‘Caso Miramare’, Falcomatà: “Titoli fuorvianti. Lo affronto con fiducia e serenità”
Nel corso dell'intervista rilasciata ai microfoni di CityNow, le parole del sindaco Giuseppe Falcomatà sui casi 'Miramare' (che lo vede direttamente coinvolto) e 'Libro nero'
24 Settembre 2019 - 17:50 | Redazione

I casi più spinosi. Nel corso della lunga intervista rilasciata da Giuseppe Falcomatà ai microfoni di CityNow presso Palazzo Alvaro, il sindaco di Reggio Calabria si è soffermato sulla vicende relative al Miramare, che lo vede direttamente coinvolto, e l’operazione ”Libro nero’.
“CASO MIRAMARE”
Il sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio e falso. La decisione da parte del Gup Giovanna Sergi che ha accolto la richiesta del procuratore aggiunto Gerardo Dominijanni e del pm Walter Ignazitto.
La vicenda, risalente al 2015, riguarda la gestione temporanea dell’immobile affidata tramite delibera comunale all’imprenditore Paolo Zagarella, titolare dell’associazione “Il sottoscala”.
Assieme a Falcomatà, coinvolti gli assessori Giovanni Muraca, Giuseppe Marino e Saverio Anghelone, gli ex assessori Patrizia Nardi e Agata Quattrone, l’ex dirigente del Comune Maria Luisa Spanò e la segretaria generale dell’Ente Giovanna Acquaviva.
L’ex assessore ai Lavori pubblici Angela Marcianò, che ha scelto il rito abbreviato, è stata condannata ad un anno di reclusione, pena sospesa.
“Vicenda Miramare? Mi hanno insegnato che ci si difende nel processo e non dal processo. Ho sempre scelto di non rispondere, anche rispetto a titoli di giornali talvolta fuorvianti.
La questione morale si pone nel momento in cui dovessero esserci risvolti di un certo tipo, non siamo in questo caso.
Affronto questa situazione con serenità e la massima fiducia rispetto a quello che sarà l’esito. Ci si confronta con le leggi e la giurisprudenza, di fronte a quello ogni attore deve prenderne atto”, le parole di Falcomatà.
OPERAZIONE “LIBRO NERO”
“Scenario imbarazzante, l’ultima di tante inchieste che hanno purtroppo coinvolto la nostra città. Tuttavia siamo ancora in una fase di indagine, al di là delle misure cautelari fino a qua adottate.
E’ presto –sottolinea il sindaco di Reggio Calabria- per esprimere un’opinione specifica, il mio augurio è che le persone coinvolte possano dimostrare la loro estraneità ai fatti contestati.
Non ci sono interlocuzioni dirette che testimoniano precisi reati, ma siamo in presenza di un quadro complesso e variegato che richiede cautela”.
