Ospedale di Polistena, Falcomatà: ‘Servono soluzioni strutturali’ – FOTO
"I calabresi per curarsi sono costretti a scappare oppure rinunciano alle cure" le parole di Falcomatà
07 Gennaio 2026 - 17:02 | Comunicato Stampa

“E’ evidente che siamo di fronte solo ad una soluzione tampone, che rischia solamente di rinviare temporaneamente il problema, rispetto ad una situazione precedente che era già fortemente precaria. Siamo qui per ascoltare e sostenere questa battaglia, ma è evidente che non possiamo più accontentarci di navigare a vista. Non lo meritano i medici, non lo merita il personale sanitario, non lo meritano soprattutto i pazienti. La soluzione emersa in queste ore, che dovrebbe tamponare l’emergenza in attesa che il provvedimento venga “magicamente” reinserito nel Milleproroghe, è solo una boccata d’ossigeno, non la cura di cui questo ospedale ha bisogno”.

E’ quanto afferma il Sindaco metropolitano di Reggio Calabria e consigliere regionale del Partito Democratico Giuseppe Falcomatà intervenendo quest’oggi dal presidio permanente organizzato presso l’Ospedale “Santa Maria degli Ungheresi” di Polistena, per discutere della grave carenza di personale, con particolare riferimento al reparto di anestesia. Nel corso della visita Falcomatà ha incontrato i rappresentanti del Comitato ed alcuni sindaci del territorio, oltre che diversi operatori sanitari e pazienti in cura presso la struttura spoke della Piana di Gioia Tauro.

“È necessario – ha affermato Falcomatà – porsi delle domande serie anche dal punto di vista politico. Il Milleproroghe, come dice il nome stesso, serve a prorogare misure in scadenza senza entrare nel merito. Il fatto che la norma riguardante i cosiddetti “gettonisti” sia stata stralciata e ora si speri in un suo reinserimento lascia molto perplessi. E’ chiaro che intanto bisogna risolvere l’emergenza immediata per garantire la funzionalità del reparto e dell’intero Ospedale Spoke, ma il rischio concreto è che si continui a lavorare su soluzioni al ribasso che non aggrediscono il problema alla radice e che rischiano semplicemente di rinviare il problema”.

Falcomatà ha poi allargato lo sguardo alla crisi sistemica della sanità regionale:
“Il problema è strutturale. Lo dimostra la situazione gemella degli Ospedali di Locri e di Melito Porto Salvo. Da tempo sosteniamo che servono elementi concreti per rendere i concorsi negli ospedali reggini e calabresi più attrattivi rispetto a quelli di altre regioni. Non è un caso se oggi scopriamo l’ennesimo dato drammatico che vede la Calabria fanalino di coda non solo per la migrazione sanitaria, ma anche per la rinuncia alle cure. Registriamo un aumento di oltre il 13% di cittadini che hanno smesso di curarsi e di circa il 12% negli ultimi due anni dei pazienti in cura in altre regioni: chi ha le possibilità economiche va fuori per curarsi, chi non le ha rinuncia alla salute. Una situazione inaccettabile che è un’offesa per tutti i calabresi”.
Infine, la proposta operativa:
“Saremo vigili sulle soluzioni che verranno portate all’attenzione del Consiglio regionale, ma serve un’azione corale. Per questo lavoreremo affinché venga convocata al più presto l’Assemblea dei Sindaci dell’Asp per discutere concretamente di questi temi. È la sede istituzionale deputata ad affrontare il problema, coinvolgendo i soggetti che hanno la responsabilità di trovare le risposte. Chiederò che questa assemblea sia allargata anche a una rappresentanza del Comitato, che ringrazio, perché se oggi si è ottenuto almeno questo risultato tampone, gran parte del merito va alla loro protesta civile e determinata”.
