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Trent’anni di MuStruMu: la musica riparte dal MArRC, ma il cantiere resta un ‘fantasma’

Un’eccellenza reggina che dal 1996 resiste a incendi e burocrazia, in attesa di un restyling promesso e mai partito

Museo Dello Strumento Musicale Reggio Calabria (4)

Il MuStruMu avrà la sua sede storica rinnovata ed ampliata per finalità museali. Avrà un auditorium, un laboratorio, un ufficio, un archivio, un deposito ed una hall. Sarà bello per tutti. Anche per me, che vedrò la mia creatura culturale sopravvivermi”.

Bisogna fare un salto indietro nel tempo, fino al lontano 2017, per ritrovare le parole cariche di speranza di Demetrio Spagna. Il fondatore del Museo dello Strumento Musicale di Reggio Calabria parlava così durante la conferenza stampa di presentazione del restyling dell’edificio. Una struttura posizionata nel cuore pulsante dello sviluppo urbano cittadino: il Waterfront. Da allora, però, mentre tutt’attorno sorgeva una delle aree più moderne e suggestive della città, sulla “creatura” di Spagna è calato il silenzio. L’edificio è rimasto abbandonato, un paradosso di degrado nel bel mezzo della rigenerazione urbana.

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Oggi, nel trentennale della sua fondazione, il MuStruMu torna al centro del dibattito locale. E lo fa grazie alla cultura, ripartendo da una prestigiosa collaborazione con il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria (MArRC) in occasione della Festa della Musica, che si celebra il 21 giugno.

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Le promesse della politica e lo “stand-by” istituzionale

L’ultimo segnale da parte delle istituzioni risale al 2024. Interpellato sul destino della struttura, l’allora assessore ai Lavori Pubblici, l’ingegnere Costantino, aveva ribadito a CityNow l’impegno di Palazzo San Giorgio: “Ci siamo attivati per avviare i lavori al più presto”. Da quel momento, tuttavia, al Waterfront tutto è rimasto immobile.

A rompere il silenzio è stata la conferenza stampa odierna, tenutasi in Piazza Paolo Orsi all’interno del MArRC, convocata per presentare la mostra temporanea dal titolo emblematico “Il respiro della musica”. Un’iniziativa che si sposa perfettamente con il tema internazionale della trentaduesima Festa della Musica, incentrato quest’anno sulla capacità delle note di parlare e connettersi al territorio.

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La voce del Museo: “Siamo vivi e speriamo di essere ‘visti'”

Il Museo dello Strumento Musicale parla al territorio dal 1996 – ha ricordato con orgoglio Angela Spagna, membro del Comitato Scientifico dell’Associazione – e non poteva esserci modo migliore per celebrare i nostri trent’anni. Da tre decenni questo museo è un presidio di cultura, legalità e cittadinanza attiva. Il nostro futuro è adesso, perché l’associazione non ha mai smesso di operare. Tuttavia, in questo preciso momento storico abbiamo bisogno di un riscontro tangibile da parte delle istituzioni. Il museo vive una fase di stand-by; auspichiamo che questo evento faccia da motore per il rilancio. Stiamo dimostrando di essere ancora attivi e speriamo, finalmente, di essere visti”.

Una sinergia, quella tra le due realtà museali, nata con l’obiettivo di riaccendere i riflettori su un patrimonio storico che rischia l’oblio. Concetto ribadito con forza anche da Claudia Ventura, responsabile dell’Ufficio Valorizzazione Mostre ed Eventi del MArRC:

Sappiamo tutti che il Museo dello Strumento Musicale al momento non è visitabile ed è in pausa in attesa del restyling. Noi tutti auspichiamo che possa tornare presto fruibile. Parliamo di un’offerta culturale storicizzata, oltre che di un nostro ‘vicino di casa’ fondamentale per il racconto del patrimonio musicale e performativo del territorio. Il MArRC è probabilmente il volano del turismo museale di questa città, ed è nostro dovere perorare cause valide e scientificamente fondate. Questa mostra, nel giorno della Festa della Musica, è il momento giusto per farlo”.

Un patrimonio da salvare (e un progetto nei cassetti)

Il MuStruMu è entrato nel cuore dei reggini per la straordinaria e rara collezione conservata al suo interno, una raccolta miracolosamente sopravvissuta solo in parte al devastante incendio che nel 2013 ne distrusse i locali, ferendo la città.

Ora la palla passa alle istituzioni locali. Per dare un “domani” concreto al museo basterebbe rispolverare il vecchio progetto firmato dallo Studio Artuso Architetti Associati: un piano all’avanguardia, già accolto e formalmente inserito nel masterplan di riqualificazione del Waterfront, ma rimasto fino ad oggi chiuso in un cassetto.

La musica è tornata a respirare in Piazza Paolo Orsi, ma la sua casa sul mare aspetta ancora che gli impegni si trasformino in cantieri.

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