Vittoria, caos e beffa: la Viola delude sul parquet e la Serie B va a Siena
Inutile la bomba della vittoria di Marini in un finale convulso e grottesco: il pass per la B va a Siena. E la società reggina a fine gara comunica di aver preannunciato ricorso
22 Giugno 2026 - 07:50 | di Renato Pesce

La Redel Viola supera la Note di Siena Mens Sana per 64-62 sul parquet neutro del PalaPolsinelli di Sora, ma l’esiguo scarto finale premia i toscani che staccano il pass per la Serie B Nazionale.
Per i neroarancio si tratta di un verdetto amaro che mette la parola fine al sogno promozione, congelando sul più bello l’entusiasmo di una stagione vissuta ad altissimi livelli. Al di là del risultato finale, a condannare i reggini è stata una prestazione complessivamente non all’altezza dell’importanza della posta in palio, condizionata da evidenti lacune e difficoltà di gioco già mostrate nelle ultime uscite: una preoccupante sterilità offensiva, la totale assenza di idee fluide nella metà campo avversaria e l’incapacità di trovare soluzioni corali alternative alle giocate individuali.
Una sfida in cui la Viola ha pagato a caro prezzo una serata sottotono, sempre a rincorrere e faticando a esprimere il proprio reale potenziale nei momenti decisivi.
La partita
Coach Cadeo schiera il classico quintetto con Marini, Laquintana, Fernandez, Zampa e Maresca. L’approccio alla gara, nonostante il break iniziale di 5-0, evidenzia subito la superiorità fisica e l’ottima preparazione tattica di Siena. I neroarancio subiscono centimetri e chili avversari nel pitturato, concedendo troppi secondi possessi a Pannini e Yarbanga, mentre in fase offensiva la squadra si affida a giocate individuali estemporanee e prive di ritmo. La Mens Sana muove la palla con velocità ed efficacia, liberando al tiro sul perimetro Prosek (autore della bomba dell’8-2) e Perin. Capitan Fernandez prova a scuotere i suoi cercando corridoi interni, ma il giropalla reggino appare lento e prevedibile per la rocciosa retroguardia biancoverde. Solamente le iniziative personali di Laganà e Fiusco consentono alla Viola di limitare i danni alla prima sirena (16-19).
Nel secondo periodo la trama del match non subisce variazioni sostanziali. Clark prova a dare verve all’attacco con un gioco da tre punti, dando il via a un break ravvivato anche da Fiusco, ma l’intensità dei contatti sul parquet innervosisce la panchina reggina. Nonostante il grande lavoro sporco di Marangon nei tagliafuori e nei blocchi, la Viola si scontra con percentuali al tiro drammatiche dalla lunga distanza, dove Marini, Fernandez e Laquintana falliscono tentativi preziosi. Dall’altra parte, Pucci dalla media e Belli dall’arco puniscono severamente le rotazioni difensive in ritardo della Redel. All’intervallo lungo il tabellone recita 33-40
Lo sforzo tardivo e le scelte poco lucide nel finale
Il rientro dagli spogliatoi vede la Viola tentare una reazione di puro orgoglio con i canestri pesanti di Laquintana e Maresca. Quest’ultimo, però, si carica subito del quarto fallo, costringendo Cadeo a inserire Agbordabi. Nonostante il tentativo di aumentare la pressione, la manovra offensiva reggina resta sterile e imprecisa, basata su penetra-e-scarica facilmente intercettati dalla retroguardia toscana, che punisce puntualmente in contropiede con Jokic per il momentaneo 39-47 (terzo quarto chiuso sul 44-49).
Nell’ultima frazione la Viola tenta il tutto per tutto alzando la linea del pressing. Coach Vecchi passa alla difesa a uomo e l’attacco senese accusa un netto passaggio a vuoto. In questo frangente sale in cattedra Laquintana (top scorer della serata con 13 punti), subentrato a uno spento e mai incisivo Laganà: con due guizzi consecutivi il giocatore neroarancio firma il sorpasso sul +4, accendendo le speranze del pubblico reggino presente a Sora. Il timeout di Siena riordina però le idee agli ospiti, che piazzano un contro-break di 7-0 (55-58) approfittando della scarsa lucidità offensiva della Viola e di alcuni pesantissimi errori dalla lunetta.
Il caos degli ultimi secondi e il ricorso della Viola
Il finale scivola via verso un epilogo che ha del grottesco, in cui entrambe le squadre giocano di fatto a perdere pur di favorire i rispettivi calcoli sul “quoziente canestri”. Nei concitati secondi conclusivi, Siena va in lunetta e sbaglia volutamente i tiri liberi pur di non rischiare i supplementari, scenario in cui la Redel avrebbe potuto estendere il distacco verso il necessario +8. Sul ribaltamento di fronte, la tripla sulla sirena di Marini firma il sorpasso del definitivo 64-62. A quel punto si scatena il caos: con pochissimi decimi ancora sul cronometro, dopo i liberi avversari Laganà tenta disperatamente di fare autocanestro nella propria retina per forzare l’overtime e allungare il match. Il tentativo viene sanzionato da un fischio arbitrale che gli commina un fallo antisportivo, e nel caos generale (inizia subito dopo il fischio l’invasione di campo) non viene tirato nessun tiro libero a favore dei toscani. Un finale caotico che non finisce qui: la Viola ha infatti comunicato ufficialmente di aver preannunciato ricorso.
Sul campo festeggia Siena e il caloroso pubblico biancoverde accorso fin qui per l’occasione.
La prestazione complessivamente opaca della Redel lascia l’amaro in bocca oltre alle code polemiche, mettendo a nudo una realtà innegabile: al di là dell’ottimo percorso complessivo, nel momento in cui la palla ha iniziato a scottare davvero – prima nella serie finale contro Avellino e poi in questo decisivo spareggio – la Viola ha dimostrato sul parquet di non essere ancora all’altezza dei suoi sogni di gloria. Superata la delusione, la piazza neroarancio dovrà metabolizzare questo verdetto e ripartire, senza considerare l’eventualità di un ripescaggio, da un altro anno di B Interregionale.
Un altro anno nella stessa categoria consapevoli che per conquistare il palcoscenico della B Nazionale non bastano le fiammate d’orgoglio, ma servono una solidità e una maturità tecnica che quest’anno, nel momento della verità, sono drammaticamente mancate.
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