Sanità, AVS: ‘In Calabria essere malato e curato a casa è una via crucis’
In Calabria solo il 4% degli over 65 è preso in carico in ADI contro il 10% della media nazionale: la denuncia di AVS e la richiesta di un piano straordinario
01 Novembre 2026 - 15:30 | Comunicato Stampa

Non è possibile che ci siano disparità territoriali o ostacoli e impedimenti alle cure!
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella
In Calabria essere malato e curato a casa è una via crucis: anziano, non autosufficiente, disabile, dimesso dall’ospedale. In Calabria il diritto alla salute è già differenziato: i LEA e i LEPS non sono garantiti; l’assistenza domiciliare che dovrebbe essere il pilastro della sanità territoriale è ridotta a un servizio a macchia di leopardo, insufficiente, disuguale e concentrata solo nelle città capoluogo. Nelle aree interne della Sila, del Pollino, della Locride l’ADI è di fatto inesistente. Un anziano non autosufficiente di un piccolo comune è condannato all’ospedale o all’abbandono familiare.
Le lacune che vogliamo denunciare sono: Progetti assistenziali fermi per tanti mesi, rinnovo ADI fermo da Marzo 2026, GRADUATORIA FERMA PER CURE PALLIATIVE E RIDUZIONE ORE DI CURE PALLIATIVE DLDG 1006/2025, copertura e presa in carico; personale e continuità, dotazioni e tecnologie, mancata integrazione sociosanitaria.
Come funziona il sistema sanitario in Calabria
Ci si pone una domanda: come funziona il sistema sanitario in Calabria? La Regione Calabria, il Comune/Consiglio Comunale di Reggio Calabria, l’ASP di Reggio Calabria, l’ADI (Assistenza Domiciliare Integrata) e le cooperative sociali esemplificano una sorta di integrazione sociosanitaria in cui ogni ente riveste un ruolo normativo, di programmazione, di controllo o operativo; vediamo, in sintesi, quali sono le singole funzioni:
La Regione Calabria (Programmazione e Indirizzo) definisce le linee guida regionali, il Piano Sociale e Sanitario, i requisiti delle strutture/cooperative eroganti e la ripartizione del fondo sanitario per l’ADI e inoltre stabilisce i tetti di spesa delle prestazioni per l’ASP.
Il Consiglio Comunale di Reggio Calabria (Area Sociale e Welfare) gestisce l’Ambito Territoriale di Reggio Calabria per la componente socioassistenziale (es. servizi SADA per anziani non autosufficienti e SADD per persone con disabilità), coordinandosi con l’ASP per i casi complessi. In particolare, il Consiglio e l’assessorato al Welfare gestiscono i voucher sociali e dialogano con l’ASP di Reggio Calabria e il Terzo Settore.
L’ASP di Reggio Calabria (Gestione Sanitaria e PUA) è, invece, l’azienda sanitaria titolare dell’erogazione delle cure sanitarie a domicilio, valuta i bisogni dei pazienti tramite il PUA (Punto Unico di Accesso) e autorizza/finanzia i piani di trattamento ADI. Attraverso il PUA della Calabria si può richiedere l’accesso a: ADI, SAD, RSA; Dimissioni Protette, Supporto ai Caregiver.
Tra questi ambiti, L’ADI organizza i servizi sanitari territoriali, il programma di cure che unisce prestazioni mediche, infermieristiche e riabilitative a domicilio per pazienti non autosufficienti o non trasportabili; le Cooperative di Reggio Calabria erogano i servizi di assistenza domiciliare, socioassistenziale (tramite il Comune) o di prestazioni sanitarie/sociosanitarie integrate (tramite l’ASP o consorzi dedicati).
La realtà dei pazienti che hanno bisogno dell’ADI
Potrebbe sembrare un meccanismo efficace ma la realtà, in particolare per i pazienti che necessitano di ADI, è ben diversa.
In Calabria solo il 4% degli over 65 è preso in carico in ADI contro il 10% della media nazionale e l’Obiettivo PNRR. Liste d’attesa infinite, anche per una valutazione, personale precario ed esternalizzato, carenza di infermieri, OSS e fisioterapisti. Nelle aree interne è ancora peggio: il medico di famiglia è oberato di lavoro, il distretto è lontano 50 km, la guardia medica non risponde e se è necessario avere cure palliative domiciliari, non le trovi.
Manca l’integrazione tra ASP e Comuni, mancano cure palliative e telemedicina. Gli Ambiti Territoriali Sociali non hanno risorse, assistenti sociali, piani integrati. Anziani soli, disabili e pazienti cronici restano senza rete sociale e sanitaria.
La famiglia, o spesso un solo caregiver è lasciato solo: deve acquistare il letto, il materasso antidecubito, le medicazioni. Deve cercare privatamente un fisioterapista perché l’ASP NON HA disponibilità. Deve fare da infermiere, da OSS, da AdS per rincorrere ricette e autorizzazioni. Chi può paga un privato, chi non ha denaro rinuncia.
È il fallimento dopo 15 anni di commissariamento. Contratti precari, esternalizzazioni al massimo ribasso alle cooperative, turnover continuo; manca l’integrazione tra Distretto, MMG e ospedale. Non esiste una vera équipe multidisciplinare: il risultato è un’assistenza frammentata a ore, non continuativa.
Mancano i servizi di ADI di III livello e le cure palliative domiciliari. Telemedicina e teleassistenza, finanziate dal PNRR, sono ferme. Manca la fornitura tempestiva di ausili, letti antidecubito, supporto nutrizionale fornito con limiti. L’assistenza domiciliare sanitaria è scollegata da quella sociale dei Comuni.
Recentemente il servizio ADI è stato tolto alle cooperative e affidato solo all’ASP che, però, è sprovvisto di personale e, pertanto, non può soddisfare le esigenze degli ammalati, soprattutto anziani over 65 e disabili in gravi condizioni, di conseguenza gli operatori delle cooperative rimangono disoccupati, tolte loro le ore di assistenza domiciliare.
QUESTA NON È ASSISTENZA, È ABBANDONO! LA SALUTE NON PUÒ DIPENDERE DAL CAP DOVE SI NASCE!
Le richieste di AVS alla Regione
AVS chiede alla REGIONE una cosa semplice: il diritto di potersi curare a casa propria, (e non dovere perfino spostarsi in altra Regione per avere le terapie necessarie per la patologia) con dignità attraverso un Piano straordinario regionale con assunzioni dirette, il raggiungimento immediato del 10% di copertura come da PNRR, Integrazione reale tra Distretti sanitari, Comuni e Ambiti Sociali e l’attivazione delle Centrali Operative Territoriali in ogni Distretto, Innovazione tecnologica negli impianti e nelle attrezzature.
Segreteria metropolitana AVS Reggio Calabria
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