Incendi in Calabria, l’allarme di Legambiente e sindacati: ‘Servono assunzioni e prevenzione’
Boschi distrutti, organici ridotti e uomini allo stremo. Legambiente, CGIL e UILA chiedono alla Regione un cambio di passo immediato contro gli incendi
22 Luglio 2026 - 15:54 | di Redazione

Calabria divorata dalle fiamme: oltre 150 roghi in pochi giorni. Legambiente e sindacati denunciano la situazione emergenziale e chiedono alla Regione Calabria ed al governatore Occhiuto interventi tempestivi e risolutivi.
Legambiente: ‘Emergenza strutturale’
Da giorni la Calabria è stretta nella morsa degli incendi. Centinaia di ettari di patrimonio boschivo e di macchia mediterranea sono andati distrutti, gli animali sono costretti alla fuga o restano senza via di scampo, mentre numerose famiglie si sono ritrovate intrappolate nelle proprie abitazioni o costrette ad abbandonarle. In molte aree è persino difficile respirare a causa del fumo. Da nord a sud della regione, dalle montagne fino alle coste, si susseguono roghi che stanno devastando ecosistemi di straordinario valore e mettendo a dura prova il lavoro di vigili del fuoco, volontari e operatori impegnati nello spegnimento delle fiamme. Un fenomeno alimentato dalle altissime temperature, ma che continua ad avere, nella maggior parte dei casi, un’origine dolosa.
Il patrimonio forestale della Calabria
I boschi coprono il 44,5% della superficie regionale, con 670.968 ettari di patrimonio forestale che comprendono gran parte dei parchi e delle riserve naturali della Calabria. Un patrimonio di enorme valore ambientale, paesaggistico e climatico che non può essere tutelato soltanto attraverso gli obblighi di legge, ma richiede una gestione strategica, fondata sulle conoscenze scientifiche e sulla valorizzazione della cultura forestale locale. Secondo l’elaborazione di Legambiente su dati EFFIS/Copernicus, dal primo gennaio al 15 luglio 2026 in Calabria erano già stati censiti 179 incendi che avevano percorso 1.940 ettari di territorio. A questo bilancio, purtroppo, si aggiungeranno i danni provocati dagli oltre 150 roghi che hanno colpito la regione negli ultimi giorni.
La Calabria occupa inoltre i primi posti della drammatica classifica nazionale per superficie bruciata nei siti della Rete Natura 2000: è quarta dopo Sicilia, Toscana e Campania. Il report Italia in Fumo di Legambiente evidenzia inoltre come, nel 2025, gli incendi abbiano interessato 19 comuni del Parco nazionale del Pollino, 15 del Parco nazionale dell’Aspromonte e 7 del Parco nazionale della Sila.
La concentrazione degli incendi negli stessi territori
Un altro dato significativo riguarda la concentrazione degli incendi negli stessi territori. L’indice di recidività comunale elaborato per la prima volta da Legambiente mostra infatti che tra i dieci comuni italiani top nel 2026, con il maggior numero di incendi, figurano anche Reggio Calabria e Papasidero. Ad aggravare il fenomeno contribuiscono la scarsa gestione forestale, l’abbandono delle aree agricole, la mancata manutenzione delle zone di interfaccia tra aree urbane e rurali, la fragilità degli ecosistemi mediterranei, la siccità e le temperature estreme. Ma il principale fattore resta la mano criminale. A fronte di 603 incendi che hanno mandato in fumo 16.971 ettari di territorio, in Calabria sono stati contestati soltanto 498 reati, con 19 denunce, un arresto, sei sequestri e 307 illeciti amministrativi.
Per Legambiente è indispensabile rafforzare l’azione repressiva delle Forze dell’ordine contro gli incendiari e garantire la piena applicazione della legge 353 del 2000. Ciò significa completare il catasto delle aree percorse dal fuoco in tutti i comuni e applicare rigorosamente i vincoli previsti dalla normativa: divieto di edificazione e di caccia per dieci anni, vincolo di destinazione d’uso per quindici anni e divieto di rimboschimento per cinque anni. L’associazione chiede inoltre di conoscere quali misure siano state adottate dai 187 comuni calabresi interessati dagli incendi nel 2025 per rispettare tali obblighi, con particolare riferimento ai territori maggiormente colpiti, come Roccella Jonica, dove sono andati in fumo 1.872 ettari, Cutro con 1.606 ettari e Crotone con 962 ettari.
Le domande rivolte alla Regione Calabria
Alla Regione Calabria Legambiente rivolge alcune domande precise: quali iniziative intende assumere nei confronti dei comuni inadempienti? È disponibile a sostituirsi agli enti che non hanno istituito il catasto delle aree percorse dal fuoco, anche attraverso la nomina di un commissario ad acta? Intende sostenere i piccoli comuni nell’adempimento degli obblighi di legge e introdurre meccanismi di premialità per gli enti virtuosi e misure penalizzanti per quelli che non rispettano la normativa, anche nell’accesso ai finanziamenti pubblici?
Gli incendi boschivi non possono più essere considerati semplici emergenze. Sono un fenomeno ricorrente e strutturale che richiede una politica permanente di prevenzione, manutenzione e controllo del territorio, accompagnata da un’efficace azione di contrasto agli incendi dolosi. Allo stesso tempo, per limitare gli effetti della crisi climatica è indispensabile ridurre le emissioni climalteranti, accelerando la transizione dalle fonti fossili alle energie rinnovabili. La Calabria ha bisogno con urgenza di una strategia complessiva di pianificazione, salvaguardia e valorizzazione dei propri boschi e delle aree montane, che rappresentano il 42% del territorio regionale e comprendono circa il 37% dei comuni calabresi, nei quali vive quasi un quarto della popolazione.
La tutela del patrimonio naturale richiede un presidio costante del territorio, capace di affiancare le comunità locali, prevenire i reati ambientali e sanzionare severamente ogni forma di illegalità. La tecnologia rappresenta un valido supporto, ma non può sostituire la presenza continua di personale sul territorio. La protezione dei boschi deve essere garantita prima, durante e dopo gli incendi, accompagnando anche il ripristino delle aree devastate dal fuoco.
Cgil e Flai: “Investire su prevenzione e assunzioni. Occhiuto convochi un Tavolo”
Cambiare approccio, sostituendo la logica dell’emergenza ad un modello di gestione ordinaria e costante tramite un piano di prevenzione, manutenzione e programmazione capace di ridurre i rischi e limitare gli effetti devastanti degli incendi. È quanto sostengono CGIL Calabria e FLAI CGIL Calabria intervenendo sulla drammatica ondata di incendi che sta interessando in queste ore numerose aree della regione ed esprimendo una ferma condanna verso coloro che stanno appiccando con dolo i roghi.
“Inseguire l’emergenza e le fiamme mentre divorano patrimoni boschivi e danneggiano luoghi e comunità non è più ammissibile – affermano il Segretario Generale CGIL Calabria Gianfranco Trotta e la Segretaria Generale Flai Cgil Calabria Caterina Vaiti -. Esprimiamo un sentito ringraziamento ai lavoratori di Calabria Verde e dei Consorzi di Bonifica, ai Vigili del Fuoco e ai volontari, impegnati in queste ore con grande professionalità e spirito di sacrificio nelle operazioni di spegnimento e di messa in sicurezza del territorio. A loro va il nostro riconoscimento per il lavoro straordinario che stanno svolgendo. Tuttavia non possiamo continuare ad ignorare che l’organico è ridotto all’osso e che molti lavoratori hanno più che cinquanta anni. Con queste premesse, fare i conti con un territorio fragile come la Calabria, è una scommessa a perdere”.
Turnover e prevenzione nel comparto forestale
“Da tempo – afferma Caterina Vaiti – rivendichiamo un piano di turnover nel comparto forestale che consenta l’ingresso di nuove professionalità, il ricambio generazionale e il rafforzamento delle squadre operative. Una richiesta che abbiamo preteso a fosse inserita anche nell’ultimo contratto integrativo regionale del settore, nel quale è stato previsto uno specifico passaggio dedicato alla necessità di favorire il turnover quale elemento indispensabile per garantire continuità ed efficienza al sistema forestale calabrese”.
Per la FLAI la prevenzione non può limitarsi agli annunci:
“Significa programmare durante tutto l’anno la manutenzione dei boschi, la realizzazione e il mantenimento delle strisce parafuoco, la pulizia del sottobosco, la preparazione dei terreni e tutti quegli interventi che consentono di ridurre la propagazione delle fiamme e di proteggere il territorio prima ancora che scoppi un incendio”.
La richiesta di un piano regionale
Il Segretario Generale CGIL Calabria Gianfranco Trotta si rivolge alla Regione:
“Chiediamo l’apertura di un confronto stabile tra Regione, istituzioni, enti competenti e parti sociali per costruire un vero piano regionale di prevenzione. Serve una strategia condivisa che metta insieme competenze, investimenti e programmazione. Il piano – sottolinea Trotta – non rappresenterebbe soltanto una risposta alla piaga degli incendi, ma anche una concreta occasione di sviluppo occupazionale. Rafforzare il comparto forestale significa creare nuove opportunità di lavoro qualificato e offrire a tanti giovani calabresi una prospettiva nella propria terra, anziché costringerli a cercare altrove il proprio futuro. Eventi come il Vinitaly – conclude – celebrano il territorio, ma il territorio va tutelato e protetto”.
UILA Calabria: “Servono prevenzione, personale e scelte immediate”
Il Segretario generale della UILA Calabria Pasquale Barbalaco commenta la situazione drammatica che sta vivendo la Calabria sul fronte degli incendi:
“La Calabria sta vivendo giorni drammatici. Centinaia di incendi stanno devastando boschi, aree naturali e un patrimonio ambientale che appartiene a tutti i calabresi. Con ogni ettaro che brucia perdiamo biodiversità, sicurezza del territorio, economia, qualità della vita e una parte del futuro delle nuove generazioni. Dietro molti di questi roghi c’è una mano dolosa: quella di delinquenti senza scrupoli che continuano a colpire il territorio con una violenza inaccettabile. Chi appicca un incendio non distrugge soltanto alberi. Distrugge l’ambiente in cui vivono i propri figli, mette a rischio vite umane, impoverisce la Calabria e compromette il futuro della nostra comunità. La repressione è indispensabile e i controlli devono essere ulteriormente intensificati – dice il Segretario della UILA Calabria – Ma sarebbe un errore pensare che basti. Occorre avviare un vero percorso culturale che faccia comprendere la gravità di questi gesti e costruisca una nuova coscienza civica e ambientale. Solo così sarà possibile contrastare un fenomeno che ogni estate si ripresenta con una forza devastante. In queste ore il nostro ringraziamento va agli operai di Calabria Verde, ai Vigili del Fuoco, ai Carabinieri Forestali, alla Protezione Civile e ai tantissimi volontari che, con professionalità, sacrificio e straordinario senso del dovere, stanno affrontando un’emergenza senza sosta per difendere il patrimonio boschivo della Calabria. A loro va la riconoscenza di tutta la comunità calabrese. Tuttavia non possiamo limitarci ai ringraziamenti. È necessario affrontare con coraggio le criticità strutturali che come UILA Calabria denunciamo da tempo”.
Il piano antincendio e la prevenzione
“Nell’ultimo incontro con Calabria Verde abbiamo ribadito con forza che il piano antincendio non può essere predisposto a ridosso dell’estate – ha ricordato Pasquale Barbalaco – La prevenzione si costruisce mesi prima, attraverso programmazione, organizzazione, manutenzione del territorio e una puntuale pianificazione delle risorse umane e dei mezzi. Abbiamo inoltre evidenziato come i circa 500 operai idonei destinati al servizio antincendio siano del tutto insufficienti rispetto all’estensione del patrimonio boschivo calabrese. È un dato che impone una riflessione seria e interventi immediati. L’operaio idraulico-forestale rappresenta un presidio permanente di tutela ambientale, di prevenzione del dissesto idrogeologico e di difesa del territorio. Oggi, di fronte agli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici, questa figura è ancora più strategica e non può essere sottodimensionata”.
Organico, ricambio generazionale e investimenti
“Per questo come UILA Calabria – ha concluso il Segretario Generale del Sindacato calabrese – chiediamo che Calabria Verde proceda rapidamente ad allineare l’organico a quanto già previsto nel Piano Triennale del Fabbisogno del Personale e che si avvii finalmente un concreto percorso di ricambio generazionale. Non è più una scelta rinviabile, ma una necessità per garantire continuità operativa, competenze e sicurezza. Ogni estate assistiamo allo stesso drammatico copione: migliaia di ettari in fumo, uomini impegnati fino allo stremo e territori devastati. È il momento di interrompere questa logica emergenziale e di investire seriamente nella prevenzione, nella valorizzazione del lavoro forestale e nel rafforzamento del sistema antincendio. La Calabria non può continuare a rincorrere le emergenze. Deve prevenirle. E per farlo servono programmazione, investimenti e personale. Il tempo delle analisi è finito: è il momento delle decisioni”.
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