Reggina, Ballarino: ‘invidiabile’ la costanza del suo silenzio, contestabile la condotta
Ballarino continua a tacere, mentre la città aspetta risposte
16 Giugno 2026 - 14:45 | Redazione

Ballarino Conferenza Stampa Reggina
L’ultima volta che ha parlato il patron della Reggina risale al 3 maggio 2026, giorno della chiusura della stagione regolare. Un incontro informale con i giornalisti, tanti temi affrontati, diverse domande rimaste senza una risposta piena. Soprattutto quelle legate alle trattative per la possibile cessione del club, coperte dal richiamo al solito patto di riservatezza.
Da quel momento, Ballarino si è chiuso nel silenzio. Un silenzio totale, rimasto tale anche nelle ore più calde della trattativa con Matt Rizzetta. L’imprenditore italoamericano ha parlato molto, ha spiegato, ha rilanciato, ha fissato un ultimatum. Dall’altra parte, però, nessuna risposta pubblica. Neppure davanti all’ultima proposta. E nella giornata di ieri la parentesi si è chiusa ufficialmente: trattativa interrotta.
Per trovare invece una dichiarazione a microfoni aperti, bisogna tornare più indietro, esattamente al 21 marzo 2026. Dopo la sconfitta con l’Acireale, Ballarino si presentò in sala stampa accanto al presidente Minniti. Quei novanta minuti avevano lasciato negli amaranto la sensazione di aver perso la grande occasione per agganciare la vetta e riaprire davvero la corsa alla promozione in Serie C. Per Ballarino, invece, era più di una sensazione. I toni usati in conferenza furono durissimi, soprattutto nei confronti dei calciatori. Ma quella fu anche la prima volta in cui il patron parlò in modo più netto di una possibile apertura alla cessione della Reggina.
Da lì in avanti, però, alle parole non è seguita una comunicazione chiara verso l’esterno. Anzi. Più la vicenda si complicava, più il silenzio diventava l’unica linea riconoscibile. Una forma di coerenza, certo. Invidiabile per resistenza. Ma anche un atteggiamento che ha finito per infastidire una parte sempre più ampia del popolo amaranto. I tifosi, in questi mesi, hanno ricevuto informazioni quasi esclusivamente da una sola componente della trattativa. Una situazione anomala, soprattutto per una piazza che vive ogni passaggio societario con apprensione, passione e memoria.
Chiusa la pista Rizzetta, resta adesso l’altro fronte. Quello legato al gruppo rappresentato da Claudio Lotito. Una pista che, a differenza di quella dell’imprenditore italoamericano, resta molto meno definita agli occhi della tifoseria. Se di Rizzetta si conoscevano intenzioni, parole, rilanci e presenza pubblica, del gruppo Lotito si sa ancora poco, anzi nulla.
I tifosi chiedono chiarezza, vorrebbero capire chi sarà a guidare il club, con quali programmi e con quali tempi. E perché il tempo, nel calcio, è tutt’altro che un dettaglio. Ballarino continua a tacere, mentre la città, invece, aspetta risposte.
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