Altre Sezioni

logo community

Niente pubblicità.
Nessun tracciamento.

ABBONATI

Comune di Reggio, le pagelle degli assessori sostituiti: bene Cama, Scopelliti ‘invisibile’

4 gli assessori che, per motivi diversi, hanno lasciato Palazzo San Giorgio. Il giudizio sul loro operato

Assessori Pagella

Con la conferenza stampa di lunedi 6 dicembre tenutasi nel salone dei lampadari di Palazzo San Giorgio, è ufficialmente partita l’era Brunetti. Il sindaco f.f. dopo una intensa  e non priva di scintille interlocuzione con le forze politiche di maggioranza, ha trovato la quadra in relazione al nuovo esecutivo che dovrà guidare l’amministrazione dopo la sospensione di Giuseppe Falcomatà.

Leggi anche

Il Pd, che ha dovuto digerire il boccone amaro di vedere un sindaco f.f. di un altro partito (Italia Viva), era stato chiarissimo sin dai primi dialoghi: “Rimpasto totale e giunta a trazione dem o andiamo a casa”. Se il secondo obiettivo è stato raggiunto, riguardo il rimpasto era complicato immaginare a 8 profili completamente nuovi su altrettante postazioni.

La rivoluzione si è fermata a metà, con 4 riconferme e 4 volti nuovi: al posto di Mariangela Cama, Rosanna Scopelliti, Tonino Perna e Giovanni Muraca, sono arrivati Mimmetto Battaglia, Angela Martino, Lucia Nucera e Francesco Gangemi.

Quale il giudizio di CityNow sull’operato dei 4 assessori che hanno, per motivi diversi, lasciato Palazzo San Giorgio?

Cama, impegno e competenza

Cama Pagella

Mariangela Cama (VOTO 7) è certamente tra gli assessori che meglio hanno operato all’interno dell’amministrazione Falcomatà. Entrata in giunta a metà del primo tempo dopo il rimpasto, riconfermata nel secondo tempo, Cama ha fatto i conti con deleghe pesanti, tra tutte quelle relative all’urbanistica.

Low-profile, figura tecnica e competente, Cama ha sempre messo in primo piano i fatti rispetto alle parole. Due i meriti principali del suo percorso amministrativo: l’avviamento del nuovo Piano Strutturale Comunale e la proroga relativa alle concessioni degli stabilimenti balneari.

Nel primo caso, Reggio Calabria da decenni aspettava un nuovo Psc: seppur con qualche dubbio sollevato dalle associazioni di categoria, il lavoro che ha portato alla fumata bianca è stato indiscutibile. Nel secondo caso, Cama e il suo assessorato si sono trovati ‘nel posto sbagliato nel momento sbagliato’, ovvero nel pieno del caos generato da Antitrust in merito alle concessioni balneari. Caos in realtà  più datato e inseribile nella diatriba tra il Governo italiano e l’Unione Europea, con la discussa direttiva Bolkeistein che vorrebbe vietare la proroga delle concessioni al 2033.

Dopo settimane di lavoro, interlocuzioni e il comprensibile timore da parte degli imprenditori reggini, è arrivato il via libera con la proroga al 2033 per gli stabilimenti dell’area metropolitana. Nell’ottica di rilancio di una città ferma da troppo tempo vanno anche la firma sul protocollo d’intesa riguardante il Piano Regolatore di Sistema Portuale e il nuovo Piano Spiaggia. Da bocciare le scelte relative ai dehors e alla chiusura del Lungomare, decisione che però è parsa più calata dall’alto che su proposta del suo assessorato.

Perna, il coraggio con colpevole ritardo

Perna Pagella

Il giudizio relativo a Tonino Perna (VOTO 5) è figlio di un doppio sentimento. L’ex vice sindaco ha mostrato dignità politica e umana all’indomani della sostituzione con Brunetti, rinunciando al posto in giunta e dimettendosi subito, senza se e senza ma. Parecchi i sassolini dalla scarpa tolti e indirizzati tutti verso il sindaco sospeso Giuseppe Falcomatà, verso cui non ha risparmiato giudizi pesantissimi prima di tutto dal punto di vista umano.

Perna ha altresì evidenziato onestà intellettuale nel corso del suo mandato, non rinunciando a criticare l’amministrazione su alcuni temi, in particolare i disservizi che da troppo tempo complicano la vita quotidiana dei reggini. Fin qui le note liete. Il coraggio mostrato da Perna infatti si è palesato con colpevole ritardo, soltanto una volta che il professore ha ricevuto (peraltro apprendendolo in tempo reale…) la comunicazione che ufficializzava il suo avvicendamento con Brunetti.

Il vice sindaco di una Città Metropolitana come Reggio Calabria può e deve avere un ruolo che va oltre il simbolico, un peso da far avvertire all’interno della giunta. Se è vero, come è vero, che Perna condivideva poco o niente di quanto accadeva all’interno dell’amministrazione e le scelte del sindaco Falcomatà, il giudizio andava espresso in corso d’opera, in modo netto e inequivocabile, sia in privato che in pubblico, davanti alla stampa.

Molto difficilmente Perna avrebbe avuto la forza di cambiare le cose, ma almeno avrebbe esposto ai cittadini la quasi impossibilità di poter lavorare per come immaginato. Anticipando la conferenza stampa di qualche settimana o mese (e non aspettando prima di essere defenestrato) avrebbe fatto fino in fondo il dovere di un amministratore che occupa una poltrona così importante.

Muraca, un fardello troppo pesante

Muraca Pagella

Dei 4 assessori sostituiti, Giovanni Muraca (VOTO 5,5) è l’unico ad aver lasciato Palazzo San Giorgio a causa della condanna relativa al Processo Miramare. Difficile ipotizzare cosa sarebbe accaduto in caso di assoluzione, di sicuro in quanto fedelissimo del sindaco sospeso Falcomatà non sarebbe stato semplice estrometterlo dalla giunta.

La premessa in questo caso è d’obbligo: l’assessorato ai Lavori Pubblici, in una città come Reggio Calabria, è con ogni probabilità il fardello più pesante da portare sulle proprie spalle. Intoppi burocratici, complicazioni derivanti dagli stop ai cantieri per blocco antimafia alle ditte, storiche incompiute. In questo mare di difficoltà Muraca ha provato a districarsi, non senza qualche difficoltà.

Le ‘4 frecce’ metaforiche campeggiano sui cantieri del Lido Comunale, del Parco Lineare Sud (prima inaugurato in campagna elettorale, poi richiuso), sul Ponte Calopinace, all’Arena Lido e in diverse altre zone della città rappresentano una plastica certificazione dell’andatura a lumaca dell’assessorato di Muraca. Un discorso a parte merita il Palazzo di Giustizia, oramai entrato a pieno titolo nella categoria nei ‘miti’ che rappresentato al meglio l’immobilismo di Reggio Calabria nell’ultimo decennio abbondante. Per quanto riguarda il Tapis Roulant, che Muraca ha ereditato provando a far ripartire, è pesata la mancanza di fondi ad hoc abbinata ai costi elevati di manutenzione dell’importante opera.

L’ex assessore ai Lavori Pubblici non ha mai fatto mancare impegno e determinazione, che in alcuni casi hanno prodotto concreti risultati positivi per la città. E’ il caso ad esempio del Piano da 45 milioni di euro inviato al Ministero delle Infrastrutture con all’interno i 3 progetti (I  A meno che, Essere e Regia) volti a rivoluzionare i quartieri di Arghillà nord, Modena-Ciccarello e Reggio Sud-Gebbione o del progetto definitivo-esecutivo di riqualificazione dell’Area del Tempietto inserito nel programma “Quindici Agorà per quindici quartieri”. Soddisfazione anche per l’inaugurazione del Waterfront, in un contesto di più ampia rivoluzione dell’area a nord del lungomare reggino che però è ancora incompleto, basti pensare all’area che ospita il Museo dello strumento musicale.

Rosanna Scopelliti… assessore?

Scopelliti Pagella

Cultura, turismo, legalità, scuola e università. In generale di rilievo, in particolare in una città come Reggio Calabria le deleghe assegnate a Rosanna Scopelliti (Senza Voto) rivestono un’importanza assoluta. Nella città che in teoria dovrebbe reputarsi a vocazione turistica, in un territorio in cui bisogna provare a sradicare la criminalità organizzata, in un’area che ospita importanti poli universitari da rilanciare, Scopelliti aveva tra le mani tanto lavoro da svolgere e un’occasione unica di mettere in mostra le proprie competenze.

Tutte le idee però, ove ce ne fossero state, sono rimaste chiuse a doppia mandata nel cassetto. Complice la mascherina che Scopelliti al pari di tutti i cittadini ha dovuto indossare a causa della pandemia, la sua parentesi a Palazzo San Giorgio è apparsa ancora più eterea e impalpabile. Non si ricorda un solo sussulto, un intervento concreto, un progetto di rilievo a favore dell’amministrazione. Cultura e turismo, settori strategici e messi in ginocchio dal Coronavirus, hanno proseguito sulla falsariga (piatta) dell’ultimo decennio in riva allo Stretto. Il settore scuola, particolarmente delicato nel periodo di transizione tra chiusure, dad e riaperture, non ha visto la presenza e il decisionismo, per come avrebbe meritato, dell’assessore al ramo.

Anche sul piano della legalità si fatica a ritrovare una mossa concreta da parte dell’ex assessore Scopelliti, che ha preferito non commentare nemmeno la sentenza del Processo Miramare, cosa che in realtà (nei confronti della cittadinanza) sarebbe dovuta essere un obbligo per chi ricopriva quell’incarico. Impossibile, a causa di una totale e oggettiva mancanza di operatività, esprimere un giudizio che sia diverso dal senza voto. Anche se rimanendo metaforicamente all’interno delle aule scolastiche un 3, senza possibilità di appello, sarebbe la rappresentazione numerica più fedele al suo percorso all’interno di Palazzo San Giorgio.

Non hai ancora scaricato
la nuova App di CityNow?