Il Coordinamento Donne chiede di intitolare una via a Rita Maglio
06 Marzo 2017 - 17:32 | di Vincenzo Comi

In occasione della ricorrenza dell’8 marzo,il Coordinamento Donne Reggio-Locri del Sindacato Pensionati italiani SPI CGIL ricorda ancora una volta all’opinione pubblica la figura di una nostra concittadina, Rita Maglio,che ha testimoniato con il suo impegno,la sua acuta intelligenza e la sua profonda dedizione al sociale un pezzo di storia della nostra città e della nostra Calabria.
Rita Maglio(1899-1994),insegnante,appena diciottenne si interessò ai bisogni degli strati sociali più umili e poveri della città di Reggio Calabria. Lottò contro le ingiustizie sociali e notevole fu il suo impegno antifascista e il suo lavoro nella Resistenza. Per anni ,nella sua, casa affluirono giovani desiderosi di combattere contro il fascismo:da Rosario Villari a Enzo Caridi, passando per Enzo Misefari.
Nel settembre del ’43 con altri militanti si adoperò per la nascita del partito comunista e da quel momento la sua attività e la sua azione, sempre sulla frontiera dei più deboli e bisognosi, si dispiegò per quarant’anni. Si dedicò ,poi, all’assistenza dei reduci di guerra e sul terreno dei diritti della donna contribuendo a fondare l’Unione Donne Italiane.
Rita Maglio, nata e vissuta in un secolo in cui gli schemi patriarcali volevano la donna relegata in casa, sottomessa alla volontà dell’uomo,esclusa dalla sfera politica ,sociale e culturale , ha espresso in tutta la sua vita lo storico bisogno di emancipazione e di liberazione della donna, conclamato, peraltro, nelle battaglie condotte anche nel Consiglio Comunale di Reggio Calabria una volta eletta consigliere comunale nel 1956.
Il Coordinamento Donne dello Spi Cgil rivolge, oggi, un pressante invito al Sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà ,nonché ai componenti della Commissione toponomastica, affinchè accolgano la richiesta di intitolare una delle vie cittadine a Rita Maglio, simbolo dell’antifascismo e della lotta per l’affermazione del diritto all’istruzione e a un lavoro dignitoso senza discriminazione di genere, perché resti viva in questa e nelle future generazioni la memoria di una valente concittadina e vivida la sua testimonianza di vita.
