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Niente vaccini, chiude la Polisportiva Arghillà a colori

Allenatori, istruttori e volontari del centro Ace subito in campo per una campagna di vaccinazione popolare. Negati i diritti ai più fragili

Portiere Csi Arghillà

Mister, ma noi possiamo continuare a giocare? Questa la domanda che, alla fine dell’ultimo allenamento, un ragazzo della Polisportiva Arghillà a Colori ha posto ai mister della squadra. La polisportiva, voluta e promossa dal Csi di Reggio Calabria, dalla Parrocchia Sant’Aurelio Vescovo di Arghillà e da associazioni ed enti del territorio, ha l’obiettivo di sviluppare percorsi educativi, di partecipazione e cittadinanza, attraverso il gioco e lo sport coinvolgendo ragazzi e famiglie. Il dubbio del giovane atleta è rispetto alle ultime nome (giustissime) messe in campo per contrastare la diffusione del  Covid-19. Dal 10 gennaio, infatti, per prendere parte ad attività sportive, gare o competizioni sarà necessario il “Super Green Pass”. Rientrando a casa e ripensando a tutti i ragazzi della squadra e al percorso da anni messo in campo, abbiamo realizzato quanto potrà accadere da gennaio: ritiro delle squadre dalle varie competizioni sportive e stop al percorso educativo, attraverso lo sport, avviato ormai da quattro anni ad Arghilla! Ancora una volta un diritto fondamentale viene calpestato, ancora una volta a pagare sono sempre i più  piccoli e fragili. Infatti, ad Arghillà, pochissimi sono i ragazzi vaccinati e l’approccio al virus, anche da parte delle famiglie, è di scarsa conoscenza del problema e delle conseguenze. In queste ore, tanti sono stati i ragazzi e le famiglie che hanno condiviso preoccupazioni e malesseri. Famiglie numerossime in casa con potenziali positivi,  minori sui pullman dopo aver avuto contatti con positivi e tantissimi abitanti del quartiere che, per varie difficoltà, faticano a rispettare quarantene o limitazioni. Ad Arghillà, bomba sociale ormai da diverso tempo, sta per scoppiare un altro grande problema che rischia di fare ancora più danni della criminalità, del disagio sociale e della povertà diffusa: morire di Covid nell’indifferenza e solitudine!  La domanda che ci poniamo è questa: “Perché non approfittare del poliambulatorio solidale Ace, presente ormai da mesi sul territorio di Arghillà con uno spazio importante e significativo per tutta la comunità, per iniziare una campagna di vaccinazione e informazione popolare? Allenatori e animatori Csi, infermieri e volontari del centro Ace, possono scendere in campo da subito per informare, accompagnare e programmare  le vaccinazioni che l’Asp andrà a garantire. È semplice ed efficace arrivare a tanti e, provare, a limitare la diffusione del virus , mettendo al sicuro i piccoli e fragili. Perché devono pagare sempre gli ultimi? Non poter giocare e fare sport, anche in questo momento storico, è fondamentale per i ragazzi di questo martoriato territorio. Proviamo a giocare, insieme, questa doppia partita: diritto alla salute e al gioco. Perché la felicità sia alla portata di tutti”.

Csi Arghillà

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