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Atto vandalico allo Spazio Open, Arcidiaco: ‘Reggio destinata a marcire’

"Cittadini e imprenditori onesti, sono allo stremo delle forze e la città affonda nelle sabbie mobili"

Open Atto Vandalico 1

“Paura, rabbia, smarrimento, sono queste le sensazioni che colgono tanti esercenti la mattina, all’apertura dei loro negozi. Ieri mattina è toccato ad Antonella Cuzzocrea davanti alla vetrina di Spazio Open sfondata e distrutta. I due solerti e professionali poliziotti intervenuti, hanno confermato che si è trattato di uno scassinatore seriale che ha colpito sei esercizi tra Via Aschenez e Via Filippini. Da noi, a Spazio Open, non ha rubato nulla… i libri non son buoni nemmeno da rubare… però ci è costato il danno alla vetrina e l’amarezza mista a paura nel vedere la porta sfondata e il nostro lavoro violato”.

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Franco Arcidiaco, attraverso i social network, esprime la propria amarezza dopo l’atto vandalico registratosi ieri presso lo Spazio Open a Reggio Calabria.

“Il problema è che c’è in città una vera emergenza sociale; in città si registra una recrudescenza della microcriminalità, e da qualche mese la cittadinanza si trova a fare i conti con auto bruciate, taglieggiamenti, scippi, rapine, furti, aggressioni e violenze. Gli inquirenti, sempre alla ricerca spasmodica del terzo livello, sono in tutt’altre faccende affaccendati e lasciano campo libero al primo livello, alla manovalanza che tormenta cittadini e commercianti. A memoria d’uomo non si ricorda un solo arrestato per i reati cosiddetti minori che angustiano le nostre giornate.

In compenso, nei tribunali si favoleggia ancora di osso, mastrosso e carcagnosso, si rispolverano fascicoli vecchi di 40 anni e si riportano in vita improbabili boss ottuagenari che si reggono in piedi a malapena. Cittadini e imprenditori onesti, sono allo stremo delle forze e la città affonda nelle sabbie mobili.

Prefetti, questori e procuratori giungono a Reggio, città di frontiera, solo per conseguire il “diploma di master” che li proietti verso brillanti carriere. Siamo una città laboratorio destinata a marcire nel brodo di coltura alimentato dal cinismo di chi ha interesse a mantenere il Sud in condizione di irredimibilità”, conclude Arcidiaco.

 

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