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Reggio città della cultura, la sfida di Quartuccio: ‘Valorizziamo le nostre eccellenze’

"Abbiamo investito molto, ma c’è ancora da fare: la sfida ora è strutturare, consolidare e far crescere Reggio come città che respira cultura ogni giorno", le parole del consigliere metropolitano delegato agli eventi

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Due opere liriche di grande richiamo, “Cavalleria Rusticana” di Pietro Mascagni e “La Vedova Allegra” di Franz Lehár, in scena all’Arena dello Stretto con l’Orchestra del Teatro Cilea, in programma rispettivamente sabato 23 agosto e venerdi 29 agosto.

Sono due tra gli eventi clou dell’estate reggina, simbolo di una programmazione che negli ultimi anni si è fatta sempre più articolata e diffusa.

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Filippo Quartuccio, consigliere comunale e metropolitano con delega agli eventi culturali, ai microfoni di CityNow traccia un bilancio della stagione e indica la strada per il futuro.
“Questi eventi segnano un passaggio importante. Dopo Norma e Pagliacci, portiamo nuovamente la lirica all’aperto, nello scenario unico dell’Arena dello Stretto “Ciccio Franco”. Cavalleria Rusticana e La Vedova Allegra non sono solo spettacoli di alto livello, ma il segnale che Reggio può e deve diventare punto di riferimento anche in questo ambito. L’Orchestra del Teatro Cilea sta facendo un lavoro straordinario, con professionalità e amore per la città. È un orgoglio che dobbiamo sostenere.”

Che tipo di estate è stata per Reggio e l’area metropolitana?

“Un’estate intensa, ricca di iniziative che, ovviamente, ancora non è finita. Come Città Metropolitana abbiamo promosso oltre 80 eventi in tutto il territorio: cinema all’aperto, festival musicali, rassegne, appuntamenti religiosi e culturali, spettacoli.

A Reggio, ad esempio, abbiamo dato vita a Uno Schermo sul Mare, sostenuto la rassegna cinematografica di Ecojazz, il 42esimo Festival Internazionale del Folclore e ancora il Reggio Live Fest, che a settembre si intreccerà con le celebrazioni di San Gaetano Catanoso, patrono della Polizia Metropolitana per il quale stiamo già pensando a delle importanti iniziative per vivere, insieme, il 20esimo anniversario dalla canonizzazione. È un mosaico di iniziative che hanno dato, e stanno dando, la possibilità a ogni comunità di vivere momenti di socialità e cultura.”

Il Reggio Live Fest è già uno degli appuntamenti più seguiti.

“L’anno scorso ha avuto un successo enorme, con piazza Indipendenza piena ogni sera. Quest’anno ripeteremo, con Comune e Metrocity, la formula con sei o sette concerti. Nel 2024 abbiamo portato artisti come Fedez, Paolo Belli, Matthew Lee: scelte che hanno intercettato un pubblico vasto e variegato. La strada è tracciata: fare del Reggio Live Fest un marchio stabile, capace di attrarre pubblico da tutta la Calabria e non solo.”

Negli ultimi due anni la programmazione sembra cambiata.

“Abbiamo cercato di uscire dalla logica dell’evento isolato, per proporre festival tematici e percorsi culturali riconoscibili. Penso al Cilea Lyric and Music Festival, al Festival Radici, al Sunsetland, che è stata una sperimentazione con la musica al tramonto. Alcuni progetti vanno perfezionati, ma il metodo è chiaro: diversificare, ascoltare il territorio e costruire un’offerta culturale più organica. La città pullula di iniziative spontanee – teatro di strada, comicità, premi letterari – e il compito dell’amministrazione è creare sinergie e dare spazi.”

Anche nei quartieri periferici avete dato segnali concreti.

“Sì. Con i bandi per le ex circoscrizioni, a cura del Comune, abbiamo voluto finanziare progetti nati dalle realtà associative. È stata una scelta di fiducia: dare la possibilità ai cittadini di proporre e realizzare iniziative per il loro quartiere. E i risultati sono stati ottimi, con eventi di qualità e una forte partecipazione. La cultura non deve restare solo nel centro storico, ma deve essere diffusa e condivisa.”

Il Teatro Cilea resta il cuore della cultura cittadina. Con quali prospettive?

“Il Cilea è la casa naturale della lirica e della prosa. Per questo ho proposto modifiche al regolamento: introduzione del direttore artistico, di un responsabile della comunicazione, e soprattutto la garanzia di due eventi gratuiti all’anno per il Conservatorio Francesco Cilea. Personalmente credo che i nostri ragazzi non debbano pagare per esibirsi nel teatro che porta il nome del nostro compositore. È un principio di equità e di valorizzazione delle nuove generazioni.

Al tempo stesso serve una governance forte, una programmazione stabile e una comunicazione dedicata. Io immagino il Cilea come luogo di stagioni liriche e di prosa ben strutturate, capace di attrarre professionalità internazionali e di diventare un riferimento per tutta l’area mediterranea.”

Quali altri spazi per la cultura?

“Negli ultimi anni abbiamo consegnato alla città nuove piazze e spazi: il Parco del Vento, il Parco del Tempietto, la nuova Piazza Milano e diverse altre. Le piazze, per loro natura, sono luoghi di aggregazione e socialità e devono tornare a esserlo con eventi, spettacoli, performance artistiche. Io immagino che ogni weekend, in estate e non solo, ci sia almeno un appuntamento culturale in ogni quartiere. Così Reggio può diventare davvero la città della cultura e dell’intrattenimento.

Inoltre, l’ex Cinema Orchidea diventerà una vera e propria casa della cultura, dedicata alle associazioni e alla progettualità del territorio. Perché senza associazioni non c’è vita culturale: sono loro la linfa che tiene vivo il tessuto sociale della città.”

Un bilancio personale di questi anni di lavoro?

“Ho capito che bisogna ascoltare. Le associazioni, gli operatori, gli artisti. Ognuno porta una specificità che va rispettata. Il compito dell’amministrazione è mettere insieme queste energie, creando sintesi e dando spazi a tutti. Abbiamo investito molto, ma c’è ancora da fare: la sfida ora è strutturare, consolidare e far crescere Reggio come città che respira cultura ogni giorno.”

Quartuccio Consiglio Metropolitano
Il consigliere metropolitano delegato alla cultura Filippo Quartuccio