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Reggio, evento conclusivo del progetto ‘Tra le case’

Un'iniziativa supportata dai fondi del Dipartimento delle Politiche per la Famiglia con l’obiettivo di attivare una “comunità educante”

Progetto Tra Le Case

Si è svolto ieri, 10 ottobre alle ore 17:30, presso l’Aula Magna dell’Università per Stranieri “Dante Alighieri” l’evento finale del progettoTra le case”.

L’iniziativa, di mera finalità aggregativa, è stata supportata dai fondi del Dipartimento delle Politiche per la Famiglia, presidenza del Consiglio dei Ministri, che ne tutela i diritti in tutte le sue componenti e le sue problematiche generazionali.

Ha visto coinvolti, come enti promotori costituiti in ATS (Associazione Temporanea di Scopo), oltre la parrocchia protopapale S. Maria Cattolica dei Greci in qualità di capofila; il Convitto NazionaleT. Campanella”; l’Università “Mediterranea”, la “Dante Alighieri”, la città metropolitana di Reggio Calabria, i comuni di Reggio Calabria, di Santo Stefano in Aspromonte, di Radda in Chianti (Si); le parrocchie di Gaiole in Chianti (Si), di Panzano (Fi).

L’incontro si è rivelato intenso e partecipato, stimolato dagli interventi dei relatori presenti. Essi si sono costituiti partner del progetto, tutti con l’obiettivo di attivare una “comunità educante”. Tra questi: il dott. Antonio Zumbo Rettore dell’Università “Dante Alighieri” di Reggio Calabria, la Dirigente del Convitto dott.ssa Francesca Arena, Don Valerio Chiovaro, la coordinatrice dei lavori dott.ssa Anna Maria Polimeni e i diversi tutor dei Laboratori che hanno seguito direttamente gli allievi. Attestazioni di partecipazione e adesione sono pervenute dalla presenza del Rettore dell’Università Mediterranea dott. Giuseppe Zimbalatti, del dott. Lamberti Castronuovo, della senatrice Tilde Minasi, del sindaco di Santo Stefano dott. Francesco Malara, e dal sindaco della città metropolitana avv. Carmelo Versace.

I destinatari principali del progetto sono stati ragazze e ragazzi appartenenti alle classi della Scuola secondaria di I e II grado annesse al Convitto.

A questi è stata offerta una comunità educante concreta, operante attraverso quattro modalità:

  • luoghi (fisici: la casa della comunità; virtuali: il portale della comunità);
  • occasioni (attività formative; esperienze residenziali; volontariato intergenerazionale);
  • persone (educatori; docenti; tutor; esperti; modelli educativi);
  • buone pratiche (viaggi e visite residenziali su territorio provinciale e nazionale).

Tutto ciò per rafforzare processi di reciprocità, conoscenze, emozioni ed esperienze, sia all’interno che all’esterno del contesto familiare. Per far maturare la predisposizione alla resilienza e stimolare il pensiero costruttivo. Ma anche per promuovere una condivisione dinamica di iniziative con altre realtà comunitarie, sentendosi parte di un tessuto più ampio del proprio quartiere.