Comunali Reggio, la Lega vicina all'ufficializzazione di Antonino Minicuci

L'ex direttore generale del Comune di Genova in netto vantaggio su Angela Marcianò, altra ipotesi circolata per settimane. Forza Italia e Fratelli d'Italia si sono defilati...

Alla fine Matteo Salvini ha piazzato la sua bandierina in riva allo Stretto. Come il centrodestra sia arrivato a questa determinazione ancora non è chiarissimo, ma la Lega ha intenzione di giocarsi a pieno tutte le sue carte per provare a conquistare Palazzo San Giorgio.

D’altra parte che la partita, fino a ieri, fosse nelle mani di Forza Italia lo aveva confermato lo stesso Francesco Cannizzaro che in più occasioni aveva dispensato tranquillità e ottimismo alla coalizione, mentre in tanti chiedevano una accelerazione. Il destino, invece, si è compiuto a Roma, al termine del summit tra i leader nazionali di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega, impegnati a dirimere la questione candidati per le regionali di Puglia e Campania.

Al tavolo nazionale insomma, di fronte alle mancate rivendicazioni di FI e FdI, la patata bollente è passata alla Lega che ha già in mente i nomi di almeno due candidati, su cui ha lavorato in maniera costante il coordinatore cittadino Emiliano Imbalzano che però non si è mai sbilanciato sulle reali volontà del Carroccio di prendere la coalizione sulle spalle indicando il candidato a sindaco.

Oggi però si sa di più, perché ci sarebbe in atto un ballottaggio tra Antonino Minicuci e Angela Marcianò. Anche se il primo è in netto vantaggio. Anzi, fonti accreditate lo darebbero già per ufficiale. D’altra parte, Antonino Minicuci è una vecchia conoscenza del territorio reggino. Per anni è stato dirigente della Provincia di Reggio Calabria, negli anni della presidenza targata Giuseppe Raffa, traghettando l’Ente nella trasformazione in Città metropolitana. La sua esperienza in riva allo Stretto si è interrotta proprio in concomitanza con la nascita del nuovo ente e l’elezione di Giuseppe Falcomatà a sindaco Metropolitano. Minicuci dall’ottobre del 2018 al marzo del 2020 ha ricoperto il ruolo di Direttore Generale del Comune di Genova, ed ora è tecnicamente in pensione anche se offre ancora la propria opera al territorio ligure. È stato quindi tra i protagonisti della rinascita del Ponte che ricollegherà Genova, e da oggi avrà il compito di tenere salda una coalizione che fino all’altro giorno si diceva compatta e vincente. Il suo nome sarebbe stato caldeggiato anche dalla dirigenza del nord Italia della Lega, che avrebbe visto in quello di Minicuci il profilo giusto per le comunali di Reggio.

Tuttavia alcune riflessioni nascono spontanee. Anche perché non sembra che Forza Italia e Fratelli d’Italia abbiano fatto il diavolo a quattro per rivendicare la scelta del nome del candidato a sindaco. I fatti sembrerebbero suggerire che, da una parte, gli azzurri non abbiano creduto alla candidatura di Eduardo Lamberti Castronuovo, dato tra i papabili fino all’ultimo fine settimana, e dall'altra, Fratelli d’Italia non abbia voluto, dopo le vicende giudiziarie post regionali, far valere la forza dei numeri che lo vogliono primo partito in città, sostanzialmente sacrificando Massimo Ripepi che, ultimamente, era tornato con prepotenza a fare campagna elettorale sul territorio.

Quali le ragioni del disimpegno ancora non è chiaro. Ma alcuni ambienti di centrodestra fanno fatica ad allontanare i fantasmi del 2014. Quelli cioè che avevano bollato la corsa dell’allora candidato Lucio Dattola, sempre contro Falcomatà, come una partita a perdere.

Dunque, adesso, il compito della Lega, e del candidato, che da qui a brevissimo il Carroccio e quindi la coalizione dovrà ufficializzare, sarà quello di tenere unito un fronte che sembra essersi indebolito, almeno dal punto di vista della coesione, in questi primi mesi di legislatura regionale che hanno fatto registrare mal di pancia e brutte figure a Palazzo Campanella.

Il passo successivo, e non meno complicato, sarà quello di dare un’anima, e quindi un programma, alla coalizione che, non dimentichiamolo, dovrà allestire delle liste competitive e inattaccabili se ha intenzione di impensierire Giuseppe Falcomatà.

C’è anche da pensare che questa situazione potrebbe in qualche modo aiutare gli sforzi dei candidati civici alla corsa a Palazzo San Giorgio. Potrebbero ritornare in auge, tra gli scontenti, le ipotesi che nei mesi scorsi avevano fatto discutere dentro e fuori dai partiti tradizionali. Questa nuova situazione potrebbe insomma cambiare le carte in tavola…