Nella Giornata internazionale della donna, il Circolo del Cinema “Cesare Zavattini” e Med Media invitano a conoscere una comunità di donne davvero speciali, che hanno trovato nella clausura non solo il luogo dello Spirito e della vicinanza a Dio, ma anche la dimensione ideale per coltivare la loro intelligenza e i loro mille talenti, mettendoli al servizio della società.
Il docufilm “Come il fruscìo delle foglie”, che propone questa straordinaria esperienza spirituale e comunitaria, sarà proiettato l’8 marzo, alle 18,30, ad ingresso libero, presso l’Hotel Miramare di Reggio Calabria.
“Come il fruscìo delle foglie” è il racconto corale e appassionato di una scelta di vita e di una presenza lunga ben otto secoli nel cuore di Imola, attraverso le tante persone che hanno conosciuto questa importante storia, o si sono trovate a condividere con le clarisse piccoli momenti di operosità quotidiana, persone che con loro hanno dialogato e sono state confortate e consigliate.
La scelta stilistica del docufilm rispetta il desiderio delle monache di comunicare, tramite altri volti ed altre voci, la presenza costante e familiare del loro Monastero nel centro di Imola da quasi ottocento anni, durante i quali la comunità monastica ha vissuto come il riprodursi delle foglie alimentate dal sole: nel silenzio di un lento rigenerarsi producono l’ossigeno essenziale per la vita.
E allora, oltrepassando pian piano le mura del Monastero, accompagnati da un piccolo drappello di simpatici vicini, amici, artigiani, sacerdoti, volontari, la loro dentista, lo storico, il medico del Pronto Soccorso, lo scultore incaricato di trasmettere con l’arte quella dimensione di vita, si scopre un mondo di silenzio gioioso, di sorprendente creatività, laboriosità e grande ingegno, quotidianamente allietato dall’abbaiare di Simba e Jack Jack, le inseparabili mascotte del Monastero.
Le clarisse rappresentano l’unica esperienza monastica rimasta nel centro storico di Imola, che pur contava numerosi monasteri e conventi, maschili e femminili.
Anche grazie ad un’esperienza comunitaria vissuta e consolidata nei secoli, hanno resistito e lottato fortemente per acquisire il Monastero di Imola, ogni volta che gli eventi stavano per portare alla soppressione degli ordini religiosi e all’incameramento dei loro beni.
Sono testimonianza di profonda spiritualità e, allo stesso tempo, di grande coraggio, resistenza, laboriosità, vivacità e radicata presenza nel tempo e nella società, vicine a Dio e all’uomo.
Riportando quanto scritto da un amico-spettatore dopo aver visto il docufilm, man mano che si ascolta la testimonianza di chi ha avuto, negli anni, modo di conoscerle e di restarne fortemente attratto, “quando si vedono loro sembra di conoscerle già, come se anche noi vivessimo lì nei dintorni. Ci sembra che la loro vita sia una delle vite più normali. L’idea che sia assolutamente diversa dalle nostre vite non ci sfiora per niente… ma dev’esserci dietro una sapienza particolare, segreta, che non viene mai comunicata direttamente.
Insomma, sarà anche un fruscìo di foglie, ma sotto c’è un’esperienza radicale che coinvolge un sacco di cose”.
“Come il fruscìo delle foglie” è un docufilm di Francesca Cugliandro, Cettina Forestieri, Claudio Idone e Suor Maria Daniela Donato che, originaria di Reggio Calabria, ha scelto la vita di clausura.
Le immagini all’interno del Monastero sono state girate dalle stesse clarisse.
Tutto il progetto è anche il frutto di una profonda amicizia con suor Maria Daniela Donato.
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