Cimitero dei migranti, Morrone ai reggini: ‘Guardiamo al bello e lavoriamo insieme’
L'appello del Vescovo a tutta la comunità reggina: "Non demandiamo a nessuno il nostro futuro. Dobbiamo essere protagonisti attivi nel nostro quotidiano"
11 Giugno 2022 - 11:00 | di Redazione

“Qui appare il “bello” che risiede nel cuore di ogni uomo e di ogni donna”.
Sono le parole di Monsignor Morrone che, nella mattinata di ieri, ha presenziato alla sobria cerimonia di consegne delle tombe dei poveri e dei migranti realizzate nel cimitero di Armo grazie alle donazioni dell’8×1000 alla Chiesa Cattolica di Reggio Calabria.
Cimitero dei migranti a Reggio Calabria: le parole del Vescovo Morrone

Un atto di civiltà, un gesto di bellezza che, secondo il Vescovo dell’arcidiocesi Reggio-Bova, nasce “dalle singole persone che, unendosi, sono in grado di rispondere ad un’emergenza”. Poco importa se l’emergenza in questione è passata, e risale al 2016, come ricordato anche dal sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà.
“L’iniziativa di oggi può rappresentare un faro di speranza per noi e tutti i calabresi. Non c’è un singolo attore protagonista di questo progetto, la Chiesa certamente, ma anche la politica. E, come detto anche durante la cerimonia, unire le forze fa si che, in questa terra, si viva meglio”.
L’invito di Monsignor Morrone a tutti i reggini è anche quello di guardare al bello delle cose e non sempre a ciò che non va:
“Perché non mettiamo sotto i riflettori le tante piccole bellezze di cui sono costellate le nostre vite? C’è tanta gente che lavora ogni giorno affinché tutto possa procedere nel migliore dei modi. Mettiamo in evidenza il bello, è questo che ci fa andare avanti. Non demandiamo a nessuno il nostro futuro, ciascuno ha il suo compito ovviamente, ma dobbiamo essere protagonisti attivi nel nostro quotidiano, altrimenti non ne usciamo fuori”.
Sul cimitero dei migranti di Armo, il Vescovo ha concluso:
“È un segnale forte di quanto sia necessario essere i protagonisti della nostra storia. Noi dobbiamo esserci, non pieghiamo la testa, ragioniamo. Abbiamo un cuore, un’intelligenza, usiamoli per fare del bene e facciamolo insieme. Se ognuno fa solamente il suo piccolo interesse siamo “spappolati”, uniti, invece, possiamo affrontare tutto, anche le salite più difficoltose”.
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