Aeroporto dello Stretto chiuso, Falcomatà: ‘Ci batteremo. Richieste a Regione e Sacal’
Il primo cittadino: "La preoccupazione è che questa chiusura sia l'antipasto di una determinata strategia. Aspettiamo ancora il Piano industriale da Sacal"
30 Marzo 2020 - 16:47 | Redazione

E se Naomi Campbell volesse visitare la nostra città? Se la “Venere nera” decidesse di accettare l’invito del primo cittadino, la città sarebbe pronta ad accoglierla? E soprattutto l’Aeroporto dello Stretto sarebbe aperto o chiuso?
A questa domanda posta tra il serio e il faceto, ha risposto il sindaco Giuseppe Falcomatà, intervenuto questa mattina a Buongiorno Reggina, condotta da Paolo Ficara e Franco Polimeni. Il primo cittadino si è detto “preoccupatissimo“, ricordando di non aver esitato un minuto a schierarsi contro il ministro ai Trasporti, che è anche del suo partito.
“Si è deciso di lasciare aperto un solo aeroporto per regione, dando priorità purtroppo a Lamezia ed escludendo Reggio Calabria, con la motivazione che il provvedimento riguardava anche altre Regioni ed altre città, come ad esempio Firenze, con l’aeroporto chiuso e quello di Pisa aperto. Io ho detto questo, con tutto il rispetto per le altre situazioni: Noi non possiamo pensare che la situazione di Reggio sia analoga a quella di Firenze. Per tutta una serie di ragioni, perché non è garantita la continuità territoriale, perché non c’è una rete di trasporti ferroviari continua, costante ed efficiente e perché ovviamente questa situazione condanna ancora di più il nostro territorio all’isolamento.
Non che prima l’attività della Sacal avesse investito un gran numero di risorse e di voli nell’aeroporto di Reggio Calabria, perché anche prima, se non sbaglio, eravamo a due voli giornalieri. Ma neanche questo ci può andare bene, visto le risorse che la Città metropolitana ha investito nell’aeroporto attraverso il marketing territoriale. Ci tengo a precisare che da due anni a questa parte la Città metropolitana mette 250 mila euro l’anno e non riusciamo a capire in che cosa li investa la Sacal atteso che evidentemente l’obiettivo era quello di aumentare i voli e invece sono diminuiti. Giusto per memoria, e per rispondere ai dipendenti che hanno fatto lo striscione, ricordo a me stesso che nel 2017 noi non ci siamo mossi dal Ministero dei Trasporti fino a quando non abbiamo ottenuto da Alitalia la garanzia che fino all’ingresso di Sacal, e quindi fino a luglio del 2017, anche se con un volo l’aeroporto non avrebbe chiuso consentendo a quei lavoratori di lavorare e non essere licenziati, e alla Sacal di entrare in una situazione diversa da Crotone, perché quest’ultimo ha chiuso riaprendo un anno e mezzo dopo. La preoccupazione che ho io è che possa avvenire la stessa cosa con questa chiusura.
Che questa chiusura non sia l’antipasto di una strategia, mi auguro che sia fantapolitica, per dire tanto è chiuso, lo apriremo più in là. Su questa cosa faremo un’opposizione ferma, ma è importante lanciare l’allarme, rispetto a quello che potrebbe accadere e che ci auguriamo tutti non accada. L’aeroporto non solo deve riaprire, ma deve essere implementato, perché uno scalo che serve un bacino come quello della città metropolitana e dell’area dello Stretto non può rimanere sottoutilizzato come adesso.
Noi abbiamo chiesto precisi impegni alla Regione Calabria: abbiamo chiesto la riapertura del molo per il collegamento da Messina; abbiamo chiesto che questi 8 milioni della Regione vengano spesi bene e subito, abbiamo chiesto alla Sacal notizie dei 25 milioni annunciati in conferenza stampa con disegni e progetti, chiamiamoli come vogliamo, dei quali ancora oggi non c’è alcuna risposta, e soprattutto abbiamo chiesto di conoscere qual è il Piano industriale, che sembra la ricetta segreta della coca cola, nessuno sa come è composto, ma soprattutto nessuno sa se esiste un Piano industriale di Sacal per l’aeroporto dello Stretto. A tutte queste domande la città di Reggio Calabria esige avere delle risposte, perchè se non abbiamo delle risposte evidentemente c’è qualcosa che non va”.
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