Reggina: quella frase di Magrassi che dice tutto rispetto alla necessità di tornare nel professionismo
E quel coro della Curva Sud... Perchè in questi anni si è visto veramente di tutto e di più
05 Novembre 2026 - 11:04 | di Michele Favano

“Forza Reggina, portaci via da questa m… di categoria“. È uno dei cori che da più di tre anni si alzano con maggiore insistenza dalla Curva Sud. Un grido che racconta meglio di tante parole lo stato d’animo di una tifoseria stanca di vivere domeniche lontane dal calcio che conta. Intanto il tempo passa. E siamo arrivati alla quarta stagione consecutiva tra i dilettanti. Un’eternità per una piazza come Reggio Calabria, abituata a ben altri palcoscenici e costretta ormai da troppo tempo a confrontarsi con una realtà che continua a sentire estranea. La proprietà è cambiata, la Reggina è in testa alla classifica e la speranza è che possa rimanerci fino a maggio, ovviamente in piena solitudine.
Una categoria che non rispecchia la storia della Reggina
Non è una questione di presunzione. E neppure di spocchia nei confronti delle altre società, che meritano rispetto e che ogni domenica dimostrano quanto sia complicato questo campionato. È semplicemente una questione di storia, tradizione e blasone. Nove stagioni in Serie A, tanti campionati di Serie B e una lunga militanza in Serie C. Un passato che non garantisce vittorie sul campo, certo, ma che racconta la dimensione di una società e di una città. Un blasone riconosciuto anche dagli avversari, che spesso vivono la sfida contro la Reggina come uno degli appuntamenti più importanti della propria stagione.
E allora diciamolo senza troppi giri di parole: siamo tutti un po’ stanchi della Serie D. Dei campi improvvisati, delle trasferte complicate, delle incertezze organizzative e di una dimensione calcistica che Reggio Calabria fatica, comprensibilmente, a considerare la propria.
Magrassi e quella frase che racconta tutto
A fotografare perfettamente la situazione è stato l’attaccante Andrea Magrassi, con una dichiarazione tanto semplice quanto significativa: “L’obiettivo è riportare la Reggina fuori da una categoria in cui al mercoledì non si sa dove si gioca domenica“.
Poche parole che centrano il nodo della questione. Perché al di là dei risultati, degli avversari e della classifica, c’è anche questo aspetto a rendere ancora più pesante la permanenza tra i dilettanti. Gli impianti non sempre disponibili, le continue variazioni che finiscono per coinvolgere squadre, tifosi e organizzazione, società che si iscrivono ai campionati e che durante la stagione non riescono più ad andare avanti con conseguenze pesanti e sconvolgimenti in classifica. Una situazione che, dopo quattro stagioni, comincia davvero a diventare difficile da sopportare.
Adesso, però, esiste una possibilità concreta di cambiare pagina. La Reggina guarda tutti dall’alto e ha il destino nelle proprie mani. Toccherà alla squadra trasformare in risultati le aspettative di un’intera città. Perché quel coro della Curva Sud che domenicalmente viene intonato all’indirizzo di società e calciatori, speriamo davvero dalla prossima stagione, di non sentirlo cantare più.
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