In attesa dell’Angelo, Don Cannizzaro: ‘Segno di incuria e abbandono. E’ una vergogna”
Il racconto di Don Nuccio: "I turisti mi chiedono 'e la statua?'. Mi sono vergognato. Adesso aspetto una risposta'
13 Giugno 2024 - 12:44 | di Redazione

“Avevo scritto nel 2019 al Sindaco Giuseppe Falcomatà per chiedere la restituzione nel sito storico della statua, dopo che era stata sradicata per il restauro. Il sindaco aveva concesso per quanto concerne l’autorità comunale il nulla osta perché tornasse nel suo sito storico: a tutt’oggi questo non è avvenuto. Ma io non saprei motivi, non capisco: certe volte Reggio è una città vischiosa, non si capisce mai di chi è la responsabilità”.
Sono passati più di cinque anni dal prelievo della statua (Angelo tutelare) dal cortile della chiesa di San Giorgio al Corso di Reggio Calabria per consentire il restauro dell’opera storica. Il parroco Don Nuccio Cannizzaro della chiesa di San Giorgio al Corso, Tempio della Vittoria, Chiesa degli Artisti, denuncia oggi, attraverso i nostri microfoni, la mancata riconsegna della statua.
“Si fanno danni, ma poi questi danni non hanno mai una paternità. Stamattina c’erano una cinquantina di turisti che, grazie a Dio, con questi voli stanno arrivando. E qualcuno che aveva una guida mi chiedeva: ma la statua? E io ho detto: andate al Comune. Sono andati al Comune, hanno visto che quella statua era nascosta dietro un paravento. Io mi sono vergognato, ho scritto subito una lettera al Comune e alla Sovrintendenza chiedendo veramente conto di che cosa si vuole fare di questa statua e anche di quel cippo che è rimasto lì in bella mostra, anzi in pessima mostra. Che dà il segno di incuria, di abbandono di questa città che è veramente una vergogna. La gente che passa vede quella porcheria che non si capisce che cosa è. Ora io mi chiedo, chiedo all’amministrazione comunale e alla Sovrintendenza, di chi è la responsabilità di questo scempio? E quando si mette mano a porre fine a questa vergogna? Ho scritto una lettera. Aspetto una risposta”.
Don Nuccio Cannizzaro ha inviato una lettera all’amministrazione e alla Soprintendenza in cui si chiedono informazioni rispetto al ricollocamento della statua. Don Nuccio parla poi dell’importanza di San Giorgio.
“Abbiamo pensato insieme con i miei collaboratori, con la comunità, che questa è l’unica città al mondo che non festeggia il suo santo patrono. È incredibile. E tuttavia questo santo patrono è uno dei più antichi. Ma nessuno sa che San Giorgio alla fine è il patrono della città. Allora abbiamo voluto fare qualche cosa di visibile, perché è inutile che ci nascondiamo: oggi c’è una corrente nella Chiesa che è contro le processioni, perché sono cose superate. Ma se pensiamo che antropologicamente i riti, i culti o le processioni sono state sempre per certi versi il substrato della spiritualità di un popolo. Che cosa si fa se si nega una processione? Che cosa si sostituisce? Stiamo azzerando lentamente tutto della fede cattolica, non ci rimarrà più niente fra qualche anno. Noi dobbiamo rifare le processioni, farle bene. Evangelizzare la pietà popolare, come ci dicono i testi della Chiesa, e riproporre questa forma di spiritualità. Le processioni sono una oggettualità di un mistero che noi celebriamo. Ma la gente ha bisogno di vedere, di toccare, perché la corporeità non si può negare. E questo è un grande errore di alcuni cosiddetti teologi che non capiscono nulla di antropologia teologica. Noi ci batteremo sempre per portare avanti la nostra idea e per dare alla città di Reggio una nuova prospettiva, anche di riaggregazione religiosa”.
