Il 28 Luglio 2017 dalle ore 21:00 presso Ausonia music club, in Via delle Industrie – Ex Stazione Ferroviaria San Gregorio (RC) arriva il ROCK IS DEAD Festival al suo secondo anno di vita che ospiterà per questa edizione i messinesi THE TRIP TAKERS, che a bordo della loro macchina del tempo porteranno nelle nostre orecchie gli echi della migliore psichedelia anni ’60; la band calabra KYLE, sempre in viaggio nello spazio musicale figlio di nessuno, quello nel quale la missione è scoprire ancora nuovi territori; il duo blues reggino THE WAVES un duo che ricorda che quando si parla di blues meglio tacere ed ascoltare. Ad accompagnare la serata, la colonna sonora delle selezioni musicali di Radio OndAnomala.
Breve Biografia delle Band:
THE TRIP TAKERS
Complesso conservatore di ispirazione palesemente 60’s, fonda la propria ricerca musicale nelle radici del Merseybeat sino ad arrivare al garage rock e alla psichedelia principalmente d’oltreoceano. In perfetta sintonia con le ambientazioni vintage, The Trip Takers sono soliti esibirsi e registrare i propri brani facendo uso di strumentazioni d’epoca, per riprodurre un sound autentico e riconoscibile. Amanti della sperimentazione, ma pur sempre nel rispetto della più autentica psichedelia, non disdegnano l’uso di strumentazioni tipiche del genere, tra cui sitar e organo. Il risultato è un salto indietro, verso gusti e sensazioni da assaporare in vinile.
Questa creatura è plasmata da personalità e influenze a tratti eterogenee tra loro, che ben si fondono nella volontà condivisa di uscire dai canoni sonori correnti nel tentativo di preservare romanticamente un approccio artistico retrò volutamente semplice e genuino, legato a fioriture armoniche educate ma allo stesso tempo pregne di aspri risvolti lisergici e cavernosi, dentro i quali si cela una muta ribellione e avversione nei confronti di una società robotizzata, analogicamente raffigurata da ossessive e spigolose onde quadre e dai colori sbiaditi a causa del logorante vortice di grettezza spirituale.
Complesso conservatore di ispirazione palesemente 60’s, fonda la propria ricerca musicale nelle radici del Merseybeat sino ad arrivare al garage rock e alla psichedelia principalmente d’oltreoceano. In perfetta sintonia con le ambientazioni vintage, The Trip Takers sono soliti esibirsi e registrare i propri brani facendo uso di strumentazioni d’epoca, per riprodurre un sound autentico e riconoscibile. Amanti della sperimentazione, ma pur sempre nel rispetto della più autentica psichedelia, non disdegnano l’uso di strumentazioni tipiche del genere, tra cui sitar e organo. Il risultato è un salto indietro, verso gusti e sensazioni da assaporare in vinile.
Questa creatura è plasmata da personalità e influenze a tratti eterogenee tra loro, che ben si fondono nella volontà condivisa di uscire dai canoni sonori correnti nel tentativo di preservare romanticamente un approccio artistico retrò volutamente semplice e genuino, legato a fioriture armoniche educate ma allo stesso tempo pregne di aspri risvolti lisergici e cavernosi, dentro i quali si cela una muta ribellione e avversione nei confronti di una società robotizzata, analogicamente raffigurata da ossessive e spigolose onde quadre e dai colori sbiaditi a causa del logorante vortice di grettezza spirituale.
KYLE
Inizialmente un uomo solo. Poi qualcosa è decisamente cambiato, e se il songwriting ed il timone sono sempre in mano a Michele Alessi (già Captain Quentin, Maisie, Distape), adesso la struttura sonora delle tracce fa intuire che dietro c’è il lavoro di una band vera e propria.
Il risultato infatti è una materia sonora più ritmica, più variegata e più esotica rispetto al passato, nella quale le chitarre acustiche, indiscusse prime donne del suono KYLE, lasciano molto spesso il posto alle corde di ukulele e mandolino, la farfisa si alterna al wurlitzer e al rhodes, e dove le forme percussive minimali delle precedenti produzioni sono sfociate in strutture ritmiche contrabbasso/batteria di tutto rispetto.
Inizialmente un uomo solo. Poi qualcosa è decisamente cambiato, e se il songwriting ed il timone sono sempre in mano a Michele Alessi (già Captain Quentin, Maisie, Distape), adesso la struttura sonora delle tracce fa intuire che dietro c’è il lavoro di una band vera e propria.
Il risultato infatti è una materia sonora più ritmica, più variegata e più esotica rispetto al passato, nella quale le chitarre acustiche, indiscusse prime donne del suono KYLE, lasciano molto spesso il posto alle corde di ukulele e mandolino, la farfisa si alterna al wurlitzer e al rhodes, e dove le forme percussive minimali delle precedenti produzioni sono sfociate in strutture ritmiche contrabbasso/batteria di tutto rispetto.
THE WAVES
Il duo reggino si incammina sulla strada del blues, un tracciato tanto antico quanto necessario per capire da dove si è partiti e per tenere bene in mente dove si vuole arrivare.
Il duo reggino si incammina sulla strada del blues, un tracciato tanto antico quanto necessario per capire da dove si è partiti e per tenere bene in mente dove si vuole arrivare.
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