Duisburg il film, Rai minacciata per non girare in Calabria? Davi: "Solo scuse"

"Il fatto che poi abbiano scelto la Puglia per girare il film è grottesco. Con tutti i posti che ci sono in Calabria". Le dichiarazioni di Klaus Davi sulla fiction "Duisburg"

Si intitola "Duisburg-Linea di sangue" il nuovo film che Raiuno propone in prima serata mercoledì 22 maggio, nell'ambito della 'Settimana della Legalità'. Il film racconta le vicende che hanno portato all'arresto dei responsabili della strage compiuta nella cittadina tedesca che gli dà il titolo la sera di Ferragosto del 2007.

La notizia che il film sia stato giraro in Puglia anzichè in Calabria ha creato non poco scalpore, ma a chiarire la situazione sono proprio i produttori del coraggioso film.

«Ci sono arrivati segnali e anche lettere minatorie che sarebbe stato meglio non girare lì» ammette la produttrice Laurentina Guidotti che ha dirottato le riprese a Rodi Garganico e a Peschici, in Puglia.

Una circostanza che rischia di apparire paradossale: un film che racconta la vittoria dello Stato sulla 'ndrangheta ma che non si può girare nei luoghi della 'ndrangheta perché questa non vuole.

Il direttore di Rai Fiction Tinni Andreatta spiega:

«La guerra contro la 'ndrangheta è fatta di battaglie. Quella della strage di Duisburg è una delle grandi vittorie dello Stato e per la Rai in quanto servizio pubblico è fondamentale tenere vivo il ricordo delle battaglie che sono state combattute e vinte. Poi, però, c'è la responsabilità di mettere in sicurezza le troupe. E, comunque, in Calabria abbiamo girato 'Liberi di scegliere' che è andata in onda poco tempo fa. In Calabria ci sono anche tante persone perbene».

Klaus Davi, commenta le dichiarazioni di Laurentina Guidotti, produttrice della fiction Rai «Duisburg - Linea di sangue», atto finale di una faida iniziata nella Locride, proprio a San Luca, comune aspromontano nel quale Davi è candidato sindaco.

«Mi dispiace per le minacce ricevute dalla troupe della fiction dedicata alla strage di Duisburg. Se avessero letto qualche libro, però, saprebbero benissimo che la 'Ndrangheta non minaccia, ma agisce. Inoltre una forza criminale capace di organizzare una strage in Germania non avrebbe avuto problemi a colpire nel Gargano.

Chiunque affronta temi caldi, non solo quelli di mafia, ma anche per esempio dossier economici e politici scottanti, riceve lettere di qualsiasi tipo. Il fatto che poi abbiano scelto la Puglia per girare il film è grottesco. Con tutti i posti che ci sono in Calabria! Sono i soliti radical chic che parlano per sentito dire, dicono di voler aiutare una terra e poi alla prima difficoltà se la danno a gambe! Spero almeno che queste minacce siano state denunciate, così che le indagini possano fare il loro corso. Peccato perché il prodotto  Rai si preannuncia di alto livello, su questo non ci sono dubbi».

«Scendo al Sud per lavoro da 4 anni e ho ricevuto lettere di ogni tipo. Sono stato a casa dei De Stefano, dei Mancuso, dei Piromalli e di tanti altri e non sempre ho ricevuto carezze. A un certo punto mi sono stancato di denunciare le lettere che ricevevo. Studiando e leggendo i libri di Nicola Gratteri ho capito che sono sempre i soliti quattro ‘storti’ a scriverle e che se la ‘Ndrangheta volesse colpire lo farebbe senza annunci».

Il giornalista italosvizzero poi conclude:

«Hanno comunque girato una fiction su Duisburg ed è un passo importante, va dato atto alla Rai di questo. D’altra parte, però, è tipico di una certa ‘gauche’ affrontare certi temi con superficialità. Basti pensare che il loro idolo, tale Nicola Zingaretti, fratello del noto attore, qui non si è mai presentato… Un vero cuor di leone!».

Fonte: Gazzettadelsud

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