Dialisi a Reggio, lettera aperta all’Asp: “L’emergenza è oggi. Disperazione pari alla forza”
La figlia di una paziente dializzata scrive alla direttrice generale dell’Asp chiedendo una soluzione immediata: 'Turni notturni massacranti'
02 Novembre 2026 - 17:22 | di Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la lettera indirizzata a Maddalena Berardi ,Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale (ASP) di Reggio Calabria.
“Cara Dott.ssa Berardi,
spero che questa mia richiesta di aiuto possa raggiungerLa e, soprattutto, trovare ascolto.
Sono una figlia, una figlia la cui madre è tra i pazienti dializzati di cui tanto si parla in questi giorni. Conosco, almeno in parte, la posizione complessa e difficile nella quale Lei si trova rispetto a una vicenda che coinvolge persone che da tempo chiedono, con forza e disperazione, soltanto di poter vivere la propria malattia con quella dignità che spetta a ogni essere umano.
Siamo, di fatto, di fronte a una situazione di emergenza del tutto particolare, che non può essere affrontata lasciando che il tempo continui a scorrere senza risposte concrete.
«Affrontare la dialisi nelle ore notturne è estenuante»
La prego di comprendere che, con il passare dei giorni, la situazione diventa sempre più pesante. Affrontare la dialisi nelle ore notturne è estenuante, non soltanto per i pazienti, ma anche per il personale del GOM che, con grande disponibilità e sensibilità, si è fatto carico di questa difficile situazione. Chi non vive quotidianamente accanto a queste persone non può comprendere fino in fondo quali sacrifici comporti tutto questo per chi è malato e per chi gli sta accanto.
Vorrei, a tal proposito, rivolgere un ringraziamento sincero anche ai pazienti cronici del GOM, che hanno dimostrato una sensibilità davvero fuori dal comune, arrivando a offrirsi di coprire alcuni turni notturni pur di venire incontro alle esigenze dei nuovi pazienti. Un gesto di solidarietà che merita rispetto e riconoscenza e che dimostra quanto, anche nelle situazioni più difficili, le persone sappiano farsi carico della sofferenza degli altri.
«Il rientro a casa nel cuore della notte diventa ogni giorno più faticoso»
Adesso, però, comincia a farsi sentire anche il freddo e il rientro a casa nel cuore della notte diventa ogni giorno più faticoso. Pensiamo agli anziani, alle persone più fragili, a chi esce da ore di trattamento e deve affrontare il viaggio di ritorno quando tutti gli altri riposano. Pensiamo alle famiglie che attendono, accompagnano, assistono e condividono questa fatica, spesso in silenzio.
Cara Dott.ssa Berardi, mi auguro davvero che Lei non vanifichi gli sforzi di chi, ogni giorno, sta cercando semplicemente di andare avanti e di sopravvivere alla malattia. Mi auguro che riesca a vedere la straordinaria catena di solidarietà che si è creata intorno a questi pazienti e che comprenda il peso della responsabilità che grava sulle istituzioni: non soltanto nei confronti dei 34 pazienti dializzati e delle loro famiglie, ma anche del personale sanitario che li assiste e che sta facendo tutto il possibile per garantire loro le cure.
La richiesta: «Perché non prendere in considerazione il Centro Dialisi San Giorgio?»
E allora mi domando, ancora una volta: mentre si attende che prendano forma le soluzioni strutturali da Lei prospettate, perché non valutare concretamente una soluzione immediata? Il nostro Presidente della Regione, con l’ultimo decreto, Le ha indicato chiaramente parametri e possibilità entro cui potersi muovere. Perché, dunque, non prendere in considerazione il Centro Dialisi San Giorgio, una struttura già esistente e pronta ad accogliere i pazienti, consentendo loro di uscire da questa condizione di disagio?
Non si tratta di contrapporre strutture o istituzioni, né di alimentare polemiche. Si tratta di mettere al centro le persone, i loro bisogni e il loro diritto a ricevere cure in condizioni compatibili con la propria dignità e con la propria fragilità.
«Le soluzioni definitive potranno richiedere tempo, ma l’emergenza è oggi»
Le soluzioni definitive potranno richiedere tempo, ma l’emergenza è oggi. E oggi occorre fare tutto ciò che è concretamente possibile per alleviare la sofferenza di questi pazienti.
La ringrazio fin da ora se vorrà contribuire a individuare e garantire un’alternativa immediata. Non Le chiediamo un gesto di favore, ma un atto di attenzione, responsabilità e umanità verso persone che stanno già affrontando una battaglia difficile e che non dovrebbero essere costrette a combatterne un’altra per poter ricevere le cure di cui hanno bisogno.
Con fiducia, ma anche con la speranza che questa richiesta non resti inascoltata“.
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