Alta velocità, Sudano (Lega): ‘Svolta storica per la Calabria grazie all’impegno di Salvini’
"Ha posto il Sud e la Calabria al centro della propria agenda politica" le parole della commissaria regionale della Lega Calabria
02 Aprile 2026 - 14:30 | Comunicato Stampa

«L’avanzamento dei lavori sulla linea jonica e, in particolare, l’obiettivo dell’elettrificazione della tratta Sibari-Catanzaro entro il 2027 rappresentano un segnale concreto di cambiamento per la Calabria, che per troppo tempo ha pagato ritardi infrastrutturali inaccettabili».
È quanto dichiara il Commissario regionale della Lega Calabria, on. Valeria Sudano.
«Parliamo di un intervento strategico – prosegue – che non solo migliorerà la mobilità dei cittadini, ma inciderà direttamente sulla competitività del nostro territorio, sull’attrattività turistica e sul sistema economico regionale. L’alta velocità non è più una promessa, ma una prospettiva reale, con cantieri aperti e cronoprogrammi definiti».
Sudano: “Impegno determinante del ministro Salvini”
«Determinante – sottolinea Sudano – è il forte impegno del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, che ha posto il Sud e la Calabria al centro della propria agenda politica. Gli investimenti programmati e le opere in corso dimostrano una visione chiara: colmare il divario infrastrutturale e garantire pari opportunità di sviluppo».
Asse Praia-Paola e corridoio tirrenico nella strategia
«È importante evidenziare – aggiunge – che interventi come il collegamento sull’asse Praia-Paola e il potenziamento del corridoio tirrenico si inseriscono in una strategia più ampia di modernizzazione della rete ferroviaria regionale, con benefici tangibili per pendolari, imprese e studenti».
“Diritto alla mobilità”: la linea della Lega Calabria
«La Lega Calabria continuerà a lavorare con impegno affinché i tempi vengano rispettati e le risorse utilizzate in modo efficiente. Oggi, però, possiamo dire con certezza che qualcosa è cambiato: la Calabria torna finalmente al centro delle politiche infrastrutturali nazionali». «Avanti così – conclude Sudano – perché il diritto alla mobilità è il primo vero diritto di cittadinanza».
