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‘La sicurezza è un optional’: la denuncia dei sindacati per la Piana di Gioia Tauro

"Territorio abbandonato dallo Stato sul fronte del soccorso pubblico. Il dispositivo dei Vigili del fuoco è insufficiente, inadeguato e vicino al collasso". La nota dei sindacati

vigili fuoco piana

Nella Piana di Gioia Tauro la sicurezza è diventata un optional. A denunciarlo sono CGIL, CISL, UILFP, CONAPO, CONFSAL e USB dei Vigili del Fuoco, oggi uniti più che mai per questa lotta contro un’amministrazione centrale sorda, inconcludente e priva di coscienza.

Da anni – proseguono i segretari provinciali – denunciamo una realtà grave e inaccettabile: un territorio strategico per l’economia del Paese — Rosarno, Gioia Tauro e San Ferdinando — è di fatto abbandonato dallo Stato sul fronte del soccorso pubblico. Un’area ad alta densità abitativa, con uno dei porti più importanti del Mediterraneo e d’Europa continua a essere servita da un dispositivo dei Vigili del Fuoco insufficiente, inadeguato e pericolosamente vicino al collasso.

Oggi, in caso di emergenza, si interviene da Palmi e Polistena, con tempi di percorrenza incompatibili con qualsiasi standard minimo di sicurezza. Questo significa una sola cosa: ritardi nei soccorsi e vite esposte a rischi evitabili. Vogliamo anche ricordare proseguono i sindacalisti – che la sede di Palmi copre già un vasto territorio che comprende l’autostrada A2 e un tratto ferroviario con oltre 10 km di gallerie.

Porto di Gioia Tauro e Nucleo Nautico: “presidio ridotto all’osso”

È questa l’idea di sicurezza che le istituzioni vogliono garantire? Il porto di Gioia Tauro — snodo strategico internazionale — è privo di un presidio adeguato: il Nucleo Nautico è ridotto all’osso – solo 4 unità divise su quattro turni a causa delle recenti promozioni del personale – e manca una squadra terrestre stabile. Una falla gravissima, che espone lavoratori, infrastrutture e cittadini a rischi inaccettabili.

A peggiorare ulteriormente un quadro già drammatico, si aggiungono le recenti promozioni che hanno interessato il personale del Comando di Reggio Calabria. Scelte che, se da un lato rappresentano un legittimo avanzamento di carriera, dall’altro hanno prodotto effetti devastanti sull’operatività quotidiana: il dispositivo di soccorso metropolitano è oggi in ginocchio.

Carenze di autisti e turni scoperti: “emergenza permanente”

La carenza di personale autista ha raggiunto livelli tali da impedire, in molti casi, la regolare composizione delle squadre di soccorso. Questo si traduce in turni scoperti, mezzi inutilizzabili e operatori costretti a sostenere doppi turni per garantire un servizio minimo essenziale.

Una situazione grave, prevedibile e, soprattutto, evitabile. Era compito dell’amministrazione programmare per tempo il turnover e compensare le uscite con adeguati rinforzi. Nulla di tutto questo è stato fatto. Oggi si pagano le conseguenze di una gestione miope e irresponsabile, che scarica ancora una volta sui lavoratori e sui cittadini il peso di scelte sbagliate.

Non si può continuare a gestire un servizio essenziale come il soccorso pubblico nell’emergenza permanente. Nel frattempo, ai Vigili del Fuoco si chiede di coprire un territorio sempre più complesso: oltre 10 chilometri di gallerie ferroviarie, infrastrutture critiche e un carico operativo crescente. Il tutto con risorse insufficienti.

Le richieste dei sindacati: “atti concreti, subito”

Questa non è più una criticità: è una responsabilità politica precisa. Nonostante tutto, il personale continua a garantire il servizio con senso del dovere. Ma non si può più scaricare sui lavoratori il peso di scelte sbagliate, ritardi e disattenzioni istituzionali.

Le richieste sono chiare e non più negoziabili ed è per questo che chiediamo con fermezza:

  • il potenziamento immediato della sede di Gioia Tauro;
  • il rafforzamento reale del Nucleo Nautico;
  • l’attivazione di una squadra terrestre operativa h24;
  • l’apertura immediata della sede di Rosarno;
  • l’attivazione del presidio di Santo Stefano d’Aspromonte.

Non servono promesse. Servono atti concreti. Subito.

Dopo anni di mutismo – concludono gli esponenti sindacali – abbiamo ritenuto importante portare questa denuncia in tutte le sedi istituzionali e pubbliche, perché i cittadini devono sapere chi si sta assumendo la responsabilità di questa situazione. Qui non è più in gioco solo l’organizzazione del soccorso: è in gioco la sicurezza di un intero territorio!