Medicina a Reggio, la promessa di Cannizzaro: ‘Realizzeremo il corso di laurea’
Il candidato sindaco del cdx riporta al centro uno dei dossier più sentiti in città e lo lega alla necessità di trattenere i ragazzi sul territorio: "Serve una straordinaria governance che crei le condizioni per consentire ai giovani di restare"
03 Aprile 2026 - 09:42 | di Eva Curatola

La promessa arriva netta, scandita davanti alla città e destinata a pesare nel dibattito elettorale: il corso di laurea in Medicina a Reggio Calabria si farà.
Nel corso della conferenza stampa di presentazione alla città, Francesco Cannizzaro ha voluto accendere i riflettori anche su uno dei temi più sentiti da anni nel territorio, quello del corso di laurea in Medicina, indicato come snodo decisivo per trattenere i giovani e rafforzare il sistema universitario cittadino.
Il candidato sindaco del centrodestra ne ha parlato come di un obiettivo concreto, non più confinato tra le ipotesi o tra i desideri rimasti irrealizzati. Un progetto che a Reggio, per lungo tempo, è sembrato poco più di un sogno chiuso in un cassetto, ma che negli ultimi anni ha iniziato ad assumere contorni più definiti grazie a tavoli interistituzionali, interlocuzioni politiche e a un lavoro che ha visto coinvolti più livelli istituzionali. In città, il cambio di passo era arrivato prima con la proposta avanzata dal consigliere comunale Giovanni Latella, poi con l’interesse mostrato dalla Regione Calabria, in particolare attraverso l’allora vicepresidente Giusi Princi.
Ed è proprio in questa cornice che Cannizzaro ha inserito il suo annuncio, scegliendo di legarlo ad una visione più ampia della città e del suo futuro.
“Lo faremo, scrivetelo, realizzeremo il corso di laurea in Medicina per i giovani”, ha dichiarato, rivendicando il lavoro portato avanti insieme alla Regione e al presidente Roberto Occhiuto. Un passaggio pronunciato con tono perentorio, quasi a voler trasformare un tema spesso evocato in una promessa politica precisa.
Per Cannizzaro, la nascita del corso di laurea in Medicina non rappresenta soltanto un tassello accademico in più, ma un’occasione concreta per offrire ai ragazzi di Reggio e del territorio una ragione in più per restare. Il senso del discorso è tutto qui: costruire in città quelle condizioni che troppo spesso sono mancate e che hanno spinto generazioni di giovani a partire verso altri atenei, soprattutto del nord Italia o della Capitale.
Prima dell’annuncio, il deputato ha scelto di spiegare il valore di questo progetto attraverso un racconto personale. Al centro della sua riflessione c’è la storia della nipote, orientata a trasferirsi a Roma per proseguire gli studi, ma poi convinta a restare a Reggio. Un episodio privato che Cannizzaro ha trasformato in chiave pubblica, facendone il simbolo di una città che, a suo dire, deve smettere di perdere i propri giovani.
Nel suo intervento, il candidato sindaco ha descritto il legame con Reggio come qualcosa che va oltre la semplice appartenenza geografica. Ha raccontato il disagio che prova ogni volta che parte per Roma per l’attività parlamentare, contrapponendo la frenesia della capitale alla dimensione umana e identitaria della sua città. Un passaggio fortemente emotivo, usato per spiegare perché, a suo dire, vivere e studiare lontano da Reggio significhi spesso rinunciare a molto di più di una semplice comodità.
“Non è tutto oro quello che lucida”, ha detto. Poi ha spiegato che ogni volta che prende l’aereo per Roma avverte “una sorta di magone”, perché lascia la sua città, sia pure per pochi giorni. E ha insistito su una differenza che per lui non è solo paesaggistica, ma esistenziale: “Non è bello che ti svegli la mattina a Roma, apri la finestra e non vedi il mare”. Da lì, il racconto si allarga al traffico, al nervosismo, alla corsa continua di una grande metropoli, lontana dal tessuto umano e dalle relazioni che caratterizzano Reggio.
Cannizzaro ha spiegato di aver trasferito queste sensazioni proprio alla nipote, cercando di convincerla a non partire. Le ha detto che, se la città non fosse stata in grado di offrire un’università valida, sarebbe stato lui il primo ad aiutarla a fare esperienze fuori. Ma le ha anche confidato che scegliere di andare via, spesso, significa ritrovarsi immersi in una realtà lontana dal proprio modo di vivere, dal proprio carattere, dalla propria rete di affetti.
Nel suo discorso, il candidato del centrodestra ha insistito soprattutto su questo aspetto: il distacco da Reggio non è solo logistico o accademico, ma umano. Ha parlato del “profumo” della città, del mare, della generosità delle persone, di quella rete di prossimità che nei momenti di difficoltà fa la differenza. Ha usato immagini semplici, quotidiane, per rendere il concetto ancora più diretto: il vicino da chiamare in piena notte, l’amico che accorre subito, il contesto familiare che in una grande città improvvisamente scompare.
Da quel confronto, racconta, è arrivata poi la scelta di restare. Una decisione comunicata con un messaggio ricevuto la mattina successiva: la nipote avrebbe rinunciato al trasferimento, decidendo di proseguire il proprio percorso a Reggio. Un episodio che Cannizzaro ha voluto condividere per rafforzare l’idea di fondo del suo ragionamento: i giovani possono rimanere, ma la politica ha il dovere di creare le condizioni perché farlo non significhi rinunciare ad ambizione, qualità e opportunità.
È su questo piano che il candidato ha riportato il discorso dalla sfera personale a quella politica.
Reggio, nella sua visione, deve diventare una città capace di trattenere e richiamare i ragazzi che oggi scelgono di trasferirsi altrove. E per farlo, ha detto, serve una “straordinaria governance” in grado di trasformarla in un punto di riferimento anche sul piano universitario.
In questa prospettiva, Cannizzaro ha richiamato anche altri tasselli già annunciati, come il campus universitario e il potenziamento dell’Università Mediterranea. Ma il passaggio più forte resta quello sul corso di laurea in Medicina, presentato come parte di una strategia più ampia per cambiare il volto della città e offrire nuove prospettive alle nuove generazioni.
Il messaggio politico, al netto del racconto personale, è chiaro: il centrodestra prova a intestarsi uno dei dossier più simbolici per il futuro di Reggio Calabria. E Cannizzaro lo fa scegliendo una linea precisa, quella di legare il progetto del corso di laurea in Medicina non solo alla formazione, ma ad una battaglia più ampia contro lo spopolamento giovanile e contro l’idea che per costruirsi un futuro sia necessario andare via.
In una campagna elettorale sempre più centrata sulla visione di città, il tema dell’università e della formazione rischia così di diventare uno dei terreni più sensibili del confronto. E l’annuncio lanciato da Cannizzaro, con quel “scrivetelo” rivolto quasi a scolpire un impegno pubblico, è destinato a riaccendere aspettative, pressioni e inevitabili domande su tempi, passaggi e concretezza del percorso.
