Dramma a Oliveto, i consiglieri Caridi e De Biasi incontrano la famiglia Putortì: “Siano disposti i domiciliari”
"Francesco non voleva uccidere, ha vissuto il dramma di momenti concitati e che ci colgono del tutto impreparati", affermano i 2 consiglieri della Lega
04 Giugno 2024 - 16:59 | di Redazione

Dramma a Oliveto, organizzata una manifestazione silenziosa per martedì 4 giugno alle ore 21.00 in Piazza Cilea in segno di solidarietà e vicinanza alla famiglia di Francesco Putortì. L’evento si svolgerà in forma di fiaccolata e intende sostenere e aiutare la famiglia Putortì dopo il dramma di lunedì 27 maggio.
L’hashtag della manifestazione è #ladifesaèsemprelegittima, un richiamo all’importanza di proteggere e difendere la propria casa, i beni e i propri familiari.
Centinaia le persone che in questi giorni difendono il macellaio Francesco Putortì, finito in cella per aver accoltellato nella sua abitazione due malviventi in trasferta da Catania, desiderosi di prelevare soldi, gioielli e armi dalla casa di un padre di famiglia, descritto dai vicini come un ‘uomo casa e chiesa’. Nella fuga uno dei ladri, accoltellato dal macellaio reggino, non ce l’ha fatta.
E Putortì da lunedì 27 maggio si trova per questo in carcere. Da allora una pioggia di solidarietà ha animato il dibattito in città anche se la quasi totalità delle persone sostiene Francesco Putortì, al momento in carcere.
I consiglieri comunali Nino Caridi e Giuseppe De Biasi nei giorni scorsi hanno incontrato la famiglia del signor Putortì.
“Abbiamo visto negli occhi dei famigliari tanta amarezza e disperazione. Il signor Putortì è una brava persona, incensurata, conosciuta da tutti come un individuo dai spiccati valori umani e professionali. Quanto accaduto è un tragico avvenimento nato dall’intrusione in un appartamento.
Impossibile sapere come comportarsi in determinati contesti se non si vive in prima persona un’esperienza di questo tipo, tra le peggiori possibili che possano capitarci”.
I consiglieri comunali di opposizione, condividendo lo spirito della fiaccolata organizzata per la serata di oggi, rivolgono un appello agli organi competenti.
“Francesco non voleva uccidere, ha vissuto il dramma di momenti concitati e che ci colgono del tutto impreparati. Da cittadini ancora prima che da amministratori, il nostro rispetto per la magistratura e le decisioni che vengono assunte è totale.
L’auspicio è che al più presto possano essere concessi almeno i domiciliari nei confronti di un padre di famiglia, un onesto lavoratore, che si è ritrovato in un qualcosa più grande di lui. Impossibile, se non si vive in prima persona, empatizzare rispetto ai sentimenti di paura e rabbia che un individuo vive quando la sua intimità familiare e la sua dignità personale vengono violati.
Ci facciamo portavoce del dolore e della speranza dei famigliari del signor Putortì incontrati in questi giorni –concludono Caridi e De Biasi- e che stanno soffrendo quanto Francesco, rinchiuso in carcere ormai da più di una settimana”.
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