Assist del Cdx, il Csx gioca con i documenti, il sindaco vince: è ancora Highlander Falcomatà
(CIRCO)scrizioni in Consiglio Comunale. Degno finale di una legislatura dal livello bassissimo: la politica reggina si interroghi in vista del futuro...
29 Novembre 2025 - 14:18 | di Pasquale Romano

Era giusto così. Giuseppe Falcomatà tra qualche giorno decadrà ufficialmente da sindaco, chiudendo un percorso durato oltre 11 anni. Lo farà rimanendo in sella, con una maggioranza in piedi seppure in frantumi, lo farà sopravvivendo a sè stesso: degno e coerente epilogo di un sindaco Highlander, che sembra quasi farsi beffe degli equilibri politici e delle frizioni interne alla maggioranza che hanno accompagnato come un cane fedele la sua lunga era a Palazzo San Giorgio.
Il delicatissimo consiglio comunale sull’assestamento di bilancio si conclude senza i temuti scossoni: decisivo l’assist del centrodestra, che ha abbandonato l’aula dopo i preliminari e dopo che il capogruppo di Forza Italia Federico Milia aveva annunciato di aver presentato un ordine del giorno sulla modifica dello Statuto per l’istituzione delle nuove Circoscrizioni chiedendo che venisse inserito all’odg della seduta.
La maggioranza è così tornata ad avere numeri (che non aveva) per approvare le variazioni al bilancio di previsione, anche questa volta brividi e rischi superati in zona cesarini per l’amministrazione Falcomatà.
Non si tratta, ovviamente, di casualità. Il centrodestra ha ottenuto l’agognata accelerata sulle circoscrizioni (con la modifica allo statuto che sarà oggetto della prossima seduta consiliare) la maggioranza fedele a Falcomatà salva la faccia, il sindaco ne esce anche questa volta vincitore.
Il centrosinistra reggino, preda della ‘documentite’, si preoccupa delle nuvole mentre sulla terra il mondo scorre. Si perdono le note, i comunicati e le prese di posizione, un perpetuo deja-vù buono soltanto a mantenere lo status quo. Dal coraggio dello scorso consiglio comunale mostrato da Pd e Rinascita Comune (duro comunicato, minaccia di dimissioni, uscita dall’aula) al mancato coraggio dei 10 giorni successivi: parole, parole, parole, soltanto parole direbbe Mina. Serviva dare seguito, con i fatti, alle minacce di dimissioni rivolte al sindaco Falcomatà ormai due settimane fa. O, in alternativa, lasciare perdere documenti, minacce ed uscite ad effetto.
A questo punto, il primo ‘documento’ e tutte le successive prese di posizione, si sono rivelati solo un boomerang, merce di scambio per poltrone e postazioni. Consigliabile a adesso un ritorno all’ovile, concordando con tutte le forze di maggioranza chi dovrà traghettare il Comune alle prossime elezioni, ponendo fine ad un teatrino che sta svilendo ancora una volta la politica reggina. Sembra essere l’unica exit strategy: chi vuole davvero ancora credere allo scioglimento anticipato dell’amministrazione comunale?
‘Asilo Battaglia’, il consiglio comunale è un circo (anche sul bilancio): scrivevamo così il 20 aprile del 2022, titolo che si può ricopiare identico a 3 anni e mezzo di distanza. Degno finale di una legislatura dal livello bassissimo, dove si è costantemente scavato alla ricerca di un baratro, finendo negli abissi della dignità politica.
I cittadini talvolta difettano della memoria, rischiando di credere facilmente a promesse e slogan da campagna elettorale. In vista delle elezioni 2026 però, sarà complicato estirpare dai ricordi 11 anni e oltre di amministrazione Falcomatà, 11 anni di consigli comunali troppo spesso circensi.
La politica reggina (a partire da un Pd ostaggio delle sue molteplici personalità) si interroghi in vista del futuro…
