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Giovani Confcommercio: ‘Lungomare in festa mentre gli imprenditori piangono. Quali sono le regole?’

"Così si calpesta la dignità di chi ogni mattina alza la serranda e prova a sopravvivere"


Nella serata di venerdi 12 giugno il Lungomare Falcomatà e l’Arena Ciccio Franco di Reggio Calabria sono stati invasi dai tifosi della Reggina, festanti per la promozione in serie B del club amaranto. Migliaia le presenze registrate, impossibile in un contesto simile rispettare le normative e disposizioni anti Covid-19.

Il gruppo Giovani ConfCommercio interviene chiedendo regole uguali per tutti e rispetto delle normative che non valga…a targhe alterne.

“Tifiamo tutti Reggina, abbiamo a cuore le sorti del club amaranto e siamo certi che il salto di categoria porterà entusiasmo e nuova economia, fondamentale per un territorio come il nostro. Ma se regole devono esserci -si legge nella nota- o valgono per tutti o si cambiano. Agli occhi dei commercianti, che in questo periodo vengono inondati di controlli e di chi ha ricevuto sanzioni per assembramenti di poche persone, la manifestazione di ieri è inconcepibile nei modi e nei tempi.

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Da settimane assistiamo al grido di dolore di diversi imprenditori e commercianti reggini, oramai disperati per una situazione difficilissima da gestire. Le regole sono state applicate con rigore e disciplina, se non si applica un minimo di buonsenso in favore di chi prova a ripartire dopo il disastro economico non si capisce come si possano permettere assembramenti come quello visto ieri sul Lungomare Falcomatà. Così -sottolineano i Giovani ConfCommercio Rc- si calpesta la dignità di chi ogni mattina alza la serranda e prova a sopravvivere e deve fare i conti con numerosissime (e comprensibili) limitazioni imposte dalle normative anti-Covid 19. Poi la sera torna a casa dopo una dura giornata di lavoro, apre la televisione o il computer, e si vede preso in giro dalle immagini provenienti dall’Arena Ciccio Franco.

Per queste ragioni chiediamo con urgenza un incontro al Prefetto di concerto con le forze dell’ordine e degli esperti del mondo della sanità. Delle due l’una: se tali assembramenti nel nostro territorio non comportano pericolo per la salute dei cittadini allora va usato lo stesso metodo di misura per i commercianti altrimenti siamo alla farsa dell’ipocrisia”, conclude la nota.

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