Avviso Eventi Straordinari, i promoter scrivono a Occhiuto: ‘Bando incoerente. Così si penalizza la Calabria’
"Qual è la logica se i principali progetti e gli storici organizzatori vengono addirittura non ammessi a valutazione, adducendo insussistenti carenze di requisiti?". La lettera dei promoter
25 Dicembre 2025 - 09:32 | Comunicato Stampa

“La graduatoria provvisoria dell’Avviso Eventi Straordinari: La Calabria che incanta, per alcuni storici esponenti del settore dei grandi eventi in Calabria, di incantevole ha ben poco, tant’è che hanno deciso di rivolgersi direttamente al Presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto“.
A firmare la lettera, tra gli altri, Ruggero Pegna, organizzatore di Fatti di Musica, Settimo Pisano, direttore generale della Fondazione Politeama, Sergio Gimigliano, Peperoncino Jazz Festival, Lillo Chilà, Catona Teatro, Gianluigi Fabiano, L’Altro Teatro, Mirko Perri, Color Fest, Nico Morelli, Compagnia I Vacantusi, Fabrizio Cariati, B-Alternative, Giusy Leone, Calabria Fest RAI Tutta Italiana.
«Illustrissimo Presidente Occhiuto, ci dispiace dover ricambiare gli auguri ricevuti con la graduatoria dell’ “Avviso Eventi Straordinari: La Calabria che incanta” appena pubblicata, con questa lettera. Avremmo preferito riceverli e ricambiarli in modo diverso. Partiamo da una considerazione: la Calabria nei grandi eventi esiste, è inserita e compete con le più grandi realtà italiane. Risultato inimmaginabile in un contesto difficile come il nostro; frutto di visione, lavoro, sacrifici, capacità, creatività, serietà, passione. Da decenni, ormai, è un pezzo importante della Calabria che incanta realmente, che promuove il territorio, che fa cultura, aggrega, richiama flussi di migliaia di visitatori e turisti, catalizza l’attenzione dei maggiori media. Appuntamenti fissi, riconosciuti e attesissimi, la cui sparizione improvvisa sarebbe un immotivato e gravissimo danno per tutti. I bandi regionali, da quando sono arrivati, contribuiscono a sostenere progetti di dimensione nazionale e motivo di orgoglio, che offrono occupazione e ricadute positive di ogni tipo: dall’immagine alla valorizzazione di beni paesaggistici e culturali, all’indotto turistico derivante dalle migliaia di presenze che questi eventi fanno registrare. Purtroppo, però, dalla scrittura del testo, senza alcuna concertazione con le associazioni di categoria che rappresentiamo, fino alle valutazioni finali, notiamo in questa occasione un impegno straordinario a creare ostacoli illogici, oltre a discrezionalità e arbitrarietà di giudizio, lasciato in modo fin troppo aleatorio alla competenza di chi esamina i progetti».
I grandi eventi come filiera strutturata di turismo e cultura
«Come ben sa, si tratta di una presenza oramai strutturata di un’autentica filiera del turismo e della cultura legata ai grandi eventi di spettacolo, in risposta ad una forte domanda, di ogni target ed età, indirizzata a progetti di alta qualità di ogni genere artistico, peraltro costosissimi e di complessa organizzazione».
Eventi che, sottolineano i firmatari,
«si aggiungono e nulla tolgono alla miriade di piccole sagre che offre spontaneamente il territorio, qualificando l’offerta regionale e arricchendola di appeal anche per un pubblico più esigente».
Grazie a questo lavoro, prosegue la lettera,
«oggi la Calabria è esempio di efficienza, capacità organizzativa e gestionale, affidabilità, caratteristiche che in passato non venivano riconosciute alla nostra regione, esclusa dai più prestigiosi circuiti dello spettacolo dal vivo».
Continuità, coerenza e le scelte della Regione
«Lei, giustamente a nostro parere, promuove eventi di grande comunicazione e, quindi, a maggior ragione crediamo che sappia apprezzare il nostro impegno, il nostro lavoro che offre progetti continuativi e diffusi su tutto il territorio e non eventi occasionali».
Non a caso, ricordano i promotori, «negli anni, la stessa Regione ha riconosciuto i nostri progetti meritevoli di essere “storicizzati”, attribuendo ad alcuni perfino il “Marchio Grandi Eventi”».
Da qui la domanda centrale rivolta al Presidente:
«Oggi ci chiediamo: quali sono la logica continuità e la coerenza che anche l’azione politica dà al suo stesso operato, tradendo le sue stesse scelte, se gli stessi principali progetti, i medesimi storici e continuativi organizzatori, vengono addirittura non ammessi a valutazione, adducendo insussistenti carenze di requisiti?».
Secondo i firmatari,
«ritenendo inammissibili le candidature più autorevoli, la Regione esclude proprio la Calabria che da anni, almeno in un settore, incanta l’intero Paese. Perché?».
La lettera si chiude con un appello diretto:
«Ecco, illustre Presidente, consapevoli di rivolgerci ad un esperto del settore, siamo certi di trovare comprensione e soluzione. In attesa di un suo riscontro, Le porgiamo sinceri auguri».
