Case della Comunità, l’allarme di Comunità Competente sul PNRR: ‘La Calabria non può perdere questa occasione storica’
Con la rimodulazione del DDG sono state inserite 14 nuove progettualità. Comunità Competente sollecita assunzioni, tecnologie e servizi reali per evitare che Case e Ospedali di Comunità restino solo strutture sulla carta
11 Giugno 2026 - 14:22 | Comunicato stampa

L’8 giugno u.s., per iniziativa di Comunità Competente, si è svolta una partecipata videoconferenza che ha registrato interventi di sindaci, operatori sanitari, rappresentanti di associazioni e cittadini interessati, che hanno discusso dello stato dell’arte in ordine all’ attesa attivazione delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità nella nostra Regione.
Lo spunto per la discussione è stato offerto tanto dalla recente emanazione del Decreto Dirigenziale n.8351 del 13/05/2026 con il quale si è proceduto alla quinta rimodulazione del POR-PNRR approvato con DCA n. 59 del 24/05/2022 e successivamente più volte rimodulato, anche recentemente, con il DCA n. 15 del 24/02/2026, quanto dall’emanazione del Decreto del Commissario ad acta (DCA) n. 58 del 13/03/2026 con il quale è stato approvato il Regolamento recante “Linee di indirizzo per il funzionamento delle Case della Comunità ex D.M. 77/2022”.
La preoccupazione di molti, emersa in quasi tutti gli interventi, si è incentrata sul dubbio che potesse non essere colto l’ambizioso obiettivo di realizzare finalmente, utilizzando le risorse del PNRR e i target temporali rigidi ad esso collegati, un nuovo modello organizzativo della sanità pubblica incentrato sulla “sanità di prossimità e d’iniziativa”, sulle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) h 12 dei MMG dal lunedì al venerdì, sulle equipe multiprofessionali, sugli ambulatori infermieristici e sugli Infermieri di “Comunità” operanti anche sul Territorio, sulla razionalizzazione delle cure con piena integrazione tra prevenzione, assistenza territoriale e ricovero ospedaliero.
Il dubbio è legittimo se si tiene conto delle linee guida del PNRR di recentissima emanazione, a cura della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero di Economia e Finanze, contenenti le indicazioni operative per la conclusione degli interventi e la rendicontazione finale di target e milestone fissata al 30 giugno 2026 (eccezionalmente agosto) da sancire attraverso l’emissione del “Certificato di Ultimazione Lavori” da parte del Direttore dei Lavori.
Per questo aspetto ha destato sorpresa l’inserimento, in limine mortis, nella rimodulazione del DDG 8351/2026 di 14 nuove progettualità per Case della Comunità Spoke e 3 nuove progettualità per Ospedali di Comunità in overbooking utilizzando fondi del PNRR o Fondi Aziendali o Regionali, soprattutto perché, da quel che è emerso, è mancato il coinvolgimento dei territori sulle scelte effettuate e l’informazione preventiva sulle reali motivazioni che le hanno determinato. Anche perché tra le Case della Comunità in overbooking ci sono quelle allocate nei territori di Nocera Terinese, Lamezia Terme, Rende e Crotone dove era già prevista la realizzazione di Case della Comunità Hub.
Ma, ancor più, se si tiene conto del DCA n. 58/2026 il quale richiede, per la sua attuazione per la piena funzionalità di Case della Comunità e Ospedali di Comunità, la disponibilità di personale che attualmente non è presente nel Servizio Sanitario Regionale.
Comunità Competente condivide molte delle preoccupazioni emerse, peraltro costantemente segnalate fin dal momento dell’allocazione delle sedi di molti interventi per le Case della Comunità e gli Ospedali di Comunità e poi in corso d’opera attraverso la diffusione puntuale dei dati del monitoraggio sul Sistema Regis e l’interlocuzione costante con gli uffici regionali che ha portato poi all’approvazione del DCA 58/2026.
Nel contempo Comunità Competente ribadisce l’importanza storica del nuovo modello organizzativo in Case della Comunità Hub e Spoke che dovranno radicarsi nel Territorio costituendo una rete virtuosa tra Hub e Spoke per dare risposte immediate ai bisogni di salute dei cittadini con al primo posto la cronicità come previsto dal D.M. 77/2022 la cui emanazione, si ricorderà, è intervenuta nell’immediato dopo COVID allorquando la visione ospedalocentrica della sanità pubblica si è rivelata assolutamente inadeguata proprio nei territori dove maggiormente si era affermata.
Le Strutture fisiche dove allocare le Case della Comunità e gli Ospedali di comunità programmati, ancorché l’utilizzazione che storicamente è stata fatta dei fondi dell’art. 20 della legge 67/88 e di altre fonti di finanziamento indurrebbe al pessimismo, auspichiamo che saranno prima o poi realizzate non potendosi immaginare che contratti d’appalto già praticamente tutti stipulati e in molti casi in corso di avanzata esecuzione, e pochi già conclusi, non trovino un modo di essere completati.
Temiamo che si potrà perdere in parte, verosimilmente, l’importante occasione di utilizzare le risorse del PNRR e saranno utilizzate altre fonti come è già stato previsto nelle ultime rimodulazioni del POR PNRR, ma non è questo il nodo centrale della questione.
Da tempo, infatti, sollecitiamo il rapido espletamento dei concorsi attinenti agli Infermieri Professionali con il conseguente scorrimento della graduatoria, l’assunzione degli psicologi, degli assistenti sociali e delle ostetriche, l’utilizzazione degli specialisti ambulatoriali interni e di altri operatori sanitari, tecnici ed amministrativi per superare il nodo del personale e dare piena attuazione al DCA 58/2026.
È finito il tempo in cui bastava cambiare la targa all’esterno della Struttura e far diventare Casa della Salute quello che continuava ad essere un Poliambulatorio.
Le Case della Comunità, gli Ospedali di Comunità pienamente dotati di personale e di tecnologie adeguate e continuamente aggiornate unitamente all’Assistenza Domiciliare Integrata e alla Telemedicina dovranno essere la spina dorsale di una Medicina Territoriale rivoluzionaria con la persona al centro delle cure
La Calabria non può perdere questa occasione storica e dunque invitiamo, come Comunità Competente, le Associazioni, le Conferenze dei Sindaci, le Parti sociali e sindacali ad una partecipazione informata ed a mettere il “fiato sul collo” ad ogni responsabile operativo perché 81 Case della Comunità come previsto dai vari atti regionali sono un impegno da far tremare i polsi, ma, nel contempo, potrebbero cambiare il paradigma della sanità calabrese!
Ora più che mai dobbiamo fare rete!
Francesco Costantino-Rubens Curia
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