De Santis: ‘Denis impressionato dall’accoglienza dei tifosi della Reggina’

"Cifre importanti che anche poche società di B possono permettersi. Gallo ambizioso"


Doveva esserci anche lui, purtroppo si è atteso invano il documento che avrebbe consentito a German Denis di poter essere della partita, sarà per la prossima. Sicuramente il neo attaccante amaranto si sarà divertito sugli spalti ad ammirare quella che è la squadra con la quale tutti si aspettano sia lui il grande protagonista. Intanto una bella intervista è stata realizzata dal sito alfredopedulla.com al suo agente Lorenzo De Santis, questi alcuni passaggi:

“Lui è stato subito entusiasta quando ha sentito che a Reggio lo volevano ad ogni costo. Le cifre sono importanti, tra ingaggio e premi, poche squadre di B possono permettersele. German ha sempre avuto un legame forte con l’Italia, anche in passato si sono periodicamente affacciate altre situazioni. Quando è arrivata la chiamata della Reggina, abbiamo capito subito che poteva essere qualcosa di diverso. Per prima cosa perché gli è stato proposto un programma biennale, un progetto nel quale gli è stato chiesto di essere l’uomo immagine, il trascinatore e il bomber della squadra. Un presidente molto ambizioso (Gallo, ndr) e una società entusiasta lo hanno convinto che poteva essere la strada migliore da prendere.

Il trasferimento è stato complicato proprio per questo motivo, ma la volontà di Denis è sempre stata quella di sposare il progetto Reggina.

German è abituato a giocare in piazze gloriose, però l’accoglienza di Reggio, della città e dei tifosi, della società e del presidente, lo ha veramente colpito in positivo. 

Alla vigilia dell’ultima partita, German riceve un messaggio del direttore Taibi che gli chiede se è interessato a tornare in Italia. Denis subito me lo inoltra chiedendomi – tramite una nota vocale – un parere. Io allora inizio a parlare con il direttore e da lì siamo andati avanti fino alla definizione. Ma non è stato facile anche perché con il Perù c’erano ben 7 ore di differenza e dunque il tempo a disposizione per parlare era davvero pochissimo”.

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