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Caro carburanti, Cna Fita: ‘Imprese in perdita, servono misure subito’

“Serve un intervento straordinario, mirato sui territori più esposti. Credito d'imposta, sostegno alla liquidità, tempi certi sui rimborsi”. Le parole del Presidente Belmonte

FOTO DI REPERTORIO ©LAPRESSE 22-08-2012 Benzina oltre 2 euro, massimo storico


Un confronto urgente con governo e regione per introdurre “misure compensative immediate, capaci di alleggerire il costo del carburante e di ristabilire condizioni di equità per le imprese calabresi”. Lo chiede la Cna Fita Calabria sottolineando “le gravissime ripercussioni che il caro carburanti sta avendo sul tessuto imprenditoriale calabrese”, con aziende che – viene evidenziato – stanno affrontando una fase sempre più critica sul piano dei costi e della sostenibilità economica.

Cna Fita Calabria: “Imprese al limite, servono misure immediate”

“Le nostre imprese stanno lavorando in perdita. Non è più una semplice difficoltà ma una condizione strutturale che rischia di espellere dal mercato centinaia di aziende”.

È quanto dichiara il presidente Pasquale Belmonte, che lega l’aumento dei costi del carburante a un quadro già complesso per il sistema produttivo regionale.

“Per la Calabria il caro carburanti è l’ennesimo fattore che colpisce un sistema produttivo già esposto a diseconomie territoriali e logistiche”.

Secondo Belmonte, la pressione sui autotrasportatori si traduce in un divario competitivo rispetto ad altri contesti, anche del Sud.

Autotrasporto e diseconomie: la richiesta di interventi straordinari

Belmonte evidenzia che gli operatori calabresi sostengono costi più alti, anche se confrontati con realtà come la Sicilia, che “può contare su strumenti come l’autostrada del mare” per raggiungere il Nord Italia con condizioni operative differenti.

“Le imprese calabresi, invece, affrontano quotidianamente percorsi più onerosi, più lunghi e più complessi, che si traducono in costi aggiuntivi reali e continui”.

Il presidente chiarisce che non si tratta esclusivamente di questioni fiscali, ma di un sistema complessivo ritenuto meno efficiente, “dalla distribuzione alla posizione geografica, fino all’assenza di strumenti compensativi adeguati”. “Questo significa che le imprese calabresi partono già svantaggiate e subiscono i rincari in misura ancora più dura”.

Da qui la richiesta di misure specifiche per i territori ritenuti più esposti.

“Serve un intervento straordinario, mirato sui territori più esposti. Credito d’imposta, sostegno alla liquidità, tempi certi sui rimborsi”.

Fonte: Ansa Calabria

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