Elezioni Reggio, parte il countdown. Candidati sul ring e una città da convincere
In città non si parla d'altro. L'analisi dell'avvicinamento al voto a 30 giorni dalle elezioni
24 Aprile 2026 - 15:39 | di Vincenzo Comi

Meno 30. Il countdown per le elezioni comunali di Reggio Calabria è ufficialmente partito. Il 24 e 25 maggio i reggini saranno chiamati alle urne per scegliere il nuovo sindaco, il Consiglio comunale e, vera novità di questa tornata, anche presidenti e consigli delle cinque circoscrizioni.
Il puzzle preelettorale è ormai definito. Quattro i candidati a sindaco: Francesco Cannizzaro per il centrodestra, Mimmo Battaglia per il centrosinistra, Eduardo Lamberti Castronuovo con il polo civico Cultura e Legalità e Saverio Pazzano con La Strada.
Attorno a loro si muove un piccolo ‘esercito’ di candidati. Dodici liste a sostegno di Cannizzaro, sette per il sindaco uscente Battaglia, due per Lamberti Castronuovo e una per Pazzano, con 32 candidati. Numeri importanti, che raccontano una campagna elettorale larga, affollata, già entrata nelle case dei cittadini.
La città è già in campagna elettorale
A Reggio Calabria, ormai, si parla quasi solo di elezioni. I manifesti hanno iniziato a coprire muri, vetrine e spazi pubblicitari. Nei bar, nei negozi e nelle attività commerciali si perde il conto dei santini. Ogni quartiere ha i suoi candidati, ogni famiglia il suo confronto, ogni tavolo la sua previsione.
Il termine cerchiato in rosso è quello del 25 aprile alle ore 12, scadenza ultima per il deposito di liste e candidature. Poi si entrerà davvero nella fase più dura: presentazioni ufficiali, comizi, confronti, programmi, promesse, attacchi e repliche.
Sarà un mese intenso. Forse uno dei più vivaci degli ultimi anni. Perché la campagna elettorale, in realtà, è già cominciata da tempo. Lo ricordano i volti dei candidati affissi per le strade. Lo confermano gli eventi che si moltiplicano. Lo dimostrano le tensioni, politiche e non solo, che già attraversano la città.
Quattro candidati sul ring
La corsa a Palazzo San Giorgio vede in campo quattro profili forti, riconosciuti e radicati, ognuno con una propria storia politica o civica.
Cannizzaro punta sulla forza dei giovani e quella organizzativa del centrodestra e su una coalizione ampia. Battaglia prova a difendere l’esperienza amministrativa uscente, dentro un centrosinistra chiamato a ricompattarsi. Lamberti Castronuovo si muove nello spazio civico, con un messaggio costruito su cultura, legalità e normalità. Pazzano resta il riferimento di una proposta alternativa, identitaria, legata al percorso de La Strada, indipendente.
Nelle prossime settimane arriveranno anche confronti pubblici tra i candidati. E lì la temperatura potrebbe salire davvero. Perché una cosa è certa: ogni tema, anche il più lontano, finirà dentro la campagna elettorale. E sul ring.
Lo ha dimostrato anche il caso del San Giorgio d’Oro, diventato terreno di scontro politico dopo le polemiche sulla lunga lista dei premiati.
Meno polemiche, più città
Il rischio, adesso, è quello di trasformare tutto in una guerra di posizionamento. Un mese di slogan, frecciate, post social e polemiche quotidiane. Sarebbe un errore.
Reggio Calabria ha bisogno di una campagna elettorale vera. Dura, anche aspra, ma utile. I cittadini hanno diritto di sapere cosa pensano i candidati su acqua, rifiuti, strade, trasporti, lavoro, turismo, sicurezza, criminalità, manutenzione urbana, periferie, giovani e servizi.
Non basta dire “rilancio”. Bisogna spiegare come. Non basta parlare di futuro. Bisogna dire con quali strumenti, con quali risorse, con quali tempi.
La città arriva a questo appuntamento con tanti nodi ancora aperti. Alcuni storici, altri più recenti. La prossima amministrazione non potrà permettersi una lunga fase di rodaggio. Reggio ha bisogno di decisioni, non di alibi.
La novità delle circoscrizioni
La vera novità del 2026, però, è il ritorno delle circoscrizioni. Dopo oltre un decennio, i cittadini torneranno a votare direttamente i rappresentanti dei territori.
Non è un dettaglio tecnico. È un passaggio politico importante. Le circoscrizioni possono diventare uno strumento utile per riportare la politica nei quartieri, ascoltare i problemi prima che esplodano, dare voce a zone spesso dimenticate.
Ma possono anche ridursi a un’altra arena di potere, se saranno vissute solo come una moltiplicazione di poltrone e candidature. La differenza la faranno le persone scelte, il loro rapporto con i territori e la capacità dei futuri presidenti di non essere semplici terminali dei partiti.
Anche per questo la curiosità dei reggini è alta. Non si voterà solo per Palazzo San Giorgio. Si voterà anche per capire chi dovrà rappresentare da vicino le esigenze quotidiane dei quartieri.
Reggio e Messina, una partita che guarda allo Stretto
In questa campagna elettorale deve trovare spazio anche un tema spesso citato, ma raramente affrontato fino in fondo: il rapporto con Messina.
Anche sull’altra sponda dello Stretto si voterà per il rinnovo del Consiglio comunale. In un’ottica di area integrata, Reggio e Messina non possono continuare a guardarsi solo da lontano. Infrastrutture, portualità, blue economy, turismo, formazione e mobilità sono temi comuni.
Il futuro di Reggio passa anche dalla capacità di dialogare con i dirimpettai. Non per perdere identità, ma per guadagnare peso. Perché lo Stretto, se governato con visione, può essere un’area strategica. Se lasciato alla retorica, resta solo uno slogan buono per i convegni.
Trenta giorni tutti da vivere
Da qui al 24 maggio sarà dunque una corsa lunga e breve allo stesso tempo. Trenta giorni di sfide a distanza, incontri ravvicinati, comizi, aperture di sedi, presentazioni di liste, botta e risposta e possibili colpi a sorpresa.
A parlare non saranno solo i politici. Dovranno parlare anche i cittadini. Quelli che votano sempre. Quelli che non votano più. Quelli che non sanno nemmeno dove sia finita la tessera elettorale. Quelli che guardano la politica con sfiducia, ma continuano a pretendere una città migliore.
La sfida vera sarà anche questa: riportare al voto chi si è allontanato. Coinvolgere i giovani. Dare senso a una campagna elettorale che non può limitarsi ai manifesti e ai santini.
Reggio entra nel suo mese più caldo. La politica è pronta a salire sul ring. Ora però servono contenuti. Perché il 24 e 25 maggio non si sceglierà soltanto chi dovrà governare. Si sceglierà anche quale idea di città dovrà provare a camminare nei prossimi anni.
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