Elezioni comunali, Reggio Calabria al voto per scegliere il dopo Falcomatà: la data possibile

La situazione interna al cdx e il csx, i 3 candidati a sindaco già ufficiali e i prossimi step: a Reggio sarà un 2026 infuocato,...

Palazzo San Giorgio Comune Reggio Calabria

Nel 2026 torna l’appuntamento con le elezioni amministrative in Italia. La tornata coinvolge centinaia di comuni chiamati a eleggere sindaci e consigli comunali. La consultazione riguarda soprattutto amministrazioni (come nel caso di Reggio Calabria) che avevano posticipato il voto del 2020 a causa della pandemia da Covid-19 e che ora tornano alle urne dopo aver sforato il classico mandato quinquennale.

In base alle norme e alle indicazioni del Ministero dell’Interno, il voto si svolgerà nella primavera del 2026, tra il 15 aprile e il 15 giugno, con la scelta dei sindaci e dei consigli comunali nei centri interessati. Tra questi figurano anche comuni di rilievo e capoluoghi di provincia come Venezia e Reggio Calabria.

Le elezioni sono uno snodo fondamentale del calendario politico locale italiano. Non si tratta solo di rinnovo amministrativo: in molte realtà il voto misurerà il consenso delle due coalizioni e traccerà la linea verso le elezioni politiche del 2027.


Reggio Calabria verso le urne: data possibile e sfida infuocata

A Reggio Calabria la tornata amministrativa diventa l’appuntamento più sentito degli ultimi anni, con la città che dovrà scegliere il dopo Falcomatà al termine del doppio mandato a guida dell’attuale consigliere regionale del Pd.

Non è ancora stata fissata una data ufficiale, ma nelle ultime ore sono arrivate indicazioni importanti secondo le quali il primo turno delle elezioni amministrative dovrebbe svolgersi il 24 e 25 maggio, mentre i ballottaggi sarebbero fissati per il 7 e 8 giugno.

La corsa elettorale si apre in un clima di incertezza politica. La coalizione di centrosinistra sta definendo tempi e modalità per la scelta del candidato sindaco. In questi mesi si è parlato di un possibile ricorso a primarie per individuare il nome da proporre alla città, la scelta definitiva in merito ancora non è arrivata.

L’obiettivo è unire le diverse anime del campo progressista e presentare una figura forte e condivisa, ma non è detto si riesca nell’intento. Il confronto tra le forze resta serrato, la seconda riunione (fissata per lunedi 19 gennaio) darà indicazioni decisive in un senso o nell’altro.

Nel centrodestra, il dialogo tra gli alleati è avviato da tempo però procede a passo lento. Al momento non è ancora emersa l’indicazione, ma solo la disponibilità a scendere in campo espressa lo scorso ottobre dal deputato e coordinatore regionale Francesco Cannizzaro.

Nelle prossime settimane le interlocuzioni si intensificheranno, alla ricerca del candidato sindaco ideale secondo le idee dei partiti di centrodestra, la figura utile per tornare al governo di Palazzo San Giorgio.

Come funziona la legge elettorale per eleggere i sindaci dei Comuni italiani? Il meccanismo dipende dalla popolazione del territorio di riferimento, con la distinzione fissata tra i Comuni che hanno più di 15mila abitanti e quelli che ne hanno meno: per quelli che ne hanno di più, è eletto sindaco il candidato che raggiunge al primo turno la maggioranza assoluta dei voti (50%+1). Se non succede, si svolge un ballottaggio tra i due più votati dopo due settimane dal primo turno.

Per i Comuni con meno di 15mila abitanti, invece, viene eletto direttamente il candidato sindaco che ha ottenuto più voti, indipendentemente dalla percentuale ottenuta. In entrambi i casi l’elezione del sindaco è comunque contestuale al rinnovo del consiglio comunale.

In riva allo Stretto, da oggi si aggiunge ufficialmente un terzo candidato a sindaco ai due già esistenti. Dopo la discesa in campo del dottor Eduardo Lamberti Castronuovo, il primo in ordine temporale ad annunciare la volontà di candidarsi a sindaco, è arrivata quella di Saverio Pazzano, consigliere comunale del gruppo La Strada.

Oggi invece è arrivata l’ufficialità da parte di Anna Nucera, terza candidata a sindaco, la quale alla pari di Pazzano ha deciso di candidarsi senza passare -se verranno organizzate- dalle primarie.

Il confronto tra centrosinistra e centrodestra sulla scelta dei candidati diventa l’elemento centrale che dominerà la scena nelle prossime settimane. Entrambe le coalizioni puntano a chiudere al più presto le discussioni interne e presentare nomi definitivi, con l’obiettivo di costruire programmi chiari e un confronto diretto con gli elettori nelle settimane che precederanno il voto.