Gambero Rosso celebra i petrali di Reggio: le mezzelune che racchiudono il Natale
Attorno ai petrali ruotano anche storie e leggende. La più diffusa parla di un prete e della sua perpetua, che li avrebbero preparati come dono di Natale per i fedeli
23 Dicembre 2025 - 09:26 | di Redazione

Petrali di Reggio Calabria
A pochi giorni dal Natale, un’istituzione come Gambero Rosso accende i riflettori su una delle tradizioni più radicate della pasticceria reggina: i petrali. Un riconoscimento che arriva nel periodo più sentito dell’anno e che racconta, ancora una volta, quanto questi dolci rappresentino molto più di una semplice ricetta.
Nel sud della Calabria c’è un segnale preciso che annuncia le feste. È il profumo che invade le cucine: fichi secchi, vino cotto, cannella. Ingredienti che si mescolano lentamente e che danno vita a quelle mezzelune ripiene che a Reggio Calabria non mancano mai sulle tavole natalizie. Prepararli richiede tempo e pazienza. Il ripieno deve riposare il tempo necessario affinchè spezie e aromi trovino equilibrio. Un rito che si ripete ogni anno, quasi immutato.
Storie, nomi e leggende dei petrali
Attorno ai petrali ruotano anche storie e leggende. La più diffusa parla di un prete e della sua perpetua, che li avrebbero preparati come dono di Natale per i fedeli. Da qui l’origine del nome, legata al termine presbitero, con varianti che cambiano da zona a zona: pretali nel Reggino, sammàrtini nella Locride, chinulilli nel Cosentino. Cambia il nome, non il significato.
La ricetta è figlia dell’inverno e della dispensa calabrese. Fichi secchi raccolti d’estate, noci, mandorle, uvetta, scorze di agrumi, cacao, caffè e un goccio di vino cotto. La pasta frolla oggi si prepara soprattutto con il burro, anche se un tempo era lo strutto a fare da base. Ogni famiglia custodisce dosi e piccoli segreti, tramandati di generazione in generazione.
Tra forni comuni, varianti e Natale in tavola
Un tempo, dopo la preparazione, i petrali venivano portati nei forni comuni dei quartieri e dei paesi. Un momento di incontro, di scambio, di chiacchiere. Oggi le varianti sono molte: più cacao, marsala al posto del vino cotto, coperture al cioccolato fondente o bianco, codette colorate o nessuna decorazione. Scelte diverse, stesso cuore.
A Reggio Calabria si preparano nei primi giorni di dicembre e accompagnano tutte le feste, fino all’Epifania. Si conservano a lungo e tornano in tavola a colazione, a merenda, a fine pasto, magari accanto a un passito o a un liquore agli agrumi fatto in casa.
Nelle vetrine delle pasticcerie del centro sono una presenza fissa del periodo natalizio. Ma il loro valore più autentico resta nelle case. Lì dove il tempo rallenta, le teglie si riempiono e il Natale prende forma, una mezzaluna alla volta.
