Reggio, multa a un accompagnatore turistico. Aloisio: ‘Legalità sì, ma serve buon senso’
Turisti svizzeri bloccati dalla Polizia Municipale sul Corso: scatta la multa al tour leader. Aloisio (Confesercenti) insorge: 'Così si distrugge l'immagine della nostra città'
24 Aprile 2026 - 18:58 | di Redazione

Una trentina di turisti svizzeri fermi sul Corso Garibaldi, spaesati, davanti a una pattuglia della Polizia Municipale. Al centro dell’episodio, un accompagnatore turistico raggiunto da un verbale che, secondo quanto riferito, prevederebbe una sanzione da 3.000 a 12.000 euro.
A raccontare l’accaduto sui social è Claudio Aloisio, presidente di Confesercenti Reggio Calabria, intervenuto per capire cosa stesse succedendo.
Il controllo dopo la visita all’Ipogeo
Secondo il racconto di Aloisio, il gruppo era composto da turisti svizzeri di lingua tedesca. Il fatto di non comprendere bene l’italiano avrebbe reso la situazione ancora più confusa.
Il controllo sarebbe avvenuto dopo la visita all’area archeologica dell’Ipogeo di Piazza Italia.
“I vigili mi hanno spiegato che erano intervenuti a seguito di una segnalazione e che stavano procedendo con un verbale in riferimento alla normativa del 2023 che disciplina la professione di guida turistica”.
Aloisio sostiene di aver chiesto agli agenti se avessero visto l’accompagnatore fornire spiegazioni al gruppo all’interno del sito. La risposta, secondo quanto riferito, sarebbe stata negativa.
Il nodo tra guida e accompagnatore
Per il presidente di Confesercenti, il punto è la distinzione tra guida turistica e accompagnatore.
“All’accompagnatore turistico è vietato svolgere attività proprie della guida turistica, cioè illustrare e interpretare beni culturali, storici, artistici, museali o archeologici. Ma non certo accompagnare il gruppo nei siti”.
Nel caso specifico, sempre secondo Aloisio, le spiegazioni sarebbero state fornite dall’addetto dell’associazione incaricata dell’apertura del sito archeologico. L’accompagnatore avrebbe invece riferito di essere sceso solo per recuperare alcuni componenti del gruppo.
“Così si danneggia l’immagine della città”
Aloisio non contesta il rispetto delle regole. Chiede però equilibrio nella loro applicazione.
“Se non ha dato spiegazioni né svolto attività proprie della guida turistica, non si comprende quale norma avrebbe violato”.
Il gruppo, secondo il racconto, avrebbe perso oltre 40 minuti della propria permanenza in città, fermo sul Corso Garibaldi.
“Quando un visitatore arriva in una città, non vede il singolo episodio. Vede la città intera”.
Da qui l’appello finale: Reggio Calabria, se vuole crescere come destinazione turistica, deve tenere insieme legalità e buon senso.
“Le regole servono a far funzionare meglio le cose. Non a creare situazioni incresciose che danneggiano i turisti, gli operatori e l’immagine stessa della città”.
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