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Presentata a Reggio Calabria la “Carta dei doveri del genitore”


Una giornata all’insegna dei valori dello sport e della famiglia, tra applausi, musiche, filmati d’epoca, premi, interviste, autografi, foto ricordo e, soprattutto, tante utili riflessioni. Per la “Carta dei doveri del genitore” è stata una presentazione in grande stile, quella avvenuta a Reggio Calabria, nella sala Monteleone del Consiglio Regionale, su iniziativa del Panathlon Club della città dello stretto.

L’evento, condotto al microfono da Anna Foti, ha avuto un testimonial d’eccezione : il campione del mondo e pluriolimpionico di Pentathlon Daniele Masala, uno degli atleti più eclettici del panorama azzurro, oggi docente di comunicazione e di etica sportiva all’Università di Cassino.

La manifestazione, che ha beneficiato del patrocinio dell’Assemblea Regionale e del CONI Calabria, è stata sposata in pieno dalle classi a indirizzo sportivo di quattro Istituti : il Liceo scientifico “Volta”, il Convitto Tommaso Campanella, il comprensivo “Carducci-Vittorino da Feltre”, l’Industriale “Panella-Vallauri”, presenti con le loro bandiere e le loro delegazioni.

Al grande messaggio formativo che viene fuori dalla “Carta dei doveri del genitore nello sport”, si sono richiamati nei loro saluti d’apertura il presidente del Consiglio Regionale Nicola Irto, l’assessore comunale allo sport Giovanni Latella ( delegato dal sindaco Falcomatà), la rappresentante del CONI Irene Pignata, il governatore dell’area 8 del Panathlon International Antonio Laganà, il giornalista Rai Tonino Raffa presidente del Panathlon Club di Reggio.

La relazione di base è stata svolta dal sociologo Antonio Marziale, garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, il quale ha illustrato tutti i punti del decalogo, ricordando che esso rappresenta una “bussola” per impostare in maniera sana la vita delle famiglie e per richiamare alle loro responsabilità tante mamme e tanti papà che scaricano sui figli pressioni fuori luogo. “Non si può pretendere -ha aggiunto- che i nostri bambini siano tutti gli eredi di Pelè, di Maradona o di Messi. Si può vincere lo stesso, riuscendo a essere campioni nella vita, coniugando giornalmente le regole dell’etica e del fair play”.

Gli ha fatto eco, successivamente, Daniele Masala. Dopo aver commentato, con le immagini che scorrevano sullo schermo , le sue imprese più esaltanti (i titoli mondiali dell’82 e dell’86, le due memorabili medaglie d’oro alle Olimpiadi di Los Angeles nel 1984 e quella d’argento di Seoul quattro anni dopo), ha esortato la platea a riconoscere nello sport di base una delle isole felici del nostro Paese. “L’avvento di Internet -ha osservato i campione azzurro- l’uso frenetico dei tablet, dei telefonini e delle altre tecnologie, ha favorito processi di alienazione che vanno combattuti.

I ragazzi si chiudono in un mondo che è solo virtuale. C’è invece un modo vero, pieno di valori e di significati educativi. Un mondo che ci insegna a non vivere con l’ossessione della vittoria a tutti i costi. Questa può arrivare solo dopo una vita di sacrifici. Bisogna dunque educare i ragazzi alla cultura della sconfitta, per far capire che lo sport è la più bella metafora conoscitiva della vita”.

“Ai genitori -ha concluso Masala- dico di non aver paura delle sconfitte dei propri figli. Da quelle possono nascere insegnamenti per le vittorie del giorno dopo”.

La parte conclusiva dell’evento ha riguardato le premiazioni. La targa ricordo del Panathlon di Reggio Calabria è stata consegnata a Masala da due soci prestigiosi del club : il professor Giuseppe Pellicone e il magistrato Giuseppe Viola.

Nelle prossime settimane la diffusione della Carta dei doveri del genitore nello sport, proseguirà all’interno delle scuole cittadine.